L' amianto in ANSALDO

(finisce in pretura del lavoro)

 

Settimana scorsa sono state depositate le cause per danno biologico e morale da parte dei sei lavoratori ex dipendenti ANSALDO con l'assistenza della FLMUniti.

Dei sei lavoratori tre sono deceduti, uno è gravemente ammalato e altri due hanno comunque contratto gravi malattie polmonari.

Il ricorso è stato presentato con l'ausilio dei tecnici di MEDICINA DEMOCRATICA di Castellanza che con l'aiuto di ex dipendenti ANSALDO, hanno prodotto un enorme lavoro di ricostruzione dell'uso dell'amianto nelle attività produttive di ANSALDO.

Quello che emerge da questo lavoro è un utilizzo enorme dell'amianto, sia come elemento protettivo del calore, sia come mantenimento della temperatura dei pezzi che venivano lavorati a caldo.

Le conseguenze di questo uso massiccio e non protetto dell'amianto si stanno sviluppando purtroppo oggi in maniera drammatica, con diversi lavoratori che sono deceduti tra sofferenze atroci per aver contratto il mesotelioma della pleura, malattia esplicitamente dovuta all'esposizione all'amianto e altri che si sono ammalati di asbesto e temiamo, purtroppo, che altri si ammaleranno.

Le responsabilità à dell'azienda sono palesi.

Se da un lato il divieto assoluto dell'amianto, è stato sancito con la legge del 92, in ANSALDO si è comunque usato l'amianto fino alla fine degli anni 80 in condizioni di non adeguata informazione e protezione dei lavoratori.

Questo è grave se si pensa che la letteratura scientifica mondiale già agli inizi degli anni  60, aveva messo in relazione l'uso dell'amianto a malattie gravi quali il mesotelioma della pleura e l'asbesto.

Ma il problema è sempre il profitto, che per i padroni viene sempre prima della vita umana dei lavoratori e quindi pur sapendo della estrema pericolosità si è continuato a usare l'amianto in modo massiccio ed indiscriminato, perché era un materiale molto efficace per l'uso legato al calore e a buon mercato, anche contando cinicamente sul fatto che le malattie legate all'amianto si sviluppano anche dopo molti anni dall'esposizione.

Ma quello che ancor più inaccettabile è l'atteggiamento dell'INPS e dell'INAIL, i quali in base alla legge del 92 avrebbero dovuto garantire ai lavoratori esposti, almeno i benefici previdenziali ed invece li hanno negati e i lavoratori hanno dovuto ricorrere alle vie legali per vederseli riconosciuti, comportandosi così come e peggio degli stessi padroni privati.

In questi giorni c'è in atto un tentativo di FIM-FIOM-UILM di trattare col governo per trovare una soluzione alla vicenda delle cause legali legati al riconoscimento dei benefici previdenziali.

Siamo come FLMUniti molto preoccupati di questa trattativa, che non vorremmo si chiudesse con un pasticcio che complicherebbe le cause legali sia quelle sui benefici previdenziali che quelle sul danno biologico per questo crediamo che l'unica cosa che il governo deve fare è riconoscere palesemente il torto dell'INAIL e dell'INPS e riconoscere quindi a tutti i lavoratori ANSALDO che hanno lavorato a contatto con l'amianto i benefici previdenziali della L. del 92.

La FLMUniti-CUB ritiene importanti le cause per danno biologico visto che sono molto onerose per l'azienda, MA L'UNICA RAGIONE DEI PADRONI E' IL DIO DENARO PER CUI COLPIRLI SUI SOLDI E' L'UNICO MODO PER RENDERLI PIU’ SENSIBILI ALLA SALUTE DEI LAVORATORI!!!!!

 

20 luglio 2000
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