L’udienza odierna è stata dedicata al controesame della Relazione dell’ing. Nano, consulente della Direzione del Teatro, che aveva sostenuto la tesi dell’esposizione “ubiquitaria” :

i lavoratori del teatro secondo la difesa non hanno respirato le fibre di amianto sul posto di lavoro se non in piccolissime dosi , ma quelle provenienti dall’ambiente della città di Milano, ed hanno assorbito le fibre contenute negli attrezzi usati nella vita domestica dell'epoca (asciugacapelli, tostapane, ecc.). Inoltre, secondo Nano, la Direzione del Teatro ha fatto tutto il possibile, e anche qualcosa in più, per prevenire il rischio per i lavoratori (e di riflesso per gli spettatori).

Pubblico Ministero e avvocati delle parti civili (lavoratori deceduti, associazioni tra cui la nostra Ambiente e salute, e sindacato CUB) hanno invece sostenuto che non sono state rispettate neanche le “vecchie” leggi a tutela della salute dei lavoratori. Quanto alla Prevenzione,ricordiamo che i lavoratori hanno dovuto segnalare alla Direzione, e spesso alla ASL di Milano tramite Esposti, la presenza dell’amianto e la necessità di rimuoverlo.

La seconda parte dell’udienza è stata dedicata all’esposizione del prof. La Vecchia, anch’egli consulente della Direzione per gli aspetti epidemiologici, che ha tentato di dimostrare che i 10 lavoratori della Scala morti a causa dell’amianto, non sono sufficienti per costituire un “caso” significativo dal punto di vista statistico.

Da queste relazioni si può capire la linea di difesa del Teatro:

-Attribuire l’insorgere delle malattie a fattori esterni al Teatro

-Negare l’esistenza di un “caso” significativo dal punto di vista epidemiologico: si tratterebbe di casi isolati, individuali. I morti sarebbero quindi numeri di una statistica astratta.

-Tagliare alla radice la possibilità di attribuire una responsabilità alla Direzione del Teatro

E’ stata già fissata la prossima udienza, che sarà dedicata alla Relazione del Consulente della Scala per gli aspetti delle patologie dei lavoratori morti di amianto, per il prossimo 2 ottobre. Noi ribadiamo che i 10 lavoratori, così come gli altri 3 di cui abbiamo appreso la morte recentemente, meritano rispetto e giustizia, anche all’interno del processo.

Milano, 21.9.20 I portavoce della cub e del comitato ambiente salute del Teatro Scala

 
 
 
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