CONFINDUSTRIA PRETENDE NEL DECRETO RILANCIO UNA NORMA CHE LA SOLLEVI DALLE RESPONSABILITÀ PER I CONTAGI DA COVID-19 SUL LAVORO:

GOVERNO E OPPOSIZIONE PREPARANO L’OMBRELLO PER METTERE AL RIPARO LE IMPRESE CONFINDUSTRIA NON SI ACCONTENTA DELLA PIOGGIA DI SOLDI RICEVUTI MA VUOLE “L’OMBRELLO” DI UNA NORMA CHE LE ASSICURI L’IMPUNITÀ

La richiesta di Confindustria di sollevare i datori di lavoro da qualsiasi azione di responsabilità penale e civile  (...quindi anche risarcitoria!), in caso di accertato contagio sul lavoro da Covid-19 sarebbe da “seppellire con  le risate” ma, invece, il Governo, supportato anche dall’azione dell’opposizione, si prepara a varare una norma per rispondere alle preoccupazioni delle imprese.

A quanto pare è bastato che Confindustria battesse i piedi e si manifestasse contrariata dal fatto che l’accertato contagio da Covid-19 sul lavoro venisse considerato “infortunio”, spalancando la porta ad eventuali azioni di responsabilità da parte dei lavoratori contagiati, che si attivassero in suo soccorso diversi Ministri (Catalfo e Patuanelli), Sottosegretari (Puglisi), nonchè una nutrita schiera di parlamentari dellamaggioranza (ad es. Delrio), dell’opposizione (ad es. Durigon) e, addirittura, qualche sindacalista (Landini).

Anche il Direttore Generale Inail è intervenuto sul Sole24Ore del 16.5.2020 a favore di una misura che possa azzerare le preoccupazioni delle aziende, nonostante abbia spiegato che la norma inserita nel Cura Italia non prevede alcun automatismo che possa esporre le imprese ad azioni di responsabilità da parte di un lavoratore il cui contagio è avvenuto sul lavoro.

Il Vicepresidente di Confindustria, Stirpe, sul Sole24Ore del 17.5.2020, ha sollecitato la definizione di una norma che possa “...eliminare tutto ciò che può creare ansietà agli imprenditori in modo che ripartano” (sic!): si pretende che le imprese che hanno rispettato i protocolli di sicurezza non abbiano alcuna responsabilità dei contagi.

Se è vero che tutto ciò conferma la mancanza di un limite alla arroganza e rapacità padronale, è altrettanto evidente la assoluta indifferenza (...nella migliore delle ipotesi!) di tanta parte delle istituzioni e della politica ai diritti dei lavoratori, fino a quello della difesa della salute nei luoghi di lavoro.In realtà, la voce di Confindustria si fa sentire nel momento della ripartenza (...anche se una vera chiusura non c’è mai stata!) in quanto è noto che i contagi nei luoghi di lavoro non si sono mai arrestati, neppure durante il lockdown, superando il 15% del totale dei contagi.

Tantomeno si sono fermate le morti sul lavoro legate al contagio del coronavisrus: oltre il 40% del totale dei decessi registrati negli ultimi 2 mesi.

La Confederazione Unitaria di Base lancia un appello all’intero Governo e al Presidente del Consiglio:
desistete dall’approvazione di una norma che, oltre a calpestare il diritto di difesa dei lavoratori che si contageranno nei luoghi di lavoro, suona come una beffa nei confronti di coloro che si sono esposti e continueranno a farlo per assicurare la continuità di molti servizi essenziali.


FERMATEVI FINCHÈ SIETE IN TEMPO!

19.5.2020

 Confederazione Unitaria di Base
Sede Legale - Viale Lombardia, 20 – 20131 Milano - 02.70631804 - Fax 02-7060.2409

 

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