La redistribuzione della ricchezza resterà una mera intenzione se non si prende ai ricchi per dare ai lavoratori, ai pensionati e ai ceti popolari impoveriti dall’attacco neoliberista alle loro condizioni di vita.
La Cub rivendica e lotta per la pensione a 60 anni di età o con 35 anni di contributi e il ripristino del calcolo retributivo


QUOTA 100. Si può accedere alla pensione con 38 di contributi e una età non inferiore a 62 anni di età. Si va perciò da quota 101 a 104, con le combinazioni 63 + 38, 64 + 38, 65 + 38, 66 + 38. Fino al 2021 età e contributi non saranno rivisti.
Chi non rientra in nessuna di queste, esce in base ai requisiti Fornero: 67 anni di età e almeno 20 di contributi, oppure 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 per le donne).
Il primo requisito (vecchiaia) salirà nei prossimi anni perché adeguato alla speranza di vita, il secondo requisito (anzianità) viene bloccato dal governo fino al 2026 ma ritornano le finestre.
USCITE CON TRE FINESTRE. Chi ha i requisiti quota maturati entro il 2018, esce il primo aprile (lavoratore privato), il primo agosto (pubblico), a settembre (dipendenti della scuola).
Chi matura i requisiti nel 2019 va in pensione tre mesi dopo la maturazione (privato), sei mesi dopo la maturazione (pubblico), in autunno (scuola).
CUMULO CONTRIBUTIVO. E’ previsto il cumulo contributivo gratuito per il conseguimento del diritto alla pensione quota 100, per gli iscritti a due o più gestioni previdenziali, che non siano già titolari di trattamento pensionistico a carico di una delle gestioni interessate al cumulo.
CUMULABILITÀ. La pensione erogata con quota 100 non è cumulabile con redditi di lavoro dipendente ed autonomo fino al raggiungimento dei 67 anni di età. Ammesso solo lavoro occasionale con importo inferiore a 5000€ lordi/ anno
ESCLUSI. Quota 100 non si applica alle categorie che hanno opzioni ancora più vantaggiose. È il caso delle forze armate, polizia, polizia penitenziaria, vigili del fuoco e guardia di finanza.
PUBBLICO IMPIEGO. Risulta evidente la penalizzazione dei dipendenti pubblici che a parità di requisiti hanno tempi di accesso più lunghi; confermato per loro il preavviso di sei mesi della domanda di pensionamento come pure per i lavoratori della scuola e AFAM la maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno e decorrenza della pensione dalla data di inizio del successivo anno scolastico (1° settembre).
TFS PUBBLICO IMPIEGO. Gli statali che vanno in pensione, da quest’anno, riceveranno da subito fino a 30 mila euro massimo di tfs, anticipata dalle banche: gli interessi sono a carico per il 95% dallo Stato. In base alle regole in vigore, i " quotisti" pubblici avrebbero dovuto attendere fino a 7 anni. Gli altri fino a 2.
OPZIONE DONNA. Confermata la possibilità del pensionamento per il 2019 per le donne con 58 anni di età e 35 di contributi. In questo caso il calcolo di pensione avverrà con il sistema contributivo.
APE SOCIALE. Prorogato di un anno l’anticipo pensionistico sociale ai soggetti disoccupati o in gravi difficoltà (Disoccupati senza ammortizzatori sociale da tre mesi, invalidità superiore al 74%, Assistente portatore di handicap grave da almeno sei mesi, addetti lavori usuranti).
RISCATTO CONTRIBUTI. Quanti lavorano dal 1996 (quindi totalmente in regime contributivo) possono colmare fino a 5 anni di buchi contributi, detraendo il 50% della somma. Riconosciuta agli under 45 la possibilità di riscattare gli anni di laurea con sconto del 30% .
INDICIZZAZIONE. Per il 2019, il taglio della rivalutazione delle pensioni all’inflazione è stato ridotto per gli importi inferiori a 4000€ ma non eliminato.
Da anni, per inseguire il pareggio di bilancio e tutelare gli interessi, è stata ridotta la spesa pubblica e tagliate prestazioni sanitarie e previdenziali a lavoratori, pensionati e ceti polari invece di recuperare entrate dall’evasione fiscale e contributiva, dalla corruzione e dalle grandi opere pubbliche inutili.
Una ragione in più per sostenere e partecipare alla lotta per gli obbiettivi della Cub.

gennaio 2019

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