SUI PERMESSI RETRIBUITI PER CAUSE PARTICOLARI LEGGE 53/2000 RETROMARCIA DEL MINISTRO: NON SERVE PIU’ IL CERTIFICATO MEDICO LEGALE MA SOLO QUELLO PREVISTA DALLA LEGGE DECRETO 278/2000.

 

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Il Ministero del Lavoro, a seguito di numerose segnalazioni, il 25 novembre ha emesso una circolare in cui prende atto dell’inapplicabilità delle disposizioni che lo stesso Ministero aveva definito nel giugno scorso,  “…in quanto le strutture medico legali delle AA.SS.LL territorialmente competenti non sono disponibili a rilasciare la certificazione …” Quindi, grazie all'azione della Cub, per ottenere i PERMESSI RETRIBUITI PER CAUSE PARTICOLARI LEGGE 53/2000 (come la necessità di assistere un famigliare con particolari problemi di salute) NON SERVE PIU’ IL CERTIFICATO MEDICO LEGALE MA SOLO QUELLO PREVISTA DALLA LEGGE DECRETO 278/2000.

L'antefatto

Nell’interpello di giugno il Ministero stabiliva che la/il lavoratrice/ore per poter fruire fino ad un massimo di tre giorni di permesso retribuito  in base all’art. 4 della legge 53/2000 , doveva far certificare la condizione di grave infermità del famigliare da un medico legale sulla base della documentazione prodotta.

La Telecom,
strumentalmente, con il particolare zelo che la contraddistingue quando si tratta di interpretare le norme a sfavore di lavoratrici/ori, si era immediatamente adeguata, costringendo i colleghe/i interessate/i a sfibranti ricerche nelle ASL che non ne sapevano nulla o che, peggio, rilasciavano il certificato a costo di permessi aggiuntivi e ticket a pagamento (di 38,00 euro ), arrivando addirittura al mancato pagamento dei permessi in assenza del “visto” della medicina legale.

La CUB ha denunciato questi veri e propri abusi presso le sedi opportune, Ispettorati del Lavoro, Ausl, Ministero Pari Opportunità comprese le sedi locali, strutture che si apprestano ad invitare Telecom al rispetto delle leggi vigenti.
La pronta azione di denuncia ha contribuito a smuovere la situazione che infatti ha raggiunto l’obiettivo di far tornare il Ministero del Lavoro  e di conseguenza Telecom sui suoi passi:
NON SERVE PIU’ IL CERTIFICATO MEDICO LEGALE MA SOLO QUELLO PREVISTA DALLA LEGGE DECRETO 278/2000.

La legge 53/2000, con i congedi e le flessibilità previste, promuove maggior “..equilibrio tra tempi di lavoro, di cura, di formazione e di relazione..”,  ostacolarne l’utilizzo significa SNATURARE LO SPIRITO DELLA LEGGE, penalizzando in primo luogo le donne, su cui sappiamo bene grava il peso maggiore dell’attività di cura dei figli e dei famigliari bisognosi di assistenza.

Tenuto conto CHE NON VI SONO STATI CAMBIAMENTI DI LEGISLAZIONE MA SOLO UNA GRANDE “SVISTA” O ERRATA INTERPRETAZIONE DEL MINISTERO DEL LAVORO E  DI TELECOM STESSA invitiamo l'azienda ad assumere comportamenti coerenti con l’immagine che vuole dare di sé, impegnata per le pari opportunità e  nella promozione delle  donne in azienda (Bollino rosa, conciliazione tempi lavoro-vita, asili nido..ecc) ED A RICONOSCERE quindi anche  I PERMESSI   RICHIESTI PRECEDENTEMENTE.
ANCHE LA CERTIFICAZIONE DEL MEDICO DI BASE PER NOI E’ VALIDA E ARRIVEREMO ANCHE AD OTTENERE QUESTO

“D.M. n 278/2000  art.3 – Documentazione - 1. La lavoratrice o il lavoratore che fruiscono dei permessi per grave infermità di cui all'articolo 1 o dei congedi per le patologie di cui all'articolo 2, comma 1, lettera d), devono presentare idonea documentazione del medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato o del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta o della struttura sanitaria nel caso di ricovero o intervento chirurgico….”

Dicembre 2008

 

 

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