Lo ha deciso il Governo con il consenso di cgil-cisl-uil dopo una finta trattativa.

Prorogato fino a ottobre il divieto solo per le aziende dei settori tessili, calzaturieri e moda. Il governo ha liberalizzato i licenziamenti e con il decreto del 30 giugno ha:

 prorogato il divieto di licenziamento solo per i settori del tessile, calzaturiero e moda fino al 31 ottobre. Negli stessi settori è data la possibilità di usare 17 settimane di Cig per Covid a partire dal 1 luglio fino al 31 ottobre 2021


 Per le aziende appartenenti ai tavoli di crisi industriale è data la possibilità di utilizzare 13 settimane di Cig straordinaria gratuita fino al 31 dicembre 2021 a patto che nello stesso periodo non si facciano licenziamenti 

Martedì 29, cgil cisl uil e confindustria hanno poi preventivamente approvato il decreto del governo con un accordo di avviso comune che riportiamo “Le parti sociali, alla luce della soluzione proposta dal Governo sul superamento del blocco dei licenziamenti, si impegnano a raccomandare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali che la legislazione vigente ed il decreto legge in approvazione prevedono in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro..”
Dato che non è un obbligo ma solo una raccomandazione il suo valore è pressoché nullo. Chi licenzierà sarà libero di farlo comunque con il plauso di tutti.


Alla luce di questo decreto la situazione sui licenziamenti è la seguente:


a) Per le aziende dell’industria, edilizia e tutte quelle che versano il contributo cigo il blocco dei licenziamenti scade il 30 giugno. Solo per i settori tessile, calzaturieri, moda e settori in crisi che utilizzano le 13 settimane di cig straordinaria rimarranno vietati fino al 31 ottobre. Pertanto dal 1 luglio la maggioranza delle aziende manifatturiere e dell’edilizia potranno licenziare.


b) Per aziende che hanno fino a 5 dipendenti e quelle del commercio, servizi e turismo, ovvero le aziende che usano la cig in deroga o il Fis i licenziamenti rimangono vietati fino al 30 ottobre.
In tutti e due i casi il divieto non si applica nei casi: di fallimento, di messa in liquidazione e di cessazione di
attività, di accordo sindacale aziendale di incentivazione all’esodo a meno che non ci sia un trasferimento di
azienda o di ramo di azienda. Rimane vietato l’avvio delle procedure di licenziamenti collettivi e di licenziamento
per giustificato motivo oggettivo in corso.


La Cub da un giudizio negativo sulle decisioni del governo. Per difendere l’occupazione occorre abolire la legge che prevede i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, modificare la legge sui licenziamenti collettivi, introdurre la Cig universale con l’80% reale di copertura dello stipendio e ridurre l’orario di lavoro a parità di salario.


Contro i licenziamenti la Cub continuerà a battersi e a chiamare i lavoratori alla mobilitazione e nello stesso tempo ha costituito un collegio di avvocati per verificare la possibilità di impugnare tutti i licenziamenti che verranno effettuati.


Legnano, luglio 2021

CUB LEGNANO


Confederazione Unitaria di Base
Legnano: via Cristoforo Colombo 17

tel. 0331-1555336 0331-1546331 fax. 0331-1555358
www.cub.it – www.cubvideo.it e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

FaceBook