Modificare la legge 223 introdurre la cig universale e ridurre l’orario di lavoro


Il divieto di licenziamento prorogato fino al 31 marzo A seguito del coronavirus il governo con il decreto del 17 marzo 2020 ha vietato i licenziamenti a partire dal 23 febbraio 2020 per 60 giorni. Successivamente l’aggravarsi della pandemia con il decreto del 13 maggio la sospensione è stata protratta per 5 mesi fino al 18 agosto, con il decreto di agosto è stata prorogata fino a metà novembre, con il decreto del 27 ottobre il divieto è stato prorogato fino al 31 gennaio e con la legge di bilancio la proroga è stata estesa fino al 31 marzo.
Nei primi mesi si era verificato che molte aziende (specie piccole e cooperative) avevano aggirato il divieto dichiarando la cessazione di attività. Ciò aveva aperto delle controversie legali.


Per risolvere la disputa (a favore dei padroni) il governo a partire dal decreto del 17 agosto ha introdotto la possibilità di licenziare nel caso di cessazione di attività o di fallimento.
La libertà di licenziare è stata introdotta dal Governo Monti e perfezionata dal governo Renzi.
La legge prevede due motivazioni: la prima legata all’andamento non favorevole dell’azienda, caduta del fatturato, caduta degli utili, ecc; la seconda legata alla ristrutturazione aziendale che sopprimeva il posto di lavoro e non permetteva la ricollocazione del lavoratore. Superfluo dire che la maggior parte dei licenziamenti si basa su motivazioni fasulle. E questo ha comportato parecchie cause legali.


Il Governo Renzi ha poi abolito l’art 18 dello Statuto dei lavoratori.
Abolire la legge che consente i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo È chiaro a tutti che con il persistere della pandemia sarebbe disastroso far cessare il divieto di licenziamenti. Con il peggioramento della situazione economica le aziende licenzierebbero a manbassa. Il divieto va perciò prorogato ma questo da solo non basta.È evidente a tutti che la legge che consente il licenziamento per giustificato motivo oggettivo va superata e va reintrodotto il concetto che se un licenziamento viene dichiarato illegittimo questo deve essere annullato e il lavoratore deve poter rientrare in fabbrica.


Modificare la legge 223. È necessaria una revisione della legge in modo tale che non siano consentiti licenziamenti se non c’è una chiusura di azienda, questo perché spesso vengono usati solo per riduzione di personale e sia introdotto il ricorso obbligatorio alla riduzione e distribuzione del lavoro.
Quasi sempre poi ai licenziamenti è associata poi alla richiesta di cig straordinaria Riformare gli ammortizzatori sociali e ridurre l’orario di lavoro a parità di salario


È necessario riformare gli ammortizzatori introducendo un solo strumento di cig universale, va alzata la copertura salariale all’80% effettivo e va incrementata la durata almeno fino a tre anni.
È poi il momento introdurre riduzione dell’orario di lavoro a 32 ore a parità di salario altrimenti non
sarà possibile salvaguardare l’occupazione.


Legnano, febbraio 2021

                                                                 CUB LEGNANO


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