In attesa di capire quali altri provvedimenti il governo intenderà assumere con il decreto di aprile specie in materia di lavoro vogliamo precisare due aspetti contenuti sul decreto di marzo dato che molti lavoratori ce lo stanno chiedendo.
Premio di 100 € ai lavoratori dipendenti pagato a partire dallo stipendio di aprile
Molti lavoratori che hanno lavorato nel mese di marzo ci hanno chiesto come mai nella busta paga non hanno trovato il premio di 100 €.

Il decreto del 17 marzo all’art 63 stabilisce che ai titolari di redditi di lavoro dipendente che possiedono un reddito complessivo da lavoro dipendente dell’anno precedente di importo non superiore a 40.000 euro spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese.
I sostituti d’imposta, ovvero le aziende, riconoscono, in via automatica, l’incentivo a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno.
Il premio non spetta a coloro che lavorano in smart working ovvero lavorano da casa.
Pertanto il premio sarà pagato a partire dalla retribuzione di aprile.

Pagamento della cig: con il tetto la quota pagata è di circa il 60% dello stipendio.
Molti lavoratori ci hanno chiesto come mai il pagamento della cig, è di molto inferiore all’80 % della retribuzione.
In base alla legge il trattamento Cig per il 2020 è pari all’80 % dello stipendio però con il tetto di 939,89 per stipendi lordi fino a 2159,48 e 1129,66 per stipendi lordi superiori a 2159,48.
Questo significa che la paga oraria di cig, riferita al mese di marzo, per effetto del tetto è al massimo di 5,34 € per il primo scaglione oppure di 6,418 € per il secondo scaglione.
Per fare un esempio se un lavoratore prende 10 € all’ora la cig gli viene pagata non 8 € che è l’80% della retribuzione ma 6,41 € all’ora, se uno prende invece 15 € all’ora viene sempre pagata 6,41 € all’ora.
Pertanto la cig, per effetto del tetto, è pari a circa il 60 % dello stipendio e decresce se lo stipendio è più alto. C’è pertanto una perdita di salario notevole.

Questa situazione i lavoratori l’hanno già vista dove le aziende hanno anticipato la cig, mentre coloro che aspettano il pagamento diretto da parte Inps lo scopriranno quando prenderanno i soldi che al momento non sono ancora arrivati.

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Legnano aprile 2020
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