tutti gli uomini sono uguali - a chi dipende dal periodoConvegno sulla libertà nei luoghi di lavoro e rappresentanza - Sala della Mercede Roma 30 giugno 2011 (Relazione introduttiva di P.Giorgio Tiboni e i VIDEO di tutti gli interventi). Leggi le "Proposte della Cub" e ascolta tutti gli interventi al Convegno.

 

Convegno sulla libertà nei luoghi di lavoro e rappresentanza.

Sala della Mercede Roma 30 giugno 2011 (Relazione introduttiva di P.Giorgio Tiboni e i VIDEO di tutti gli interventi)

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VIDEO 01 - Piergiorgio Tiboni - Relazione introduttiva

VIDEO 02 - Giuseppe Marziale - Avvocato giuslavorista

VIDEO 03 - Piro Bernocchi - Portavoce della Confederazione Cobas

VIDEO 04 - Enrico Luberto - Avvocato giuslavorista

VIDEO 05 - Giuseppe Rippa - Libertà sindacale e rappresentanza

VIDEO 06 - Cosimo Scarinzi - Coordinatore nazionale Cub

 

audio del convegno "Libertà sindacali nei luoghi di lavoro e rappresentanza"
registrato da RADIO RADICALE


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tutti gli uomini sono uguali - a chi dipende dal periodoRelazione introduttiva di P.Giorgio Tiboni

Dinnanzi agli effetti devastanti indotti dal modello di sviluppo basato sulle politiche liberiste i responsabili della crisi non trovano di meglio che accentuare le pulsioni autoritarie per imporre una drastica riduzione delle libertà e dei diritti per la classe operaia e i ceti popolari.

A questa impostazione risponde appieno l’accordo stipulato martedì 28 giugno tra Confindustria e cgil-cisl-uil sulla rappresentanza e sulla validità erga omnes degli accordi sottoscritti da soggetti nominati dalle segreterie sindacali o che si presume rappresentino il 50% + 1 dei lavoratori.

L’accordo stipulato martedì 28 giugno accoglie in pieno il diktat di Marchionne negando ai lavoratori l’esercizio delle più elementari libertà sindacali nei luoghi di lavoro lasciando mano libera al padronato nella gestione del rapporto di lavoro; è prevista la Possibilità à di peggiorare accordi con Rsu e Rsa i trattamenti previsti dal contratto nazionale; nell’insieme viene cancellata la Possibilità à per i lavoratori di decidere sui problemi che li riguardano direttamente.

L’accordo non è semplicemente la prosecuzione di una impostazione delle relazioni sindacali preesistente, ma rappresenta per i contenuti, una profonda innovazione perché cancella radicalmente le basi minime di una qualsiasi parvenza di democrazia nelle relazioni sindacali.

In sintesi l’accordo rafforza il monopolio della rappresentanza in capo a cgil-cisl-uil e il potere di Confindustria nel decidere chi rappresenta i lavoratori.

Viene altresì stabilito che gli accordi sono validi se firmati dalla maggioranza delle Rsu, elette con gli attuali criteri, maggioranza che non è difficile da raggiungere partendo da 30% di nomina dei delegati da parte di cgil-cisl-uil.

Pari potere viene attribuito alle Rsa, come è noto tutte di nomina sindacale, lasciando in questo caso una teorica Possibilità à per i lavoratori di invalidare l’accordo.
E’ evidente che questo dispositivo accentuerà la propensione di cgil-cisl-uil a non procedere alle elezione delle Rsu (in alcuni contratti è già oggi negata la Possibilità à di indire le elezioni, per le organizzazioni diverse da cgil-cisl-uil).
L’accordo prevede che sono rappresentative le organizzazioni che raggiungono il 5% della media tra le deleghe di iscrizione rilasciate alle aziende e i voti ottenuti nelle elezioni delle Rsu riferito al totale dei lavoratori della categoria cui si applica il contratto nazionale di lavoro.
Non è però previsto alcun obbligo per le aziende di accettare le deleghe di iscrizione ai sindacati diversi da quelli firmatari dell'accordo e, in particolare, ai sindacati indipendenti ed alternativi.
In questa situazione è evidente che la consultazione dei lavoratori proposta dalla Fiom rischia di aggiungere al danno la beffa.
Quello che è in discussione infatti non è un problema che ha a che fare con il metodo (la democrazia formale), ma di contenuti.
La consultazione dei lavoratori è improponibile perché l’accordo attenta ai diritti che hanno a che fare con la libertà sindacale nei luoghi di lavoro diritti indisponibili anche per la maggioranza dei lavoratori.
Non esiste minima Possibilità à di una consultazione democratica. Le ultime consultazioni dei lavoratori indette dalle organizzazioni sindacali istituzionali sono stata una colossale presa in giro con dati di partecipanti al voto e favorevoli completamente inventati. In particolare quelli riguardanti la partecipazione dei lavoratori delle piccole imprese, degli edili e dei pensionati.
Solo gli sprovveduti, gli orfani della cgil e gli utili idioti hanno potuto nei mesi scorsi scambiare la posizione della cgil come alternativa a quella del padronato e di cisl e uil; oggi è evidente a tutti ciò che le iniziative di mobilitazione della cgil avevano solo l’obbiettivo di rientrare in gioco e riprendere un ruolo, subordinato, nei confronti di padronato e governo.
L’accordo ha in se un elemento che ne determinerà la sua inapplicabilità nel giro di poco tempo: la gestione di accordi con una maggioranza del 50%+1 dei consensi. Per gestire una comunità di lavoratori  serve il consenso vero e non estorto o presunto della semplice maggioranza dei lavoratori.
Le proposte della Cub: Cub da tempo propone di definire in modo preciso i poteri dell’assemblea generale dei lavoratori, non si può assegnare a chi non è coinvolto direttamente dai contenuti degli accordi il potere di decidere attraverso il voto (palese o segreto) su questioni che riguardano altri gruppi di lavoratori, può essere il caso degli impiegati quando si tratta di decidere su problemi che riguardano gli operai o della generalità dei lavoratori rispetto alla collocazione in cassa/licenziamenti di un gruppo di lavoratori, al trattamento da riservare a chi compie lavori usuranti; ai turnisti ecc).
L’intesa rafforza, tra l’altro, il monopolio della rappresentanza da parte di cgil-cisl-uil che anche questa volta sono state scelte dal padronato a rappresentare i lavoratori.
La libertà nei luoghi di lavoro è un tema scarsamente considerato dai molti che quasi ogni giorno sproloquiano sui media o nel dibattito politico sulla libertà e la democrazia.
Dando per credibile la buona fede, è evidente che questa sottovalutazione è funzionale alla drastica cancellazione delle libertà nei luoghi di lavoro i cui effetti sulla democrazia nel paese e sulla politica economica e sociale possiamo facilmente prevedere.
Se 20 milioni di lavoratori sono privati per la maggior parte della loro vita attiva degli elementi fondanti una democrazia è evidente che questo avrà conseguenze dirette sull’introduzione di norme limitanti la democrazia nel paese.
La libertà non può esistere solo per alcuni ambiti, se viene limitata questo alla fine riguarderà tutta la societàà.
Cub ha illustrato nell’audizione tenuta al Senato il 6 Ottobre 2010 gli elementi che devono essere salvaguardati perché si possa parlare di esistenza della libertà sindacale nei luoghi di lavoro, agibilità che devono essere universali ( diritto di sciopero, di riunione, di organizzazione, di decisione sulle questioni sindacali, l’elezione democratica dei delegati aziendali e della delegazione trattante ecc)
Per misurare la rappresentatività Cub ha proposto soglie a partire dal livello aziendale a quello provinciale, regionale e nazionale con indici decrescenti.
Solo con il rispetto rigoroso delle norme che sinteticamente abbiamo richiamato si può limitare la Possibilità à che siano i padroni e le loro associazioni di scegliere il sindacato con cui discutere.
Cub ritiene indispensabile operare perché si costruisca un ampio schieramento a partire dal sindacalismo di base, aperto alla partecipazione di quanti si oppongono all’accordo di martedì 28 giugno e che condividendo delle proposte per rendere effettiva la libertà sindacale nei luoghi di lavoro siano disponibili a dar vita ad un ampio movimento di lotta per contrastare l’accordo liberticida e nel contempo verificare la fattibilità di un percorso legislativo che ripristini democrazia e libertà sindacali.

Confederazione Unitaria di Base

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Commissione lavoro, previdenza sociale del Senato
Presidente Pasquale Giuliano

Proposte della Confederazione Unitaria di Base (Cub) sulle rappresentanze sindacali unitarie nei luoghi di lavoro, sulla rappresentatività sindacale e sull’efficacia dei contratti collettivi di lavoro (audizione di Mercoledì ì 6 ottobre 2010)

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