IN DIFESA DEL DIRITTO DI SCIOPERO: a Milano venerdì 6/3/09 Assemblea presso la Casa della Cultura Via Borgogna, 3 e Presidio in Prefettura, C.so Monforte  - A Roma appuntamento in Largo Ponchielli, per manifestare davanti alla sede della Commissione di Garanzia. Assemblee, manifestazioni e presìdi in tutte le province il 6 e 7 marzo

Prendi il volantino per le iniziative di Milano .zip

Prendi il volantino per la iniziativa di Roma .zip

GUARDA IL VIDEO DEL PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETURA DI MILANO

A Milano:
Assemblea presso la Casa della Cultura Via Borgogna, 3  dalle 9.30 alle 12,00
Presidio in Prefettura, C.so Monforte  dalle 12,00 alle 14,00
In Lombardia: Assemblee e presìdi in tutte le province il 6 e 7 marzo

A Roma l'appuntamento è alle 16.30 in Largo Ponchielli, davanti alla sede della Commissione di Garanzia.
BOLOGNA.
  Presidio c/o Cabina ATC Viale Lame ang. Via Marconi dalle ore 15.00
CAGLIARI. Presidio assemblea in Piazza Costituzione dalle ore 16.0
FIRENZE  presidio ore 17 via Cavour; 
GENOVA.    Presidio c/o la Prefettura in Largo Lanfranco dalle ore 10.00
LODI.
        Presidio con volantinaggio sotto la Prefetura dalle ore 14.00
NAPOLI
.    Presidio di controinformazione in Piazza Carità dalle ore 17.00
SALERNO.  Presidio c/o la Prefettura in via Roma dalle ore 17.00
TORINO.    Volantinaggi c/o Stazioni ferroviarie Porta Nuova e Porta Susa, Depositi GTT di Venaria, Gerbido, San Paolo, Tortona, Nizza, dalle ore 16.00;
TRIESTE.    Presidio con volantinaggio in Piazza Unità d’Italia 8 dalle ore 16.3
VENEZIA.   Presidio c/o la Rai a Palazzo Labia dalle 11.30

L'attacco al diritto di sciopero é un attacco alla democrazia

Con le nuove norme previste dal Governo sul diritto di sciopero si sta andando rapidamente verso un nuovo e pericolosissimo capitolo del più vasto tema della limitazione delle libertà sindacali e costituzionali, della democrazia nel mondo del lavoro e nella societàà.
Dietro un linguaggio formalmente tecnicistico, presentato come un intervento per il solo settore trasporti, il governo predispone la legislazione per gestire la fase attuale e futura di grave  crisi economica e le conseguenti risposte dei lavoratori al tentativo di farne pagare a loro il costo. Ciò è confermato dal fatto che il governo ha annunciato norme che dovrebbero impedire di bloccare strade, aeroporti e ferrovie, forme di lotta utilizzate da tutti i lavoratori in casi particolarmente drammatici.
L'attacco al contratto nazionale, le nuove norme che si intendono introdurre sulla rappresentatività sindacale, la nuova concertazione tra governo, confindustria e sindacati confederali che si è trasformata in una vera e propria alleanza neocorporativa, sono elementi finalizzati ad impedire le rivendicazioni e la difesa dei diritti dei lavoratori. Ciò avviene proprio quando più grave è la crisi economica, più pesanti le conseguenze per i lavoratori e maggiore la necessità di risposte determinate.
Lo scopo del governo è quello di imporre per legge la pace sociale, vietando e criminalizzando il diritto di sciopero. Di ridurre al silenzio i lavoratori mentre si celebrano i misfatti nel settore dei trasporti - Fs , Tirrenia, Alitalia - con migliaia di esuberi, di messa in mobilità, di licenziamenti e il relativo aggravio sulla qualità  del servizio e dei costi
UN COLPO DI MANO CHE VA SVENTATO SUL NASCERE , INSIEME A TUTTI I TENTATIVI PROTESI A METTERE AL BANDO LA COSTITUZIONE E I DIRITTI FONDAMENTALI.
Illegittima e autoritaria l'ipotesi di consegnare lo sciopero, che è un diritto individuale sancito dalla Costituzione, alla disponibilità gestionale di sindacati che rappresentino il 50% dei lavoratori; assurdo perché in molte aziende la sindacalizzazione non arriva neanche al 50%. Nonché il referendum preventivo che tende a dilazionare e snaturare l'azione di sciopero, già  oggi estremamente contrastata dalle limitazioni della Commissione di Garanzia e dai ripetuti divieti del governo. Altrettanto improponibile è l'adesione preventiva allo sciopero, un non senso giuridico che prevederebbe l'imPossibilità à del singolo di poter mutare il proprio atteggiamento rispetto ad un'azione sindacale indetta. Inaccettabile infine la forma di lotta virtuale che di fatto elimina il diritto di sciopero ed assegna alle parti la capacità/volontà di individuare la “penale” per l'azienda in caso di “sciopero lavorato”, mentre ai lavoratori si ritira l'intera giornata di lavoro: quindi la perdita secca della giornata per il lavoratore ed una impercettibile riduzione dei profitti per l'azienda.
Contro questo ennesimo tentativo di eliminare il diritto di sciopero rispondiamo con la mobilitazione immediata contro governo e padroni, cisl, uil e ugl e finalizzando a questo obbiettivo gli scioperi già programmati a partire da quello per il trasporto aereo del 4 marzo.

A Milano:         Venerdì 6/3/09   Assemblea presso la Casa della Cultura Via Borgogna, 3  dalle 9.30 alle 12,00
Presidio in Prefettura, C.so Monforte  dalle 12,00 alle 14,00
In Lombardia: Assemblee e presìdi in tutte le province il 6 e 7 marzo

A Roma l'appuntamento è alle 16.30 in Largo Ponchielli, per manifestare davanti alla sede della Commissione di Garanzia.

Il sindacalismo di base ha indetto una manifestazione nazionale a Roma il 28 marzo e uno sciopero generale per il 23 aprile anche per difendere il diritto di sciopero e la democrazia sindacale.

Cub – Confederazione Cobas – SdL intercategoriale

26 febbraio 2009
 

FaceBook