Una manovra economica non deve distribuire solo risorse, ma deve soprattutto indicare le priorità sociali e un disegno del tipo di società che si vuole costruire. Questa del governo Conte è un provvedimento liberista, perfettamente in linea con le finanziarie dei governi degli ultimi trent’anni.


Non c’è nessuna reale ridistribuzione del reddito a favore dei lavoratori, che continuano a perdere salario a vantaggio dei profitti, nessun ripristino dei diritti del lavoro, nessun rafforzamento del Welfare State, non ci sono concreti investimenti nella messa in sicurezza del territorio e dei luoghi di lavoro.
Il conto della redistribuzione della ricchezza promessa, non viene presentato ai ricchi ma ai soliti contribuenti; siccome non cambia chi paga, c’è sempre poco da ridistribuire ai ceti popolari; padroni e strapagati non si toccano, continueranno ad arricchirsi e a non pagare le tasse.
Non c’è inoltre espansività, lo stato continuerà a spendere meno di quanto incassa con il prelievo fiscale e il deficit è dato dalla spesa per gli interessi sul debito!

Ecco alcune delle misure più controverse:
- Quota 100 e Reddito di Cittadinanza non ci sono nella manovra. I provvedimenti che si annunciano sono una leggera rivisitazione della Fornero per pochi “fortunati” e il reddito di cittadinanza è un nuovo “reddito d’inclusione” per 18 mesi legato a limiti di reddito e accettazione di lavori precari e lontani dalla residenza del lavoratore.
- l’IVA aumenterà fino al 26,5%! se il Governo non trova 52 miliardi nei prossimi tre anni.
- Si riducono le tasse solo per i padroni: 9 punti in meno sull’Ires, la tassa sui profitti; taglio delle tariffe Inail di oltre 1.5 miliardi e agevolazioni per l’industria 4.0 che le aziende utilizzeranno per flessibilizzare, esternalizzare e licenziare.
- Gli appalti pubblici inferiori a 150.000 euro saranno essere affidati senza gara. La mafia e i corrotti ringraziano!
- Zero Euro stanziati per la costruzione di case popolari e solo 10 milioni per il fondo contributo affitto; contemporaneamente diventa un reato penale occupare per necessità case, terreni e stabili!
Erano altre le promesse fatte in campagna elettorale.
Il governo ha confermato Jobs Act con il Decreto Dignità; senza investimenti e percorsi certi di riconversione ha consentito che si continui ad inquinare Taranto con il carbone all’ILVA, assicurando in più l’immunità penale ai precedenti speculatori;
con il Decreto Sicurezza ha introdotto l’arresto per i lavoratori costretti a fare occupazioni per difendere il loro reddito e lavoro, acconsente alla Tap e nicchia sulla Tav.


Quello di cui hanno bisogno i lavoratori è ben altro e lo abbiamo già detto con forza il 26 Ottobre, con l’unico sciopero generale nella nuova era “giallo-verde”, in cui abbiamo voluto rimarcare con forza che i lavoratori, nella loro indipendenza di classe, non hanno governi amici!
- Riduzione orario di Lavoro a 32 ore a parità di salario e in pensione a 60 anni di età o 35 di contributi.
- Cancellazione del Jobs Act e di tutte le normative che hanno avallato il precariato e la flessibilità estrema.
- Reddito Garantito. Sanità gratuita e di qualità con l’abolizione dei tickets.
- Diritto all’abitare e riutilizzo del patrimonio pubblico sfitto anche attraverso l’autoristrutturazione.
- Abolizione della legge “Sicurezza e Immigrazione” e azzeramento delle spese militari.
- Piano di investimenti per la messa in sicurezza del territorio e la bonifica delle aree inquinate, che parta dal blocco delle grandi operi inutili e dannose.
- Introduzione di una legge realmente democratica sulla rappresentanza sindacale, azzerando l’accordo del 10 gennaio 2014, in modo da riportare la democrazia nei luoghi di lavoro.

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