LA CONFERENZA UNIFICATA DISTRIBUISCE LE RISORSE ALLE REGIONI MA LA CORSA AD OSTACOLI NON E’ FINITA. SERVE AUMENTARE LE RISORSE MA SOPRATTUTTO UN NUOVO MECCANISMO CHE RENDA IMMEDIATA L’EROGAZIONE.

Dichiarazione di Walter De Cesaris segretario nazionale Unione Inquilini.”

“Con circa 7 mesi di ritardo rispetto allo stanziamento nella Legge di Bilancio, la Conferenza Unificata ha finalmente definito la distribuzione tra le regioni del fondo sociale affitti e di quello per la morosità incolpevole, complessivamente 260 milioni di euro.

La corsa ad ostacoli non è comunque finita. Ci sono i tempi di attesa per la pubblicane in gazzetta ufficiale, poi il varo dei decreti ministeriali per la concreta attribuzione alle Regioni dei fondi, quindi gli atti con i quali le Regioni le risorse ai comuni.

Possiamo, quindi, facilmente prevedere che, ben che vada, i comuni più virtuosi saranno in grado di poter emanare i bandi per l’erogazione dei fondi alle famiglie in difficoltà non prima degli inizi del prossimo anno.

D’altra parte, è dimostrato che tra stanziamenti dei fondi di sostegno per gli affitti ed erogazione alle famiglie il tempo intercorrente è di almeno due anni, che in non pochi casi, diventano almeno tre anni, se non di più, come è il caso id Roma Capitale, città in cui pendono il maggior numero di sfratti in Italia, che ancora non ha neanche erogato gli stanziamenti risalenti al 2019, in periodo anti covid.

In sostanza, quindi, è come chiudere la stalla quando i buoi sono usciti e risorse che teoricamente sarebbero dovute servire per aiutare le famiglie nel periodo della più grave emergenza economica e sociale che il Paese ha vissuto dal secondo dopoguerra, rischiano di arrivare quando ormai è troppo tardi.

Non basta quindi la costatazione della difficoltà del momento e appare del tutto fuori luogo esprimere soddisfazione per un atto dovuto, arrivato, comunque con estremo ritardo e che ha bisogno di ulteriori adempimenti per potersi dire effettivamente operativo.

Leggiamo che il Ministro ha parlato anche di innovazione nelle procedure che tenderebbero ad allargare la platea dei beneficiari. Naturalmente, ci riserviamo di leggere il testo per dare una valutazione di merito. Facciamo notare, in ogni caso, che un intervento sull’ampliamento della platea dei beneficiari dovrebbe quantomeno coniugarsi con un incremento degli stanziamenti, altrimenti si rischia di cadere nel solito precipizio: o si interviene in maniera adeguata solo per una parte minima degli aventi diritto o, al contrario, si danno contributi a tutti gli aventi diritto ma con un importo minimo e totalmente inadeguato a far superare le difficoltà.

E’ chiaro che il problema andrebbe affrontato in maniera del tutto differente: la vera questione è come rendere i contributi contemporaneamente adeguati ed efficaci. La questione dell’adeguatezza va affrontata in sede di Legge di Bilancio con un incremento forte delle risorse; la questione dell’efficacia va risolta nel senso di rendere i contributi automatici, attraverso l’autocertificazione e i controlli a posteriori, con sanzioni adeguate contro le eventuali truffe, così come oggi avviene per il reddito di cittadinanza o i vari bonus che il governo ha concesso.

Per affrontare il dramma degli sfratti servono ulteriori interventi: serve l’istituzione in ogni città di una cabina di regia, con le istituzioni e le parti sociali, per realizzare le esecuzioni solo garantendo il passaggio da casa a casa ai nuclei con redditi bassi e con fragilità familiari; serve il reperimento di alloggi da mettere a disposizione per tale obiettivo, a partire dagli enti previdenziali pubblici e privatizzati e di tutti gli altri enti con forme di partecipazione, controllo o vigilanza pubblica.

Strategicamente, nei tempi di attuazione del PNRR, serve la realizzazione di un vero piano casa di incremento di 500 mila alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale, senza consumo di suolo.”

Unione Inquilini – Segreteria Nazionale
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