30 giugno 2021 - Domani 1 luglio ripartiranno gli sfratti, una bomba sociale che solo a Roma contano 4500 esecuzioni come annunciato dal Prefetto Matteo Piantedosi.

Abbiamo avuto 16 mesi per pianificare il passaggio di casa in casa, ma nulla è stato fatto.

Il Governo ha stanziato i fondi del contributo affitto mai arrivati nelle tasche dei proprietari che chiedono indietro le case aizzati da un clima d'odio che apostrofa gli inquilini come scrocconi e furbetti. Dopo vaghe speranze di un piano casa con il Governo Conte, il cambio di rotta di Draghi ha azzerato nel Pnrr lo stanziamento di fondi per alloggi pubblici.

Ora è tutto nelle mani di Sindaci e Prefetti che privi di ogni strumento e risorsa attendono l'inevitabile.

Un classe dirigente quindi priva di responsabilità e assopita nella macchina burocratica lenta e inefficace.

Il grido di dolore che arriva dai cittadini rimane inascoltato mentre il tessuto sociale si sgretola in un impoverimento assoluto che tocca migliaia di persone.

Nella Roma offuscata dalla campagna elettorale ci auguriamo da parte di Sindaca e Prefetto un guizzo di buon senso con: la graduazione sfratti e tavoli di crisi per garantire passaggio da casa a casa, un piano straordinario per ulteriori 10.000 case popolari e nell'immediato utilizzo di case enti ad esempio inps, ferrovie, ministero difesa, per passaggi da casa a casa.

Non abbiamo tempo e continueremo a utilizzare qualsiasi strumento, per questo invitiamo le famiglie sotto sfratto a rivolgersi presso le nostre sedi per chiedere intervento Onu per la violazione dei diritto qualora non sia garantito il passaggio da casa a casa.

Dichiarazione della segretaria Unione Inquilini Roma Silvia Paoluzzi

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SFRATTI: “LA RESPONSABILITA’ DELLO TSUNAMI SOCIALE DERIVANTE DALLA RIPRESA DEGLI SFRATTI RICADE TUTTA SU GOVERNO, REGIONI E COMUNI CHE IN 16 MESI NON HANNO ASSUNTO ALCUNA INIZIATIVA PER AFFRONTARE LE ESECUZIONI DI SFRATTI GARANTENDO IL PASSAGGIO DA CASA A CASA”

Dichiarazione Walter De Cesaris, Segretario Nazionale Unione Inquilini

Dal 1 luglio riprendono le esecuzioni di sfratto in applicazione delle sentenze emesse fino al 29 febbraio 2020. Poi altre scadenze saranno dal 30 settembre 2021 e dal 31 dicembre 2021.

Già dal 1 luglio saranno circa 80.000 le richieste di esecuzione che si riverseranno sui commissariati, solo a Roma 4500. Si sappia: i Comuni italiani non hanno alcuna possibilità di affrontare questa ondata di sfratti, non hanno case popolari per garantire il passaggio da casa a casa e le risorse per contributi affitto e morosità incolpevole o non sono stati utilizzate o neanche ripartite alle Regioni.

C’è una evidente responsabilità politica che si sono assunti Governo, Regioni e Comuni che nei scorsi 16 mesi da una parte non hanno previsto ristori per proprietari, facendo così ulteriormente incancrenire i rapporti tra inquilini e proprietari, e, dall’altra, non hanno utilizzato questo tempo per definire un piano nazionale per realizzare, attraverso il recupero e senza consumo di suolo, le 500.000 case popolari di cui in Italia c’è necessità.

Cosi dal PNRR è scomparsa una voce di finanziamento per quella che sarebbe stata ed è una grande opera infrastrutturale strategica sociale, ovvero dotare l’Italia di un numero adeguato di case popolari.

Oggi il tempo è scaduto ed è necessario mettere in atto iniziative per tentare almeno di “governare” gli sfratti impedendo che siano derubricati a questione di ordine pubblico.

E’ necessario che: a) presso le prefetture si attivino tavoli di crisi per l’esecuzione degli sfratti garantendo il passaggio da casa a casa; b) che gli enti pubblici o a partecipazione pubblica ad esempio Inps, Ferrovie, Ministero della difesa, Ipab etc mettano a disposizioni dei comuni anche temporaneamente il loro patrimonio inutilizzato che consta di decine di migliaia di alloggi; c) che il Ministero delle infrastrutture ripartisca immediatamente le risorse dei fondi contributi affitto e morosità incolpevole stanziati dall’ultima legge di bilancio.

A medio e lungo termine è necessario che la questione abitativa entri nell’agenda politica italiana e si proceda alla definizione di un vero piano nazionale di edilizia residenziale pubblica a canone sociale.

Infine Unione Inquilini raccoglierà le richieste di sfrattati per chiedere un intervento sul Governo italiano da parte del Relatore Onu sul diritto alla casa in quanto l’Italia ha aderito a convenzioni internazionali nelle quali si esplicita il diritto alla casa e che questi in casi di sgomberi e sfratti si attua prevedendo prima il passaggio da casa a casa.

Unione Inquilini - Segreteria Nazionale
Via Cavour 101 – 00185 Roma

Tel. 06/4745711 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Comunicato stampa - 30 giugno 2021

 

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