Abbiamo ascoltato e riascoltato con attenzione le parole che il Sindaco ha pronunciato nella sua dichiarazione pubblicata sui social e cerchiamo di capire che cosa ha veramente detto:
foto archivio cub

- Una famiglia delle cinque ospitate nel Residence Fiorani, con un reddito di 14.000 euro ha acquistato un appartamento. Questo significa che nella famiglia qualcuno ha ottenuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato e ciò gli ha consentito di aprire un mutuo che farà fatica a pagare con il reddito su cui può contare. D’altra parte lo scopo di accogliere la famiglia in un progetto sociale aveva proprio lo scopo di accompagnarla verso l’autonomia abitativa;
- La famiglia con 12.000 euro di reddito lordo aveva ed ha il diritto di presentare una domanda di casa a canone sociale e per questo è stata presa in carico in attesa dell’assegnazione di un alloggio che al momento dello sfratto non era disponibile;
- La famiglia più fragile è stata presa in carico dai servizi sociali solo dopo il distacco dell’energia elettrica perché è stata convocata presso gli uffici comunali per la prima volta venerdì scorso;
- La cifra di euro 1.700 al mese per famiglia è stata pagata per un tempo limitato ed era comprensiva del canone di locazione, di tutte le spese e dei compensi agli operatori Arca che dovevano supportare le famiglie; tenuto conto che le famiglie sono state ospitate per 5 anni ne risulta alla fine un affitto mensile vicino al canone sociale;
- I dati di cui parla il Sindaco non si riferiscono all’anno della presa in carico delle famiglie, ma alla situazione attuale; dato che il Sindaco domenica scorsa ha mobilitato la Polizia Urbana per recuperare documenti di identità delle famiglie del Residence e per svolgere indagini sulle capacità economiche delle singole persone dovrebbe informarci sulla loro situazione al momento in cui la commissione in deroga prevista dal Regolamento regionale ha valutato a suo tempo la loro condizione reddituale;
In ogni caso togliere la corrente è un’iniziativa vergognosa almeno quanto rifiutare un intervento per riallacciarla, che sarebbe stato per legge un preciso dovere del Sindaco, assente e omissivo anche in tale situazione, pur in presenza di un neonato.
Riassumendo: hanno parlato nell'ordine l'Assessora ai Servizi Sociali, il Sindaco e l'Assessore alla Casa, dando ulteriore conferma di quello che sono le loro politiche.
Una Giunta estranea alla cultura e ai valori antifascisti della città, che pratica scientificamente violente politiche di esclusione sociale dei poveri.  
In questi tre anni di malgoverno della destra le loro politiche anti popolari sono state sconfitte dalla Resistenza delle famiglie, dalle sentenze di condanna dei Tribunali e dalle decisioni del Prefetto, che ricordiamo:
1) I nuovi Amministratori, appena vinte le elezioni, hanno provato a sfrattare dalla città tutte le associazioni che praticano i valori dell'antifascismo e della solidarietà, e hanno dovuto riconoscere dopo 2 anni che sbagliavano, perché i contratti di locazione delle associazioni erano validi.
2) Hanno provato a sfrattare le famiglie in sublocazione tutelate dalla precedente amministrazione con decine di provvedimenti amministrativi illegittimi, e per tale ragione sono stati condannati dal Tar.
3) Non hanno pagato il proprietario del residence Puccini, per ottenere lo sfratto di 7 famiglie anche con figli gravemente invalidi tutelati dalla precedente Amministrazione in ragione della loro fragilità, e per tale motivo il Tribunale di Monza ha sfrattato il Comune di Sesto San Giovanni per morosità.
4) Hanno illegittimamente escluso per 3 anni i cittadini stranieri dalle assegnazioni delle case popolari e sono stati condannati dal Tribunale di Milano per discriminazione,  una vergogna per la storia antirazzista della città.
5) Hanno cancellato le residenze a una moltitudine di cittadini sestesi poveri e il Prefetto ha condannato il comune a ripristinarle per evidenti irregolarità nell'operato dell'Ufficio Anagrafe di cui il Sindaco è il responsabile.
Mentre continuano a depositare Esposti in Procura senza ottenere alcun risultato positivo dalla magistratura, vengono ripetutamente condannati dalla giustizia, che riconosce le ragioni dell'opposizione sociale in città.
Perché chi odia i poveri e pratica politiche di espulsione dei ceti popolari che hanno costruito la nostra città, non può che avere torto.
Personale politico che non ha vissuto e non vive a Sesto San Giovanni, che non ne conosce la storia e i tanti morti che si sono sacrificati anche per la loro libertà.
Una Giunta che con il motto del “prima gli italiani” evidenzia di essere estranea ai valori costituzionali, come sancito dal Tribunale di Milano, cercando voti mentre sfratta proprio gli stessi Italiani poveri.
Che continuino pure a parlare: 3 anni di politiche discriminatorie, atti intimidatori quali mandare i vigili a famiglia senza luce, avere trasformato l'Ufficio Casa in Ufficio Sfratti, sono atti che parlano da soli.
I cittadini Sestesi lo stanno capendo.

Sesto San Giovanni, 18 dic 2020
 
Unione Inquilini
Via F.lli Bandiera, 200

 

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