A parte le considerazioni che in altre parti del Mondo il blocco degli sfratti lo hanno deciso subito e senza bisogno di sollecitazioni e qualcuno ha deciso anche la sospensione del pagamento degli affitti, cosa pensano di fare i Prefetti? Di avviare gli sfratti a luglio per buttare famiglie e minori in strada senza soluzioni, con i Comuni che sono stati fermi per mesi, con il contagio che sembra possa ritornare tra settembre e ottobre?
C’è bisogno di cambiare rotta; dobbiamo passare dalla fase nella quale si è arrivati a multare i senza casa perché non obbedivano alle prescrizioni ad una fase nuova, degna di una società che vuole essere civile, che preveda che gli sfratti avvengano solo da casa a casa.

Presso le Prefetture devono essere istituiti (come si fece qualche anno fa a Milano) tavoli di lavoro con la presenza di Amministratori locali e Sindacati con lo scopo di valutare le esecuzioni in corso e decidere di concedere la Forza Pubblica solo in presenza di alternative abitative per le persone sotto sfratto.

Le soluzioni per garantire l’alloggio a tutti sono molte:
- Definizione di una quota di alloggi pubblici da destinare all’emergenza
- Stipulare, da parte delle Amministrazioni comunali, contratti di affitto a canone calmierato da sub affittare alle famiglie in attesa dell’assegnazione di un alloggio pubblico
- Requisire alloggi vuoti da destinare al sub affitto in cambio del pagamento di un canone calmierato
- Abbattere del 30-40% il limite delle locazioni a canone concordato (Legge 431)
- Abolire la normativa sul canone libero (Legge 431)
- Procedere all’acquisizione di alloggi da destinare all’assegnazione a canone sociale
- Utilizzo degli artt.41 e 42 della Costituzione per sostituirsi ai privati assenteisti di immobili ad uso abitativo, produttivo e terziario che li tengono vuoti da anni

L’epidemia ha scoperto il vaso di Pandora; ora dobbiamo passare ai rimedi.

- Il blocco degli sfratti fino a tutto giugno non basta
- La casa è un diritto per tutti non un intervento di assistenza per le famiglie in difficoltà
- Abbiamo bisogno che le politiche abitative vengano rivoltate come un calzino
- Come è risultato chiaro durante questa emergenza, gli obiettivi del privato non vanno d’accordo con il bene di tutti: La casa è un bene essenziale come la sanità e la scuola e il pubblico deve reggerne il timone.

25 marzo 2020

UNIONE INQUILINI NORD MILANO
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