Il picchetto del 21 mattina si è concluso con il rinvio dello sfratto al 12 marzo e l’incontro in comune ci ha permesso di chiedere un tavolo con l’Amministrazione comunale per il reperimento di soluzioni abitative per le famiglie ricoverate nei residence e nelle case private con contratti di sublocazione.

foto archivio CUB


La cronaca della giornata è ben rappresentata dai numerosi video che stanno girando sui social media e che in parte sono pubblicati sulla pagina Facebook dell’Unione Inquilini, per cui risulta superfluo tornarci con uno scritto che non aggiungerebbe nulla a quanto già documentato.
Quello che ci sembra utile è la valutazione di quanto è avvenuto e la riflessione sulle prospettive future per le famiglie coinvolte.
Durante la stesura del verbale di rinvio abbiamo scoperto che i tempi della proroga non sono stati decisi né dall’Ufficiale Giudiziario né dalla proprietà dell’alloggio, ma dalla Questura.
I quaranta sfratti avviati dall’Amministrazione comunale si aggiungeranno nei prossimo mesi agli escomi che settimanalmente vengono eseguiti sul territorio cittadino (tra i 70 e i 100 previsti nel 2020) e stanno diventando un problema non solo per le famiglie coinvolte, ma anche per la gestione dell’ordine pubblico.
Decidere di espellere dal subaffitto e dai residence le famiglie non è solo un atto di disumanità, ma è anche un segno di irresponsabilità da parte di un Comune che ha scelto di gestire la città con l’odio e la vendetta nei confronti della precedente Amministrazione.
Il sindaco ha fatto della necessità di portare ordine nella città il suo slogan preferito, ma poi toglie la residenza a centinaia di persone trasformandole in clandestini e sfratta decine di famiglie creando problemi di sicurezza sociale, di convivenza e di salute per adulti e bambini.
Crediamo sia giunto il momento di abbandonare politiche bellicose e ideologiche per avviare trattative concrete che abbiamo come unico scopo il reperimento di soluzioni abitative per le famiglie fragili dal punto di vista abitativo e non solo.
I finanziamenti previsti dalla Regione e dalla legge di bilancio dello Stato 2020 offrono strumenti utili per la soluzione dell’emergenza abitativa per cui è necessario predisporre piani operativi concreti.
L’impegno dell’Assessorato alle politiche abitative ci sembra assolutamente insufficiente di fronte alla gravità della situazione. Assegnare le case disponibili è un dovere e richiede un impegno che potrebbe essere svolto da un qualsiasi amministratore di condominio.
Gestire le politiche abitative di una città è un’altra cosa.
Da sempre chiediamo (lo abbiamo chiesto insistentemente anche alla precedente Amministrazione) un piano casa che individui con precisione la domanda di case con il canone rapportato al reddito e l’offerta necessaria a soddisfarla.

Siamo stati sempre disponibili a dare il nostro contributo per affrontare l’emergenza abitativa con proposte a livello normativo e finanziario. Chiediamo all’Assessore una maggiore presenza ed elaborazione sul tema e verificheremo nei prossimi giorni la sua disponibilità.
Il 26 febbraio 2020 è stato fissato lo sfratto delle famiglie ricoverate presso il residence Puccini. Saremo presenti con un nuovo picchetto anti sfratto, ma speriamo che prima di quella data arrivino dal Comune segnali di disponibilità ad una trattativa.

UNIONE INQUILINI
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