BASTA ESCLUSIONI con norme che violano i principi di ragionevolezza, di uguaglianza e non discriminazione di cui all’ articolo 3 della Costituzione.

Il Consiglio dei Ministri nella seduta del 21 dicembre 2019 ha impugnato la Leggere Regionale dell’Abruzzo:
“La legge della Regione Abruzzo n. 34 del 31/10/2019, reca varie norme che violano i principi di ragionevolezza, di uguaglianza e non discriminazione di cui all’ articolo 3 della Costituzione, oltre a risultare invasive della competenza esclusiva statale in materia di “ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali” e di “ordine pubblico e sicurezza” di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere g) e h), della Costituzione”
il Governo impugna l’articolo 2 dal momento che si prevede che, per l’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, i cittadini non comunitari devono produrre documentazione ulteriore rispetto a quella richiesta ai cittadini italiani e comunitari.
Ricordiamo inoltre che il Governo, mettendo in pratica una disposizione di legge del precedente Governo Lega/M5S per l’accesso al reddito di cittadinanza, ha indicato con il decreto dei Ministri del lavoro e degli esteri i Paesi extracomunitari dai quali è possibile avere la documentazione ai fini Isee, la stessa richiesta per bandi case popolari o mense.
Ebbene i Paesi in questioni sono circa una ventina. Quindi la richiesta di certificati delle proprietà all’estero a tutti gli aspiranti ad un alloggio pubblico provenienti da Paesi esteri è un escamotage larvatamente razzista per impedire la partecipazione ai bandi; l’Assessore D’Amico sa benissimo che tale documentazione per la stragrande maggioranza dei migranti è impossibile da produrre.
Chiediamo che durante le operazioni di assegnazione relative all’ultimo bando non si verifichino più esclusioni sulla base della non conformità dei certificati delle proprietà all’estero.

COMITATO PER IL DIRITTO ALLA CASA
UNIONE INQUILINI

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