Unione inquiliniContro il preannunciato sgombero del Residence sociale “Aldo dice 26 x 1” di Sesto Marelli

Presidio lunedì 8 febbraio ore 17.30 di fronte a Palazzo Marino

7.000 metri quadrati sottratti al degrado in cui li aveva lasciati il Fallimento Alitalia e resi abitabili, che negli oltre 20 mesi di occupazione hanno ospitato in modo sicuro e dignitoso oltre 500 persone, famiglie e persone senza casa, in attesa dell'assegnazione di un alloggio, provenienti da Milano e dai comuni dell'area metropolitana
Oltre 220 persone, di cui 55 minori, attualmente ospitate nello stabile, tra cui 30 famiglie in attesa di offerta di alloggio, mentre altre 40 l' alloggio l' hanno già ottenuto e vi si sono trasferite.
11 ex senzatetto che collaborano alla gestione dello stabile, in cui convivono famiglie italiane ed immigrate e sono stati organizzati spazi di divertimento e di socialità  aperti a tutti.
Ora si vuol porre fine a tutto questo.
A partire da dicembre 2015 la Questura di Sesto ha iniziato a comunicare l'imminente sgombero del Residence sociale e nelle scorse settimane funzionari di polizia e del Comune di Milano sono entrati 2 volte nello stabile per censire le persone che vi abitano.

In una area metropolitana come quella di Milano dove l' emergenza abitativa non è mai stata così pesante da decenni,  “Aldo dice 26 x 1” è una risposta innovativa ed a costo zero per la comunità a problemi sociali che le Istituzioni non sanno o non vogliono risolvere.
L' emergenza sfratti non viene più gestita e a troppe famiglie sfrattate viene detto semplicemente di arrangiarsi, mentre, se va bene, si aspettano anche anni a sfratto avvenuto prima di poter entrare in un alloggio popolare.

Il Comune di Milano, dopo oltre 30 anni ha smesso dall'aprile 2015 di fare assegnazioni in emergenza per sfratto e non ha ancora neppure programmato l' apertura per il 2016 del bando ordinario di assegnazione, dopo che l'Assessore Benelli nel 2015 l'aveva trasformato da semestrale ad annuale.

Gli sgomberi di famiglie occupanti proseguono e si intensificano soprattutto nel patrimonio comunale gestito da MM, colpendo sempre più spesso famiglie bisognose e tanti minori, creando così nuove emergenze, mentre gli alloggi pubblici vuoti (circa 10.000 solo a Milano tra ALER ed MM) non accennano a diminuire.
Le accoglienze temporanee, al di là degli annunci, ad effetto, sono sempre più insufficienti e quasi sempre si concretizzano in comunità per minori o madri con minori anche a decine di chilometri da Milano, se non in strutture di accoglienza nate per ospitare homeless e profughi.

In una situazione simile è assurdo pensare di sgomberare il Residence sociale, che ha dato, dà e speriamo possa continuare a dare una soluzione sicura e dignitosa a tante famiglie, mantenendo l'unità dei nuclei familiari e, grazie alla facile accessibilità, permettendo a tante persone di mantenere la continuità educativa, lavorativa e relazionale.
Non solo diciamo no allo sgombero e alla prospettata ricollocazione delle persone che vi abitano in centri di accoglienza, ma chiediamo alle Istituzioni, in primo luogo Prefettura e Comune di Milano, di aprire un tavolo di confronto per dare continuità  in forma legale al progetto di accoglienza basato sulla partecipazione e l'autorecupero nato al residence sociale “Aldo dice 26x1”.
Chiediamo al Comune di Milano, da cui provengono gran parte delle famiglie ospitate, ma anche capofila dei comuni dell'area metropolitana, ed suo primo cittadino, di non fare da Ponzio Pilato, ma di fare la sua parte per una soluzione positiva della vicenda.

Più in generale chiediamo al Comune di Milano una svolta nella gestione delle politiche abitative, assicurando i diritti e la dignità delle persone, aumentando l' offerta pubblica, non lasciando migliaia di alloggi vuoti, riprendendo le assegnazioni in deroga per sfratto ed altre gravi emergenze, di indire subito il bando 2016 di assegnazione delle case popolari, riprendendo a collocare in albergo le famiglie a sfratto avvenuto, facendo cessare i continui sgomberi di povera gente da parte del gestore MM, dando applicazione al protocollo sindacale del 2012 per la valutazione dello stato di necessità delle famiglie occupanti al fine di una loro possibile regolarizzazione.

Questi sono i punti al centro del presidio di oggi, che prevediamo vivace e partecipato.

Milano, 8 febbraio 2016

Info Bruno Cattoli 329 6588913

UIONE INQUILINI

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