L’AZIENDA RISPARMIA, I LAVORATORI PAGANO!
 Siamo a nemmeno
due mesi dalla forzosa, improvvisa fuoriuscita di centinaia di lavoratori dall’azienda e già risultano evidenti i guasti che questa scelta ha provocato.



In molti settori,
già colpiti dalle precedenti uscite di massa, sono venute a mancare la professionalità, l’esperienza e l’autorevolezza di colleghi che non solo non sono stati rimpiazzati ma non hanno avuto nemmeno la Possibilità à di passare le consegne.

Un esodo costato oltre 100 milioni di euro (…quanto il taglio subito dalle nostre buste paga!?!?!) che contribuisce all’imbellettamento dei conti finanziari dell’azienda ma che aggrava di molto la situazione operativa e l’efficacia dei processi produttivi. 
NONCHÉ LE NOSTRE CONDIZIONI DI LAVORO…

Così i disservizi
crescono, alcune attività addirittura sono ferme del tutto! E a noi tocca lavorare di più, per coprire le ‘assenze’, inventare, a nostro rischio e pericolo.

Del resto, non solo non è stato fatto nulla per evitare il prevedibile tracollo funzionale e operativo ma neppure si è provveduto a riorganizzare i processi produttivi e le strutture aziendali tanto che oggi l’azienda sembra costretta a richiamare come consulenti i nuovi pensionati.

L’unico intervento di ‘risanamento e rilancio’ fatto dai nostri manager e con la piena approvazione di tutti i sindacati è stato quello di colpire la retribuzione del personale, lasciando inalterate organizzazione, struttura, consulenze, appalti, forniture, privilegi dirigenziali e sindacali e tutto ciò che ha già contribuito alla perdita di migliaia di miliardi.

Un ‘risanamento ed un rilancio fatto solo sul “fattore lavoro” cioè sui lavoratori

Si è risparmiato addirittura sulle pulizie, sulla manutenzione dei luoghi di lavoro, insomma sulla qualità della nostra vita.

A tale proposito è emblematico il grave, malauguratissimo episodio che ha visto coinvolta una lavoratrice del centro direzionale dell’Alitalia: inciampando in una torretta elettrica ‘abbandonata’ da mesi al centro della stanza, cadeva malamente e batteva la fronte con violenza contro un’altra torretta, anch’essa situata al centro della stanza.

Prontamente soccorsa dai colleghi e dal personale del presidio medico presente al centro direzionale, la collega, rimasta in stato di incoscienza per più di un’ora, veniva poi trasportata al pronto soccorso da un’ambulanza del 118.

Da osservare
che la collega non è stata trasportata con l’ambulanza del presidio medico del NCD dato che, a quanto pare, non sarebbe abilitata al trasporto di malati o feriti! Altro grave fatto (un’altra forma di risparmio?) di cui l’azienda si è resa responsabile.

Ecco dunque
a quali paradossali e pesantissime conseguenze portano le scelte, le soluzioni e gli accordi che non risolvono i veri problemi di quest’azienda MA SI ACCANISCONO SUI LAVORATORI, mentre la dirigenza, blindata nella sua torre d’avorio, non smette di perseguire la difesa dei propri privilegi, delle proprie poltrone e delle sue laute retribuzioni.

Un esempio per tutti! Il millantato taglio alla previdenza integrativa di cui i dirigenti si sono vantati, non solo è relativo ai soli mesi da settembre 2001 a febbraio 2002 ma è limitato solo alla differenza tra i minimi contrattuali e la retribuzione effettivamente percepita.

Dunque questi
i paradossali risultati a cui ci conducono le pratiche sindacali di firmare tutto e di più, in cambio ancora di coperture e privilegi e potere. Ancora lì, nel consiglio d’amministrazione, ad approvare l’operato del management senza neppure informare i lavoratori, ancora lì a coprire l’interesse dell’azienda e non di coloro che rappresentano:

TOGLIAMOGLI LA PENNA, TOGLIAMOGLI LA DELEGA!

 
24 maggio 2002       C.U.B. TRASPORTI settore aereo 

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