Il nuovo corso di Stellantis, ossequiosamente salutato dai sindacati concertativi come sicura occasione di rilancio dello stabilimento FCA di Cassino, si sta in realtà dimostrando peggiore del vecchio corso.

 

 

 

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L’aumento dei cicli di lavorazione e della velocità della catene di montaggio, nonché l’accorpamento di due turni di lavoro in uno, stanno determinando un drastico peggioramento delle condizioni di lavoro nei vari settori di produzione. Si sta ammassati sulle catene di montaggio e nei reparti di produzione, nonostante la “zona rossa” nel territorio sia partita due settimane prima dell’intera regione, senza tener conto della distanza di sicurezza ed esponendo i lavoratori a un più alto rischio contagio. Del resto, non pensiamo che l’aumento dei contagi in una zona prettamente industriale come quella del cassinate sia mera coincidenza.
Nonostante si lavori in situazione di assoluta precarietà, assistiamo al silenzio “omertoso” delle organizzazioni che detengono le prerogative di legge sulla rappresentanza sindacale. Un silenzio “omertoso” che consente alla FCA di Cassino di disporre dei lavoratori senza alcun controllo e contrappeso, senza alcuna verifica dei cicli di lavorazione e delle saturazioni, lasciando gli operai in balìa della discrezionalità dei capisquadra. Anche la situazione della pulizia e dei servizi igienici è carente: si è passati da quattro interventi di pulizia al giorno, a uno solo.
Proprio nel momento in cui c/i vorrebbe più attenzione alla sicurezza e all’igiene sui luoghi di lavoro, e per le contingenti prescrizioni anticovid che prevedrebbero un uso più frequente dei servizi igienici per il lavaggio delle mani. Ovviamente della sanificazione periodica degli ambienti comuni, manco a parlarne.
Anche il “miracolo italiano” del rilancio del lavoro e dell’occupazione, tanto enfatizzato nei mesi scorsi alla notizia dalla fusione tra FCA e Peugeot, è andato a infrangersi contro la realtà: il ricorso sempre più frequente alla Cassa Integrazione e il mancato turn over dei lavoratori che vanno in pensione, stanno letteralmente falcidiando i posti di lavoro e i salari degli operai della FCA di Cassino, con cifre che somigliano più a un sussidio che a un ammortizzatore sociale. Al netto delle enunciazioni propagandistiche (“Nessuno stabilimento italiano verrà chiuso e nessun posto di lavoro è a rischio”), alla FCA di Cassino si lavora alla giornata, nel senso che a oggi non è dato sapere se le future produzioni riusciranno a garantire gli attuali livelli occupazionali.
Nell’ultimo anno e mezzo alla FCA di Cassino c’è stata una riduzione di 900 dipendenti, passando da circa 4.300 a 3.400 unità, e questo non è bastato a ridurre l’utilizzo di ammortizzatori.


Naturalmente gli impatti sull’indotto sono stati altrettanto pesanti, se non di più. Da qui a qualche settimana è prevedibile l’annuncio di esubero di centinaia di operai dell’indotto del cassinate, come già avvenuto sei mesi fa tra i lavoratori dell’indotto dell’area industriale di Torino, e il tutto graverà pesantemente sull’intera economia del territorio. Gli effetti della “scure” sull’indotto sono già visibili in molte società dei servizi e aziende terziarizzate, e sta già procurando decine di licenziamenti. Il colpo di grazia definitivo lo avremo a giugno, quando scadrà il vincolo del blocco dei licenziamenti collettivi e il nostro territorio perderà ulteriori 1.400 posti di lavoro legati all’industria dell’automobile (stima sindacale).


Come organizzazione sindacale ci facciamo portatori delle tante preoccupazioni e rimostranze degli operai della FCA di Cassino sulla nuova organizzazione del lavoro: dacché doveva rappresentare una occasione di rilancio occupazionale, Stellantis sta iniziando un’operazione, impropriamente definita di taglio dei costi, interamente finalizzata a “snellire” la forza lavoro.


Per questo motivo la FLMU-CUB di Cassino sta valutando la possibilità tecnica di organizzare una vera e propria assemblea sindacale degli operai della FCA di Cassino e dell’indotto in modalità call conference, primo esperimento in Italia, con l’utilizzo delle piattaforme social che consentono di riunire più soggetti.


Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria di Base
Piedimonte S. Germano: Via Chiara Colonna 6 - tel. 0776/403192 - e-mail: Esta dirección de correo electrónico está protegida contra spambots. Necesita activar JavaScript para visualizarla.

 

Sara possibile seguire l'assemblea su questa pagina cub.it anche nei giorni successi tramite registrazione dell'evento 

 

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