Emanato con l’accordo sottoscritto il 23.02.2017 tra ILVA–FIOM, FIM, UIM e accettato preventivamente con l’Accordo sulla Rappresentanza (RSU) del 10.01.2014 anche da USB (senza neppure ascoltare prima l’opinione dei lavoratori) stabilisce:


- LAVORATORI CONDANNATI A RINUNCIARE AD UN LAVORO SICURO E TUTELATO
- CITTADINI DI TARANTO CONDANNATI AD ESSERE AVVELENATI.

Si mortificano ancora una volta i lavoratori dell’ILVA e tutta Taranto.

Sentenze/decreti e accordi non hanno portato a nulla se non a lasciare sotto ricatto lavoratori e cittadini.
Nulla è stato fatto per la tutela della salute nè la salvaguardia del salario. Attualmente, 6 impianti sotto sequestro della Magistratura (perché altamente inquinanti), sono in marcia per decreto…Inoltre l’ILVA ha dichiarato la presenza di 1600 siti con la presenza di amianto.

ADESSO BASTA!

Non accettiamo di essere addomesticati con sperpero di denaro pubblico e/o elemosine e finte bonifiche.

La possibilità di opporsi c’è:
-Costruire un fronte comune lavoratori e cittadini contro l’indifferenza dimostrata da istituzioni e falsi sindacati, allo stillicidio di morte e sofferenza dentro e fuori la fabbrica. E’ necessaria una lotta giusta con coerenza, dignità e organizzazione.

Obiettivi della FLMUniti –CUB:

1. Perseguire tutte le strade per rivendicare il diritto umano; va eliminata qualsiasi fonte di inquinamento e di pericolo che arrechi danno ai lavoratori e ai cittadini. Procedere alle bonifiche preparando e utilizzando gli stessi lavoratori ILVA.

2. Garantire l’occupazione, meno orario di lavoro per tutti a parità di salario.

3. Fermare le attività criminose perpetrate nei confronti dei lavoratori e dei cittadini di Taranto e dintorni.

4. Diritto alla vita, al lavoro, alla sanità pubblica di qualità e gratuita, con particolare riguardo per i bambini, per ripagare i lavoratori e i cittadini dei danni perpetrati su intere generazioni.

5. Riconoscimento dei diritti sindacali all’interno dell’ ILVA, ai Rappresentanti Sindacali Aziendali (RSA) della FLMUniti –CUB elette democraticamente dai lavoratori che non hanno partecipato alle elezioni delle RSU perché imbavagliate ed espropriate di ogni valore e della capacità di iniziativa e di lotta dei lavoratori, secondo l’accordo del 10.01.2014, sottoscritto da CGIL, CISL, UIL e USB.

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LA SOSTANZA DELL’ACCORDO GIA FIRMATO E IMPOSTO AI LAVORATORI.

Questo accordo è strumentale alla cessione dell’ILVA, soddisfacendo i nuovi acquirenti. Nell’accordo è scritto che le parti convengono che l’ILVA è stata obbligata ad investire per “adeguamento degli impianti soprattutto in tema ambientale al fine di adeguare gli impianti produttivi alle migliori tecniche disponibili (MT o BAT. Available Techniques) in ossequio alla vigente normativa comunitaria, nazionale e regionale, così come peraltro previsto dai decreti legislativi intervenuti nel corso degli anni”.
E poi ancora sostengono che la crisi si è 
aggiunta agli “ingenti costi di adeguamento alle prescrizioni AIA e ha progressivamente aggravato la situazione…”. Pertanto, per giustificare il ricorso alla CIGS sono tutti d’accordo a sostenere che: “i lavoratori non sono professionalmente coerenti con l’attuale assetto impiantistico” (certo, aggiungiamo noi, molti sono ammalati e la formazione forse non è stata prevista sufficientemente) per cui l’unico strumento percorribile è la CIGS.

-L’accordo prevede a Taranto, la CIGS per 3240 lavoratori. La cassa interesserà il personale che verrà individuato “con riferimento alle esigenze tecnico produttive”. In sostanza decide l’azienda. Si prevedono (è scritto nero su bianco) anche “cessazioni/sospensioni di attività produttive “quindi porterà inevitabilmente a licenziamenti. E’ mistificatorio sostenere che non si citano esuberi.

Non è prevista rotazione obbligatoria, anzi sarà attivata una rotazione “dove compatibile con esigenze di sicurezza e tecnico organizzative” di una settimana lavorativa su 6 di cassa. Questa sarebbe la rotazione sventolata come conquista da parte delle OO.SS. firmatarie?

-L’accordo recita pure che la produzione giornaliera prevista aumenterà a 16.500 tonnellate rispetto a quella attuale di 13.500 tonnellate/giorno se aumenteranno le ore di cassa rispetto alla CDS di adesso e aumenta la produzione vuol dire che chi rimane a lavorare deve lavorare di più. E’ pure falso che i ratei vengano maturati al 100%; l’accordo non lo prevede.

E ancora, ciliegina sulla torta, al punto 13 dell’accordo, si sprofonda nell’indecenza richiamando il vergognoso CCNL appena firmato (il 26.11.2016); si continuerà a ricorrere agli straordinari previa informazione alle RSU. Al massimo si vedrà di ridurne il ricorso.
La durata sarà estesa al periodo dell’Amministrazione Straordinaria poiché in seguito arriveranno le cordate e troveranno il lavoro sporco a buon punto.
Un accordo di cui i lavoratori vengono messi a conoscenza solo dopo essere stato firmato.
Devono decidere i lavoratori non le burocrazie sindacali.
La FLMUniti- CUB, con i propri delegati, viene tenuta fuori perché è l’unico sindacato che potrebbe disturbare e rompere, quel sistema di relazioni sindacali addomesticate.

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