Nonostante lo sciopero riuscitissimo del 18 aprile che ha visto la partecipazione massiccia delle lavoratrici e dei lavoratori, persiste l’atteggiamento arrogante e minaccioso dell’ISI nei confronti dei dipendenti.
Ad esempio i cambiamenti arbitrari degli orari di lavoro, minacce verbali, illegittimi richiami per aver aderito allo sciopero, dipendenti che non possono cambiarsi d’abito a fine lavoro perché non tutti hanno ricevuto le chiavi dello spogliatoio, la mancata consegna delle divise, promesse per fine aprile, ma a tutt’oggi non distribuite, guanti non idonei al lavoro di pulizie ospedaliere, mancanza attrezzature per tutti.
Auspicavamo un comportamento più responsabile da parte della direzione ISI che avrebbe dovuto almeno convocarci per aprire un tavolo di confronto per risolvere I problemi che hanno generato il malcontento e lo sciopero: così non è stato
Non accettiamo il silenzio dell’azienda che cosi facendo continua a negare le proprie responsabilità danneggiando i lavoratori, gli utenti, la struttura ospedaliera, la dignità, nonostante la buona volontà dei dipendenti ad operare nel miglior modo possibile.
Le continue errate programmazioni aziendali degli orari di lavoro: spesso ad alcuni dipendenti viene imposta la presenza lavorativa pur non avendo la reperibilità anche nei giorni del loro riposo.
Organizzano le ferie dei dipendenti in base alle loro“simpatie e/o antipatie ”oppure in base alla “ tessera sindacale più gradita“.
Operaia rimproverata ingiustamente e portata in Pronto Soccorso per uno stato d’ansia causato da questo atteggiamento.
Lavoratrici che iniziano il loro turno nei reparti come da programma, Ma poi vengono distratte e oberate con lavori aggiuntivi durante lo stesso orario di lavoro.
L’inefficienza gestionale dell’ISI è così evidente che anche alcune figure gerarchiche non comunicano tra loro per evidenziare i problemi che vengono riscontrati durante l’orario di lavoro:questo genera tensioni e ansia tra le lavoratrici perché oltre a non lavorare con serenità,vengono a loro addebitate colpe che non sono loro, ma in capo alla MALA ORGANIZZAZIONE dell’appalto.
Ultimissime: il 9 maggio 2017 la direzione ha preteso la firma dei lavoratori su alcuni moduli informativi sulla sicurezza, senza poi dare copia al lavoratore stesso. Invitiamo i lavoratori ad approfondire ciò che stanno firmando con l’aiuto dei rappresentanti CUB .

Siamo stanchi dei continui maltrattamenti che vessano le lavoratrici come ad esempio urla e minacce ad una lavoratrice in infortunio, con chiamata al cellulare personale da parte di un impiegato isi dell’appalto , che evidenziano l’incapacità nel gestire il personale, e una ulteriore conferma di queste incapacità e un licenziamento per superamento della malattia (comporto) i cui evidenti errori denotano
INCAPACITÀ CONCLAMATA.

E la Manutencoop che fa? come vorrà intervenire?
Non subire!!!! Unisciti, partecipa,insieme si può. stai con la cub

Monza 23 Maggio 2017

Federazione Lavoratori Agro-Industria Commercio e Affini Uniti
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