Il CCNL del settore turismo, ristorazione e pubblici esercizi è scaduto il 30 aprile 2013, oltre 1 milione di lavoratori sono in attesa del rinnovo da oltre 4 anni. Un settore che rappresenta in Italia circa il 10% del PIL e il 5% dell’occupazione nazionale.

Quasi il 70% dei dipendenti ha meno di quarant’anni e il 44% meno di 30; sei lavoratori su 10 sono donne, forte è la presenza degli stranieri: categorie spesso ricattabili e vulnerabili.
All’interno del settore, il comparto della ristorazione collettiva occupa circa 73.000 lavoratori dipendenti, un volume d’affari da 6,6 miliardi di euro, 5 milioni di persone ogni giorno in Italia consumano pasti nelle mense. Il 90% delle aziende lavora in appalto. Nonostante i numeri, che descrivono la centralità del settore nell’economia del Paese, il turismo offre retribuzioni inferiori alla media nazionale, soprattutto nei livelli di inquadramento più bassi e nel comparto alberghiero e ristorazione (Fonte JobPricing).
Le trattative in corso per il rinnovo del CCNL tra i sindacati e le associazioni datoriali sono in fase di stallo, a causa dell’arroganza di queste ultime che hanno l’unico obiettivo di contenere del costo del lavoro, riducendo i diritti e le tutele per i lavoratori, in cambio di un aumento salariale minimo.

La FLAICA Uniti – CUB ha avanzato da tempo alcune proposte che consentano di conciliare lo sviluppo del settore, che ha le potenzialità di diventare un catalizzatore della crescita del Paese, con i diritti di chi ci lavora, nella convinzione che non si possa pensare ad un piano strategico che dia competitività all’Italia, anche sul piano internazionale, se non restituendo dignità ai lavoratori.
CAMBI D’APPALTO: con il cambio di appalto le aziende cercano di azzerare quanto   acquisito dai lavoratori nei precedenti rapporti di lavoro (anzianità di servizio, livello, TFR).

Occorre, pertanto, continuare a mantenere come già previsto dal CCNL attuale l’obbligo per il subentrante di assorbire il personale mantenendo le condizioni contrattuali.
JOBS ACT: I cambi di appalto sono caratterizzati da rapporti di lavoro senza soluzione di continuità, pertanto ritenendo illegittima l’applicazione della norma che considera  i lavoratori nuovi assunti privandoli della tutela della reintegra in caso di licenziamento, agli stessi deve essere mantenuto l’art.18 della Legge 300/70 (Statuto dei Lavoratori).
MALATTIA: con il pretesto di contenere l’assenteismo, le aziende eludono l’integrazione della retribuzione dei periodi di malattia breve (carenza malattia). Occorre inserire nel CCNL la corresponsione dell’integrazione al 100% per malattia a partire dal primo giorno.
CLAUSOLE ELASTICHE E FLESSIBILI: limitare l’uso di questo istituto che le aziende vorrebbero utilizzare senza alcuna limitazione.

ROL: i permessi ROL devono restare nella disponibilità del lavoratore e non devono essere utilizzati per far fronte necessità tecnico organizzative aziendali.
 AMMORTIZZATORI SOCIALI: occorre prevedere degli ammortizzatori sociali per i lavoratori delle mense scolastiche nei periodi di interruzione del contratto e per i lavoratori stagionali, al fine di garantire un reddito minimo.
ENTI BILATERALI: Chiediamo di abolire gli enti bilaterali, che sono finanziati con una trattenuta a carico dei lavoratori e il contributo dei datori di lavoro che si sono rivelati inadeguati alle funzioni loro assegnate, come l'aggiornamento professionale e il sostegno al reddito, nelle fasi di sospensione del lavoro a causa di crisi o di ristrutturazioni aziendali, ma hanno finanziato gli apparati di Cgil-Cisl-Uil.

Le risorse devono tornare nella disponibilità dei lavoratori o utilizzati per finanziare un piano di investimenti per lo sviluppo del settore.
AUMENTO SALARIALE 200€: in considerazione della perdita del potere d’acquisto delle famiglie determinata dalla crisi economica e in virtù del fatto che gli adeguamenti salariali arrivano sempre dopo che l’inflazione ha prodotto i suoi effetti sul tenore di vita delle persone, è necessario prevedere un aumento salariale che adegui le retribuzioni (attualmente sono inferiori alla media nazionale), al costo della vita.
La F.L.A.I.C.A. Uniti – CUB chiede, in opposizione all’Accordo del 10 agosto 2014 (T.U. sulla Rappresentanza) che ha ridotto la democrazia nei luoghi di lavoro, che i lavoratori abbiano diritto a farsi rappresentare dal sindacato che si scelgono e che le agibilità sindacali siano riconosciute a tutte le OO.SS., anche non firmatarie di CCNL e accordi non condivisi dalle maestranze.

 
PASSA DALLA NOSTRA PARTE…PASSA ALLA CUB

Luglio 2017

FLAICA Uniti – CUB
Federazione Lavoratori Agro-Industria Commercio ed Affini Uniti

Cub Nazionale- viale Lombardia, 20 20100 Milano tel. 02-7063.1804 fax. 02-7060.2409
Roma-Via Cavour, 101-tel. 06-48029250 Fax 06-4828857- Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.