Il rinnovo del CCNL del Commercio nel 2015, ha aperto la stagione di rinnovi di contratti nazionali di “restituzione”, dove anche la CGIL ha definitivamente calato la maschera, sottoscrivendo e legittimando sempre più flessibilità e

precarietà, contrattualizzando ovunque possibile il Jobs Act e avendo come due parametri fondamentali il concedere alle aziende di aumentare gli orari di lavoro e corrispondere, viceversa, salari non adeguati all’aumento del costo della vita. Non solo il danno ma anche la beffa: l’aumento di 85 € (per il 4° livello) in 5 tranches, infatti, non solo non consentiva assolutamente di recuperare l’inflazione ma Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno persino accettato di congelare l’erogazione delle due ultime tranches di aumenti economici. Altro “capolavoro”, è stato consentire all’azienda di poter obbligare il lavoratore a lavorare 44 ore settimanali per 16 settimane senza neanche pagargli lo straordinario.


Viene inoltre stabilito che deve avere piena applicazione il Testo Unico (TU) sulla rapprentanza del 10 gennaio 2014 firmato da Confindustria, Cgil, Cisl, Uil ed in seguito anche tutti gli altri sindacati (anche di base compresa Usb) ad eccezione della Cub. La Cub non firmando il TU sulla rappresentanza è l’unico sindacato a poter scioperare contro questi accordi. Gli altri sindacati non potranno scioperare, pena pesanti sanzioni!


Si baratta la possibilità di esprimere il proprio dissenso, esercitando il diritto di sciopero, in cambio della possibilità a partecipare alle elezioni delle Rsu.


La Cub, sempre e comunque dalla parte dei lavoratori, non ha accettato di
salire sul carro dei padroni e pone al centro degli obiettivi dell’organizzazione:


· democrazia nei luoghi di lavoro
· elezioni libere dei propri delegati da parte dei lavoratori
· difendere il diritto di sciopero
· battersi per un contratto che tutela davvero gli interessi dei lavoratori:

a) Aumento delle retribuzioni,

b) Riduzione dell’orario di lavoro,

c) Ripristino dell’art. 18 Legge 300/70,

d) Stabilizzazione dei precari,

e) Bonifica dei territori e messe in sicurezza delle aree inquinate,

f) Tutela del posto di lavoro e della salute.


Con accordo 10 gennaio i sindacati non possono scioperare contro accordi, pena pesanti sanzioni, tranne la Cub Il CCNL del Commercio è positivo per tutte le parti che l'hanno sottoscritto...tranne che per lavoratori!

Basta subire! Se i lavoratori lo vogliono l'alternativa è possibile.