Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro della Funzione Pubblica
A tutti Parlamentari
All’Aran, alle Amministrazioni nazionali e territoriali
A tutte le organizzazioni sindacali


Da troppo tempo stiamo subendo il peggioramento costante delle nostre condizioni lavorative e salariali. Diritti, carichi di lavoro, blocco delle assunzioni e turnover, tagli, precarizzazione, smantellamento del sistema pensionistico, chiusure, fino alla condizione stipendiale, ferma da quasi un decennio. Eppure siamo coloro che, nonostante tutto, si impegnano ogni giorno per cercare di assicurare servizi e diritti fondamentali a tutti i cittadini.
Ora, gli accordi sindacali già sottoscritti il 5 aprile ed il 30 novembre dello scorso anno, insieme alla direttiva trasmessa dal Governo all’Aran, dopo quasi 10 anni annunciano un contratto con nuovi tagli, in materia di democrazia, di malattia e di assistenza, l’appesantimento del sistema sanzionatorio, lo sgretolamento generale di regole, diritti e condizioni per sostituirli con valutazione e discrezionalità, tali da portare al licenziamento, con una politica anche sindacale ormai non più in alcun modo accettabile.
Né si può pensare che aumenti contrattuali di neanche 50 euro medi mensili, al netto di oneri fiscali e previdenziali, già concordati da Cgil Cisl e Uil lo scorso 30 novembre, dopo quasi un decennio di blocco possano costituire una risposta a quella che ormai è diventata una vera e propria emergenza salariale.
Occorre cancellare il blocco del turn over, anzi è necessaria una politica di stabilizzazioni ed assunzioni che possa dare futuro ai servizi pubblici per i cittadini e risposta ad una crisi occupazionale, soprattutto giovanile, senza precedenti.
In occasione della stagione contrattuale, crediamo necessarie altre risposte salariali che possano dare respiro e certezze ai Lavoratori, a cominciare dall’utilizzo di risorse per l’istituzione della 14ª mensilità, come ormai d’altronde già avviene da tempo, vogliamo ricordarlo, praticamente nella totalità dei contratti nazionali di lavoro dipendente del Paese.
Ancora, sempre in materia di salario, non comprendiamo perché il contratto continui a non voler regolare la possibilità di ottenere l’anticipo del Tfr/Tfs anche per i Dipendenti Pubblici, unici ai quali continui ad essere negata ed unici che, alla fine del rapporto di lavoro, si vedano costretti ad aspettare un periodo che va dagli almeno 12 agli oltre 24 mesi per poter avere la propria buonuscita.
Dopo 10 anni, abbiamo bisogno di un contratto vero, di risposte e certezze, non di un’ennesima intollerabile serie di tagli e di peggioramenti di salario, diritti e condizioni.

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