Oggi 7 luglio ha perso la vita Giuliano Lipperi di 39 anni mentre era in servizio come Vigile del Fuoco Discontinuo presso il Comando provinciale di Viterbo. Un altro giovane precario perde la vita a servizio della comunità durante un intervento a Civita Castellana.  “E’ forse il momento di dire BASTA....." Lettera di Giulia, moglie di un pompiere volontario o, come scrive lei, precario, e delle difficoltà non legate solo ai rischi del mestiere, ma all’incertezza sul futuro economico della famiglia.

 


L’Associazione Nazionale VVF Discontinui e la Confederazione Unitaria di Base esprimono il proprio cordoglio alla famiglia e ai colleghi di Giuliano. Questa ennesima tragedia sul lavoro ai danni di un giovane lavoratore Vigile del Fuoco precario, completamente privo di tutele, dovrebbe far riflettere tutti, in particolare chi permette che questo accada.

Lo Stato e il Governo si facciano carico di questa tragedia: i Vigili del Fuoco discontinui rischiano la vita e a volte la perdono per salvarne altre, senza le più elementari tutele previdenziali e assicurative.

Proprio per Giuliano e per questa ennesima tragedia continueremo ancora con più forza la nostra lotta per la stabilizzazione di tutto il personale precario VVF e per il riconoscimento dei loro diritti.

Milano 7 luglio 2017
Carlo Mazzarella - Associazione Nazionale VVF Discontinui
Luigi Casali - CUB Pubblico Impiego

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Questo è il pensiero di Giulia, moglie del nostro collega, il pensiero delle moglie di ogni precario VVF
...........Grazie Giulia...........

“E’ forse il momento di dire BASTA o perlomeno concedersi un pausa di riflessione. In questo momento purtroppo drammatico che ha visto la morte di un Vigile del Fuoco precario-discontinuo….ops no scusate volontario o, un non-effettivo, morto sul campo mentre operava forse dovremmo cominciare a fare delle riflessioni più serie! C’è troppa confusione in giro e forse è giunto il momento di fare chiarezza, in un’Italia che brucia in piena estate, che attende forse allagamenti smottamenti e alluvioni per l’autunno, che si deve aspettare anche sorprese terribili come terremoti e crolli di edifici, abbiamo uomini senza mezzi e mezzi senza uomini.”
“La gente non sa ma deve sapere. Molto spesso, purtroppo, si sentono critiche negative, la gente sovente si scaglia contro il soccorso giunto non proprio celermente sul luogo del dissesto, ma la realtà non è nota a tutti e allora ho deciso di raccontarvela e farvi sapere esattamente come stanno le cose anche se, non le vivo in prima persona come pompiere, ma essendo moglie di uno di essi ne subisco le dirette conseguenze, le incertezze il malcontento gli umori e tutte le ansie correlate a questa tipologia i lavoro.”
“Anche i pompieri hanno paura sapete? E un discontinuo ne ha anche un po’ di più, non solo o non tanto per se stesso ma perché costantemente proiettato al futuro quel futuro che vorrebbe garantire a se stesso ed alla sua famiglia sia in caso di vita ma soprattutto in caso di incidenti di percorso. Molti degli uomini che vediamo scendere in campo tra i Vigili del Fuoco quando succedono queste cose sono PRECARI, cosa significa?”
“Distinguiamo per prima cosa dunque i pompieri effettivi, quelli stanchi stremati che lavorano ininterrottamente quando ci sono calamità e disastri, che non tornano a casa a volte per giorni perché impegnati a cercare di risolvere emergenze disastrose, e poi ci sono i cosiddetti V.V.D.D. i quali, quando sono richiamati in servizio, svolgono regolari mansioni da Vigili del Fuoco e nella teoria, hanno pari diritti dei loro colleghi “effettivi” ma la realtà poi, vista dall’interno è un’altra; negli ultimi anni un susseguirsi di leggi ha gradualmente ridotto all’osso i diritti di questi lavoratori che operano oramai senza poter usufruire della malattia per esempio.”
“Se vuoi sopravvivere e farlo onestamente devi aspettare il prossimo richiamo e pregare che nel frattempo ti venga accreditato lo stipendio dei precedenti, quindi che vi siano i fondi per pagare questi signori e quindi passano anche mesi prima che tu ti veda retribuito il lavoro svolto, ma intanto tu devi vivere e certamente non puoi lavorare a nero, perché sei sempre un uomo dello Stato che indossa una divisa.”
“Non voglio dilungarmi oltremodo, vi ho fatto qualche banale esempio, ma senza elencare altri dettagli tecnici, chi è il vigile del fuoco discontinuo? E’ un servitore dello Stato, un uomo che lavora alacremente quando gli viene chiesto di farlo e che sta a riposo forzato quando viene depennato dall’elenco per lasciare spazio al successivo che come lui si fa in quattro per gestire situazioni di emergenza, supportare i colleghi effettivi, rischiando in ogni occasione quello che rischia un permanente ma senza i diritti di un lavoratore dipendente.”
“Quello che più impressiona è quanto accade per fortuna non frequentemente ma spesso come ieri, un vigile discontinuo muore mentre sta spegnendo un incendio, all’età di 39 anni e poi però….poi lui non era un dipendente effettivo il che significa che la sua morte non sarà riconosciuta come quella di chi -muore in servizio- perché lui era uno di quelli senza diritti ma con tanti doveri che muore mentre espleta il suo compito ma che una volta andato sarà solo un numero in meno.”                        
 
Lettera di una donna, Giulia Sapio.
In questo lungo messaggio racconta di suo marito, un pompiere volontario o, come scrive lei, precario, e delle difficoltà non legate solo ai rischi del mestiere, ma all’incertezza sul futuro economico della famiglia.

14/7/2017

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