video: Milano Linate - 23 febbraio 2017

 

Alitalia, Meridiana, Sea e Indotto - 24 h. Gestori aeroportuali e aziende di handling – 4 h 
MANIFESTAZIONE AEROPORTO DI FIUMICINO ORE 10,00 – Terminal T1 (lato partenze)

 



Il comparto aereo-aeroportuale-indotto è soffocato da una miriade di vertenze contro i licenziamenti, la precarizzazione, l’aumento indiscriminato dei carichi di lavoro, il taglio salariale e normativo, l’abbattimento dei livelli di sicurezza sul lavoro.

Le crisi aziendali si susseguono nonostante il settore è in costante e continua crescita da circa 10 anni: aumenta senza sosta il traffico passeggeri e merci, registrando incrementi a due cifre negli anni della crisi industriale (+ 10,3% dal 2008 al 2013) e oltre il +4,5% medio annuo dal 2013 ad oggi.

L’assenza di regole ha incentivato, però, le aziende a scaricare sui lavoratori il peso di una concorrenza selvaggia, che non ha tutelato neppure l’utenza oltre che quelli della categoria.
La vertenza Alitalia, come quella di Meridiana, di Argol, di Gh, di AMS, di Sea, di Groundcare, delle cooperative a Malpensa e Linate e di molte altre società, è la manifestazione evidente del fallimento delle privatizzazioni e della frammentazione del settore, ove non si redistribuiscono le immense ricchezze delle aziende di Gestione aeroportuale, beneficiarie di centenarie concessioni pubbliche, come accade con AdR dei Benetton.

 Circa 22.000 licenziamenti nel comparto aereo-aeroportuale in meno di 10 anni (di cui oltre 12.000 nella sola Alitalia!) danno il segno di una mattanza sociale senza limiti, trasformando il ricco mercato del trasporto aereo italiano in un laboratorio in cui sperimentare la precarizzazione di massa di intere generazioni di lavoratori ( ...li usano per 10 anni e li gettano quando stanno per maturare il diritto alla stabilizzazione!), nonché l’impoverimento e la cancellazione dei diritti di una categoria: una gigantesca operazione che ha puntato ad “archiviare” la stagione delle conquiste dei lavoratori e a generare una moltitudine di lavoratori sfruttati, ricattati e a basso costo.

L’utilizzo massivo degli ammortizzatori sociali (...per i precari neppure quelli!), con il benestare del Ministero del Lavoro e di gran parte dei sindacati, alla stregua di un bancomat con cui finanziare le ristrutturazioni aziendali, a tutela dei privati interessi degli azionisti, è ormai una piaga insopportabile.

Il costante ridimensionamento di Alitalia, derubricata ormai a vettore nazionale con aspirazione a trasformarsi in una low-cost, nonché il profilarsi del terzo fallimento in 9 anni per la ex-Compagnia di Bandiera italiana, principale volano del comparto, stanno a significare che è ora di voltare pagina.

E’ ora che il Governo decida di rilanciare il comparto, rimettendo in discussione le privatizzazioni.

E’ ora che il Governo definisca un serio piano di interventi nel comparto aereo-aeroportuale-indotto, nell’ambito di una più generale pianificazione strategica del sistema dei trasporti italiano.

E’ pertanto ora che, già a partire dall’Alitalia, si rompano gli indugi e si NAZIONALIZZINO LE PRINCIPALI AZIENDE DEL COMPARTO: serve un orizzonte per l’intero sistema dei trasporti.

La Cub Trasporti è determinata a proseguire le mobilitazioni e a rilanciarle anche nei prossimi giorni, anche travalicando il rigido steccato delle norme sullo sciopero dettate dalla L.146/90 e L.83/00, nel caso in cui ancora una volta saranno chiamati a pagare, nel silenzio e nell’indifferenza delle istituzioni, i lavoratori con altri licenziamenti, mancate stabilizzazioni, tagli salariali e normativi.

Fiumicino 22 febbraio 2017

Cub Trasporti

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