ANTIBIOTICOS DI RODANO (MI): Un saluto a Luca, un abbraccio ai feriti e ai loro famigliari. Una vita stroncata, una indagine in corso e tanti interessati a fare chiarezza. "una poesia di Ferruccio Brugnaro"



Ogni lavoratore e lavoratrice di Antibioticos e del Polo Chimico di Rodano vive in modo diverso la tragedia. Cause certe e responsabilità à verranno, forse, chiarite con i tempi lunghi della giustizia italiana.

Il sindacato CUB conferma la disponibilità ad un pieno e diretto sostegno a chi è stato colpito affinché non si senta isolato.
E vorremmo lavorare con chi è disponibile per evitare che si ripetano tragedie simili e quindi rilanciare un piano di investimenti e di modifiche dell’ambiente di lavoro per renderlo sicuro.
In questi giorni sono girate molte voci diverse su come sono andati i fatti.
Ribadiamo che “un impianto sicuro, a norma di legge, non avrebbe dovuto esplodere, né si sarebbe potuto aprire per un errore umano”.

E vorremmo che tutti potessero avere una versione chiara dell’accaduto:

è un impianto nuovo o rifatto negli ultimi mesi per la nuova produzione?
e’ un impianto che evidentemente non aveva delle sicurezze per eventuali pressioni alte??
E se aveva delle “sicurezze” perché sono state insufficienti?
Cosa non ha funzionato??
Perché il portellone si è aperto se dentro c’era pressione??
Perché il portellone si apre se nelle vicinanze ci sono dei lavoratori???
La nuova produzione di antibiotico necessita di azoto e l’impianto attualmente revampizzato (aggiornato) che modifiche ha subito rispetto alla produzione degli anni precedenti in cui non necessitava l’azoto? E chi ha autorizzato il progetto? E’ stato realizzato all’interno e da chi? O è stato acquistato all’esterno??
Ai lavoratori precari e a tempo indeterminato quale formazione e informazione è stata data? Quella necessaria per la produzione, per la produttività sicuramente ma quali sono le istruzioni in caso di malfunzionamento?? E chi deve intervenire? L’operaio più anziano o ci sono gli assistenti? I manutentori? Una volta c’erano. Ora che gli impianti della fabbrica sono più vecchi, che c’è una nuova produzione da rodare non è il caso di prevedere una manutenzione e una assistenza diretta e non esterna?? E quanti sono i lavoratori precari a tempo determinato in produzione.. circa 40 e perché non ci si decide di passarli a tempo indeterminato?
Di questo e di molto altro dovremo discutere …

Lì, 1 agosto 2007

ALLCA-CUB
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IL TEMPO DEL SILENZIO
Non è cambiato nulla.
La fabbrica
è cinica e tremenda.
La produzione impera possente
su tutta
la nostra vita.
La solitudine millenaria
ha rialzato
la sua bandiera
su tutti i pennoni
su tutti i piazzali.
E' ritornato
il tempo del silenzio
con tutto
il suo armamentario di morte.

Poesia di Ferruccio Brugnaro – rivista Medicina Democratica n° 106-107 di maggio-agosto 1996

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