Il comitato lavoratori mobilitati cornuti e mazziati mette in mora il governo: 30 giorni di tempo a Monti e Fornero per eliminare una gravissima ingiustizia e pagare l’indennità di mobilità nel periodo delle finestre previste dalla legge 122/2010. Presentata una DENUNCIA-QUERELA ai carabinieri per OMISSIONE DI ATTI DI UFFICIO contro il presidente del Consiglio Monti e il ministro Fornero.                 


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PRENDI I L'ESPOSTO PRECOMPILATO CONTRO IL PRIMO MINISTRO E IL MINISTRO DEL LAVORO .zip

Il comitato lavoratori mobilitati cornuti e mazziati  mette in mora il governo: 30 giorni di tempo a Monti e Fornero  per eliminare una gravissima ingiustizia e pagare l’indennità di mobilità nel periodo delle finestre previste dalla legge 122/2010.

Mercoledì ì 29 dicembre il comitato lavoratori mobilitati cornuti e mazziati, supportato dal collegio legale della Cub, ha presentato una denuncia querela ai carabinieri per omissione di atti di ufficio sulla base dell’art. 328 codice penale comma 1 e 2 contro il presidente del Consiglio Monti e il ministro Fornero.                  
Scopo della denuncia è il mancato pagamento della indennità di mobilità nel periodo della finestra di un anno, prevista dalla legge 122/2010  ai lavoratori in mobilità che hanno maturato il diritto alla pensione. Con la denuncia il comitato mobilitati cornuti e mazziati, sulla base dell’art. 328 c.p. comma 1 e 2 mette perciò in mora il governo dando 30 giorni di tempo a Monti e Fornero per eliminare questa ingiustizia.

Il pagamento della indennità di mobilità per il periodo della finestra mobile era previsto dalla legge 122/2010, subordinata ad emissione di apposito D.L. a firma del Ministro del Lavoro in accordo con il Ministro dell’Economia.
Ad oggi tutto ciò non è avvenuto.  Si è in presenza, infatti , del solo decreto emesso dal Ministero del Lavoro il 29/11/2011 confermato da una circolare dell’Inps del 1-12-2011. Tale decreto non è però operativo in quanto non è ancora stato controfirmato dal Ministro dell’economia che ad interim è lo stesso Presidente del Consiglio Monti.

Risultato: da luglio 2011, nonostante la disponibilità di fondi (utilizzati però per altri scopi, vedasi D.L. detto Milleproroghe di recente emanazione) i lavoratori in mobilità non stanno percependo alcuna indennità. La mancata corresponsione di qualsiasi forma di sostentamento, dovuta per diritto, lede gravemente i principi costituzionali ed evidenzia un carattere vessatorio che va molto oltre ad una normale e accettabile funzione di Governo.
Questa vicenda interesserà 55.000 dei 65.000 lavoratori interessati alla deroga prevista dal decreto Monti, che ha assorbito la legge 122/2010 che sono stati messi in mobilità prima del 4 dicembre 2011.

I lavoratori in mobilità chiedono che vengano riconosciuti, oltre agli arretrati, anche tutte le spese per il disagio arrecate nel tentare di far fronte alle loro esigenze primarie di sopravvivenza.
Non è possibile, in un paese che si ritiene civile, lasciare senza alcun reddito e sostentamento chi ha maturato dei diritti, con il proprio lavoro, sacrificio e il proprio impegno.
La cub ritiene che le misure del Governo Monti vadano profondamente cambiate, perché come dimostra anche questa vicenda a pagare sono sempre e solo i lavoratori.

28-12-2011

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