- La buona scuola o la turboscuola? - La CUB chiede le immissioni in ruolo immediate come prova di un effettiva volontà di cambiamento.
Come è sin troppo noto la scuola è stata oggetto negli ultimi anni di una serie di sperimentazioni raffazzonate e contraddittorie che ne hanno aggravato fortemente lo stato di difficoltà o a volte di degrado anche perché l'unica costante è stato il taglio di risorse, organico, retribuzioni.


Il governo ci propone ora una mutazione complessiva della scuola basata sullo scambio fra la promessa, basta pensare alla vicende dei colleghi e delle colleghe il cui pensionamento è stato bloccato per la cosiddetta quota 96 per rendersi conto di quanto siano affidabili le promesse del governo, di consistenti immissioni in ruolo e l'introduzione di quanto da anni viene predicato: rafforzamento del potere dei dirigenti, divisione del personale sulla base del "merito", taglio degli scatti di anzianità ecc.


Nel merito la CUB Scuola Università e Ricerca rileva che non vi è alcun legame NECESSARIO fra il riconoscimento del diritto ad un posto stabile per i colleghi e le colleghe precarie che da decenni, per ammissione dello stesso Renzi, subiscono un trattamento indecente e il pacchetto di misure che il governo intende attuare.


Al contrario, noi riteniamo possibile e doveroso che le immissioni in ruolo su tutti i posti necessari a garantire l'ordinato funzionamento della scuola siano realizzate immediatamente come prova di un'effettiva disponibilità a cambiare la situazione. È una misura tecnicamente possibile visto che si fanno di norma immissioni in ruolo ai fini giuridici alle quali segue di un anno quella a fini economici. Sarebbe inoltre una misura di giustizia giacché garantirebbe serenità ai colleghi che finalmente vedrebbero riconosciuti i loro diritti.

 

Per quanto riguarda invece l'organizzazione della scuola, le retribuzioni, i diritti si tratta di un assieme di proposte che sono, per alcuni versi, vaghe , per altri, da rispedirsi seccamente al mittente.


Ci domandiamo, infatti:

 

  • come potrebbe essere garantita la libertà di insegnamento in una scuola dove spetterebbe ai superiori gerarchici premiare e punire gli insegnanti come si possano tagliare, di fatto, le retribuzioni, grazie al blocco dei contratti e non solo e pretendere di legare gli aumenti al "merito" e di pagarli con il taglio degli scatti di anzianità, ponendo i colleghi e le colleghe in competizione fra di loro con l'effetto paradossale che i "meritevoli" di domani avrebbero meno di quanto abbiamo tutti oggi come si possa difendere il carattere pubblico della scuola quando si apre la gestione delle scuole e il loro finanziamento ai privati

 

Sin da ora la CUB Scuola Università e Ricerca, nei primi collegi docenti, nelle assemblee sindacali, nelle molte iniziative che si stanno sviluppando si impegna per lo sviluppo di una grande mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola.


IL GOVERNO CI CHIEDE DI ESPRIMERCI NON LO DELUDEREMO.

 

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