“Il Manifesto “ 17 02 04

Alitalia resta sospesa
Poche idee dal governo. Voci: Mengozzi si dimette



FRANCESCO PICCIONI

Incredibile a dirsi, alla fine il governo dedicherà un po' di attenzione ai problemi dell'Alitalia. Dovrebbe farlo oggi, in una riunione del consiglio dei ministri che resta però un po' misteriosa (non si sa esattamente quali ministri vi parteciperanno). L'annuncio ufficiale è arrivato da Roberto Maroni, ministro leghista del welfare, ma non si può dire che le sue parole siano piaciute ai lavoratori della compagnia di bandiera e ai sindacalisti.

«Dobbiamo salvare non tanto il problema di mille, millecinquecento lavoratori, perché per loro una soluzione si può trovare facilmente; non è questo che ci preoccupa, ma la necessità di salvare Alitalia per evitare che venga fagocitata o ridimensionata a ruolo di vettore regionale da accordi che vedono Alitalia in posizioni di estrema debolezza».

Sono in molti ad accogliere con scetticismo questo ottimismo di facciata sulla tenuta dell'occupazione, ricordando i 300 lavoratori Ligabue - il catering esternalizzato a un ex deputato di Forza Italia che poi ha chiuso l'azienda - ancora in attesa di ricollocazione. I 1.500 «esuberi» sono quelli indicati dal piano industriale elaborato dall'attuale amministratore delegato, Francesco Mengozzi. E da lì, ormai da mesi, non ci si è più mossi.

Una riunione del cda si è tenuta ieri, probabilmente in preparazione della riunione governativa di oggi. Ma le scelte in mano all'attuale management non sono molte. Voci sempre più insistenti danno Mengozzi vicino alle dimissioni, anche perché il suo «piano» - fatto tutto di tagli del personale, societàarizzazioni ed esternalizzazioni - non riesce comunque a dare prospettive alla compagnia.

Servirebbero finanziamenti di grandi dimensioni per investire in nuovi aerei con cui competere sulle rotte a lungo raggio - una proposta che molti sindacati hanno avanzato - ma che il governo non sembra in grado di trovare, stretto com'è tra i probabili fulmini della Commissione Ue sugli «aiuti di stato» e le crescenti preoccupazioni elettorali.

Il ministero dell'economia resta l'azionista di maggioranza con il 63%; ma la voce di Tremonti sulla vicenda non si è mai sentita. In assenza di investimenti il destino dell'Alitalia sembra segnato; e quello di gran parte dei dipendenti anche.

Non appena si conosceranno le decisioni dei ministri e del cda, oggi, i sindacati terranno una conferenza stampa, in cui potrebbe anche essere annunciato uno sciopero. Ma, viene fatto notare, con i tempi previsti dalla «Commissione di garanzia» potrebbe tenersi solo tra un mese o più; probabile che, se le notizie dovessero essere brutte, i lavoratori decidano di muoversi comunque e subito.

L'azienda, comunque, non tralascia nessuna occasione per alzare il livello di scontro. E' dei giorni scorsi la decisione di sospendere per 10 giorni («il massimo della pena» prima del licenziamento) un delegato della Cub che aveva parlato - insieme a decine di altri sindacalisti e lavoratori - nel corso di un'assemblea improvvisa alla Magliana. Sorprendente, però, che nessun altro sindacato se la sia sentita finora di protestare ufficialmente.

E oggi, sit-in dei lavoratori con le famiglie, organizzato sempre dalla Cub. 


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“Il tempo”  lunedì 16 febbraio 2004 

SI SURRISCALDA il clima sulla vertenza dell’Alitalia in attesa del vertice di governo fissato per domani a Palazzo Chigi.

Oggi è previsto il consiglio d’amministrazione della compagnia di bandiera con all’ordine del giorno la verifica dello stato di attuazione del piano di risanamento.


I sindacati già hanno annunciato nuovi scioperi selvaggi se l’Alitalia dovesse continuare a seguire la linea dura dei tagli all’organico. Per domani i lavoratori Alitalia, con le loro famiglie, hanno organizzato una manifestazione davanti a Palazzo Chigi. L'appuntamento è fissato per le 16.30.

«Il Piano di liquidazione della compagnia di bandiera italiana ancora non è stato ritirato - si legge in una nota sindacale diffusa ieri ai lavoratori dalla Confederazione Unitaria di Base - Vogliono ridimensionare l'Alitalia, espellere migliaia di lavoratori e smembrare la compagnia attraverso la creazione di numerose societàà più o meno partecipate Az.

Ecco cosa ci promettono: cassa integrazione, disoccupazione, licenziamenti e precarietà».
Il Cub Trasporti sottolinea che «il Governo e le istituzioni nazionali non intervengono per rilanciare la compagnia e l'intero comparto del trasporto aereo italiano, mettendo così a repentaglio il futuro di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie nonchè l'economia del Paese.

Prosegue il pericoloso silenzio del ministro del Tesoro, il principale azionista dell'Alitalia, mentre preoccupanti sono le affermazioni che a turno vengono rilasciate alla stampa da alcuni esponenti del Governo che ci annunciano sacrifici, cassa integrazione e smembramento».

Inanto Mario Tassone, viceministro alle Infrastrutture a ai Trasporti ha sottolineato che «Non è pensabile che, nella vicenda Alitalia, si possa mettere una toppa».
Massimo Ferro (Fi), relatore in commissione Trasporti della Camera del Piano industriale del Gruppo Alitalia, sostiene che occorre privatizzare l'Alitalia e prendere in considerazione un'alleanza con Iberia e non più con Air France.

«Stiamo perdendo prezioso tempo in un'estenuante ricerca di una soluzione» afferma Ferro che attribuisce al management di Alitalia le «gravi responsabilità à» per le difficoltà del gruppo: «Alleanze sbagliate, relazioni sindacali inadeguate rispetto ai competitors europei, politiche commerciali dispendiose e poche volte incentrate sul prodotto, flotta non omogenea, perdita di quote di mercato domestico specialmente negli aeroporti regionali».  .-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- 

“Corriere della sera” Cronaca di Milano  L’opposizione abbandona l’aula, pronto un ricorso preventivo contro la privatizzazione Vendita Aem, falsa partenza


Manca il numero legale, salta l’approvazione della delibera La maggioranza di Palazzo Marino riprova questa sera ad approvare la delibera di vendita del 17,6 per cento di Aem. Il tentativo di ieri sera, infatti, è finito nel giro di 20 minuti per mancanza di numero legale.

Secondo l’opposizione, i consiglieri del centrodestra hanno saltato l’appello «perché ormai si stanno diffondendo i dubbi a proposito della bontà di questa operazione». Dubbi che secondo molti sarebbero diventati certezze dopo che l’ex presidente della Consob, Guido Rossi, ha contestato la regolarità giuridica di questa cessione, accompagnata dalle modifiche statutarie che dovrebbero garantire al Comune, socio di minoranza, il controllo della societàà.
E mentre la giunta insiste nel sostenere che «si tratta di un’interpretazione come tante», oggi il centrosinistra incontra i propri legali per valutare l’ipotesi di un ricorso preventivo.Intanto, oggi scioperano i lavoratori dell’Aem aderenti alla Rdb-Cub.
SOGLIO a pagina 50  .-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- 
“Corriere della sera” Cronaca di Milano  Assemblea a Malpensa
Tassisti, l’ala dura torna a protestare

I Cobas dell’Alfa Romeo giovedì in corteo nel centro della città Tornare in taxi da Malpensa? Stamattina sarà difficile, se non impossibile. I tassisti ancora insoddisfatti per l’arrivo di 270 nuove licenze (Cat, Unica taxi e Ctm Malpensa) hanno organizzato (a partire dalle 8) un’«assemblea» all’aeroporto di Malpensa. Il presidio potrebbe trasformarsi in un blocco del servizio. Non solo.

«Spero riusciremo a fare una superpasseggiata tutti in fila con le nostre auto fin sotto la Regione», annuncia Alfonso Faccioli, leader del Cat. Probabili, quindi, disagi sulle tangenziali. La manifestazione di oggi fornisce ai sindacati l’occasione per misurare la propria rappresentatività. Mentre il Cat lancia proclami bellicosi, infatti, otto sigle hanno già deposto l’ascia di guerra. Firmando nei giorni scorsi un accordo con Regione e Comune (ieri sottoscritto anche dalla Provincia).

L’intesa prevede il monitoraggio della situazione taxi oltre alla costruzione di corsie preferenziali. Concessioni che, secondo il Cat, non compensano le nuove licenze. Dal canto suo la presidente della Provincia, Ombretta Colli, si augura che «la ripresa del dialogo tra i sindacati possa migliorare il servizio».

Intanto nuovi focolai di conflitto si sono accesi in alcune aziende della provincia, come la Technicolor di San Giuliano dove in 200 rischiano il posto. Alle Poste i confederali hanno proclamato il blocco degli straordinari fino al 28 febbraio. All’Aem oggi scioperano i dipendenti vicini alla Cub. I Cobas dell’Alfa Romeo, per finire, giovedì prossimo manifesteranno nel centro di Milano.
Ri. Que.  

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