Il gazzettino.it 12 sett 04 
IMMIGRATI La proposta del sindacalista Raniero e l’azione del Comune (albo e corsi) attraverso il forum del dipartimento politiche sociali «Badanti come schiave, uniamole in coop».

Seimila regolari in tutta provincia, almeno un migliaio le clandestine: «Assistenza domiciliare impossibile senza di loro» .

(R.C.) Sole. Infelici. Alle spalle una famiglia di origine che vive solo con i loro stipendi. Costrette spesso a lavorare ventiquattr'ore al giorno. Alcune si consolano come possono, magari grazie alla famiglia presso la quale lavorano. Altre ancora annegano la disperazione nell'alcool.

Sembra sempre più difficile l'integrazione per le badanti nel capoluogo. A denunciarlo è Germano Raniero, segretario provinciale dei sindacati di base Rdb-Cub. Le segnalazioni sulle situazioni di disagio non mancano. 

A volte arrivano dalle stesse assistenti domiciliari che lasciano Moldavia, Romania e Russia per venire in provincia ad assistere, in casa, un non autosufficiente. «Queste si rivolgono a strutture sanitarie, enti pubblici, sindacati, per chiedere un aiuto», osserva Raniero. 

Insomma, dietro a quello che sta diventando un servizio sempre più radicato nel territorio si nascondono spesso storie di solitudine, apatìa, insoddisfazione. Storie che per paura rimangono all'oscuro. «E invece vanno sottolineate perché è giunto il momento di agire - osserva il segretario di Rdb-Cub -. Sembra di essere tornati al passato, al periodo della servitù. Queste badanti dipendono dalle famiglie. Non hanno orari. Passano tutto il giorno in casa. I giorni di riposo sono a discrezione dei familiari. Sono a loro disposizione ventiquattr'ore al giorno». 

Il Comune, dipartimento politiche sociali, a dir la verità, ha promosso un forum di discussione sull'argomento (prossimo appuntamento, il 7 ottobre; vedere altro riquadro in pagina). Ma Raniero va oltre: propone la costituzione di cooperative di badanti in grado di migliorare il servizio alle famiglie e soprattutto di ridurre il fenomeno del cosiddetto caporalato. 

«Oggi accade che badanti più esperte sistemino le nuove nelle famiglie in cambio del loro primo stipendio. Con le cooperative invece una famiglia può avere, a rotazione, due o tre badanti a cui sarebbe assicurato il diritto al riposo e così via. Penso anche a un Ufficio territoriale con la domanda e offerta di badanti».

Per Raniero quello delle badanti è un servizio di cui la societàà non potrà più fare a meno. «L'assistenza domiciliare senza badanti è impossibile. Anzi, grazie a loro le liste d'attesa per le case di riposo si sono ridotte. Ricordiamo che oggi per una famiglia è più conveniente tenere l'anziano in casa e pagare 800-1000 euro al mese per la badante che portarlo in pensionato e versarne 1500».  
In provincia, le badanti regolari sono circa seimila (dati Inps: vedi tabella a fianco).

«Ma vanno aggiunte le clandestine - conclude Raniero - Ormai queste ultime sono oltre un migliaio».  
Roberto Cervellin

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