[Da "Il Cittadino"]
San Giuliano Milanese Lì, 16 gennaio 2006


La proprietà sembra indirizzata verso la liquidazione, a rischio 28 posti di lavoro
Cosval, la rabbia scende in piazza
Sciopero e bandiere contro la chiusura della ditta
Striscioni, bandiere e voci di scontento davanti alla Cosval di Sesto Ulteriano.
I lavoratori come preannunciato hanno fatto sentire la loro protesta ieri mattina nel corso di un’ora e mezzo di sciopero per dire no alla paventata chiusura dello stabilimento impegnato nella produzione di valvole per i refrigeratori. Da alcuni giorni il clima è particolarmente teso, per l’annuncio della societàà (in mano alla famiglia Balduino che detiene il controllo della societàà Officine Meccaniche Dorin), di procedere con la liquidazione.
Mentre agli operai sarebbe stata ventilata l’ipotesi di un licenziamento collettivo, anche se pare che al momento l’azienda non abbia ancora proceduto con passi formali. «Innanzitutto vorremmo sapere - dice Angelo Pedrini referente sindacale di Flm Uniti-Cub (Confederazione unitaria di base) - se la societàà ha intenzione di pagare stipendio e tredicesima di dicembre. Nel caso in cui non venisse corrisposta la retribuzione dei dipendenti, in queste settimane verrà piantonata la fabbrica, tanto per non rischiare di trovare tutto smantellato dopo le feste. Come sindacato ci opponiamo fermamente alla chiusura dell’attività, e attendiamo risposte che garantiscano certezze sui posti di lavoro».
Intanto ieri sindacati e lavoratori hanno inviato la documentazione della vicenda al comune di San Giuliano e alla provincia. L’obiettivo punta infatti a coinvolgere le istituzioni, con la richiesta di solidarietà alle istanze che si stanno alzando dall’organico di 28 dipendenti, accomunati dalla paura di essere lasciati a casa.
Pertanto già si parla di nuove eventuali iniziative che verranno intraprese dal gruppo di lavoratori impegnati nella societàà attiva da 25 anni. Un marchio che, secondo i sindacati, avrebbe le carte per poter continuare.
Da qui il sentito timore generale che «dietro la liquidazione ci sia la volontà di spostare la produzione altrove». Proprio il ricco comparto industriale di Sesto Ulteriano, ha del resto alle spalle un’antologia di parentesi molto critiche per operai ed impiegati, che hanno perso l’impiego a causa di trasferimenti del settore produttivo.
Tra i recenti esempi lampanti, c’è la chiusura battenti di Technicolor e la cessazione del campionario da parte di Krizia.Riguardo a questa nuova pagina fortemente critica, commenta l’assessore ai servizi sociali Lucia Salvato: «Come comune siamo preoccupati per la serie di licenziamenti che sta creando grossissime difficoltà tra le famiglie, in un momento peraltro di particolare crisi, in cui sono sempre più numerosi i cittadini che non ce la fanno a tirare a fine mese. E il venir meno di attività produttive, non fa che impoverire ulteriormente il territorio di importanti risorse».

Giulia Cerboni

 La societàà Cosval dai primi di dicembre è stata messa in liquidazione e quindi tutti i dipendenti rischiano i licenziamenti collettivi.
La societàà presente sul territorio da oltre 25 anni ha prodotto valvole per refrigeratori per diversi e importanti marchi. Il controllo della societàà tramite le finanziarie è tenuto, in particolare da parte della famiglia Balduino che detiene la societàà Off. Mario Dorin di Compiobbi e ne utilizza da sempre gran parte della produzione.
Il mercato dei condizionatori e non solo ha tirato per anni, recentemente qualche rallentamento e qualche settimana di cassa integrazione ordinaria ma non c’è una giustificazione ai bilanci in rosso.
La preoccupazione dei lavoratori e del sindacato è quella che abbiano preparato scientificamente la chiusura e si preparino e far produrre da altre parti le valvole necessarie. La FLMUniti e i lavoratori protestano contro queste scelte e tenteranno tutte le strade per evitare la chiusura ponendo al centro la ricerca della solidarietà, della lotta e del coinvolgimento delle istituzioni al fine di svelare il reale progetto di chi tira le fila trovare una soluzione positiva.
Sulla pelle dei lavoratori della Cosval ci hanno guadagnato per decenni gli azionisti di maggioranza e di minoranza delle finanziarie che oggi non possono pensare con una mossa come quella della liquidazione di lavarsene le mani e venirci a raccontare che loro se ne vanno e “pagheranno il dovuto”.
Chi ha preparato questa scelta è direttamente responsabile e quindi deve essere coinvolto a trovare una soluzione per i lavoratori e le loro famiglie.
Quindi al “gruppo” Dorin, alla famiglia Balduino e agli altri azionisti chiediamo il ritiro della procedura della liquidazione e la continuità produttiva oppure un intervento diretto da parte del “gruppo” che dia lavoro e commesse che siano in grado di dare prospettiva ai lavoratori.
Non possono pensare dopo aver fatto profitti ieri di scaricare sulla collettività e sulla societàà il peso e il dramma di 28 licenziamenti.
Un caldo saluto solidale ai lavoratori della Matec colpiti da finanzieri d’assalto.
La crisi e la recessione impongono una riflessione sulle lotte per il blocco dei licenziamenti collettivi e per la redistribuzione del lavoro esistente fra tutti con la riduzione dell’orario di lavoro.

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