A circa un anno dalla cessione dell’ILVA ad Arcelor/Mittal, tutti i soggetti favorevoli all’accordo del 6.09.2018,

che allora prospettavano trionfalmente la fine delle ingiustizie perpetrate nei confronti dei lavoratori e dei cittadini costretti a subire condizioni di pericolo per la propria vita, gli stessi che inneggiavano al migliore accordo possibile, oggi denunciano (senza promuovere una vera lotta), la mancanza di condizioni di sicurezza sul lavoro, le precarie condizioni del posto di lavoro, un forte utilizzo della cassa integrazione, le continue emissioni di veleni provenienti dal siderurgico che si riversano sui quartieri adiacenti allo stabilimento (addirittura riscoprono le emissioni di diossina ed altro, dal Camino 312).
Emissioni che non hanno mai smesso di inquinare.

Ma nello stesso tempo si agitano quando la procura chiede di spegnere l’Altoforno 2 in ragione della mancata applicazione di alcune prescrizioni in materia di salute e sicurezza, auspicano che il governo prossimo conceda l’immunità penale e amministrativa ai vertici Arcelor/Mittal, gli stessi dirigenti che hanno premiato chi non ha partecipato allo sciopero per la morte di Cosimo Massaro, gli stessi in accordo con le RLS che, invece di monitorare e tutelare la salute dei lavoratori che lavorano in ambienti nocivi, hanno dotato i lavoratori di tute con i microcip come se controllare il consumo delle tute (e probabilmente anche i movimenti dei lavoratori) è più importante che salvaguardare la salute e la vita dei lavoratori.
I lavoratori possono mettere fine a tutte queste sceneggiate basta volerlo.

Bisogna passare dalle parole ai fatti.

Questa O.S. da tempo sostiene che non ci sono le condizioni minime di sicurezza nello stabilimento ex ILVA, che bisogna chiudere la fonti inquinanti e garantire l’occupazione, i salari, il diritto alla vita, le bonifiche e la tutela dell’ambiente.
Oggi pare che altre OO.SS. sostengono le stesse cose. Bene!
Occorre agire con la lotta!

La FLMUniti propone ai lavoratori, a tutte le OO.SS., ai comitati, associazioni, organizzazioni politiche, liberi cittadini che ritengono doveroso mobilitarsi, sui punti sopracitati, una giornata di lotta con sciopero il 27 Settembre p.v. per tutto il personale Arcelor/Mittale di Taranto esteso a tutte le categorie nella provincia con presidio davanti alle portinerie del siderurgico.
I lavoratori e i cittadini uniti per fermare l’illegalità perpetrata nei loro confronti, costretti al ricatto occupazionale e a convivere con sostanze nocive.

Dalle parole alla lotta!

Federazione lavoratori Metalmeccanici Uniti
Confederazione Unitaria di Base
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Taranto: Via Plateja, 15 – Tel. 099/5932922
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