Documento finale  letto da Mattia dopo due giorni di lavoro dell'assemblea. Nei prossimi giorni verranno pubblicati interventi e contributi 

DOCUMENTO FINALE  APPROVATO DALLA 1a ASSEMBLEA NAZIONALE ORGANIZZATIVA DELLA CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE

La 1a Assemblea Nazionale Organizzativa della Cub tenuta a Milano i giorni 21 e 22 giugno 2019 approva la relazione introduttiva del Portavoce Nazionale Marcelo Amendola arricchita dal dibattito che ha visto la partecipazione di 55 interventi.
In particolare l'Assemblea sottolinea:
Il contesto nel quale ci troviamo ad operare è peggiorato dal 2016 ad oggi e la crisi ha reso più evidenti le enormi disuguaglianze economiche, sociali e territoriali, frutto dell'attacco capitalistico alle condizioni dei lavoratori e dei pensionati.
Un dato per tutti: in 25 anni le risorse passate da salari ai profitti sono ora ben 120 mld di euro all’anno. E' in atto un processo di deindustrializzazione molto importante che riguarda tutto il paese da nord a sud, senza eccezioni e che ha portato alla vendita di molte aziende e di settori strategici della nostra economia.
Ciò ha ridotto le attività di valore e allargato le aree con bassi salari.
Al Mise si sono accumulate centinaia di vertenze che riguardano decine di migliaia di lavoratori.
Le politiche di austerità e di rigore economico imposte per rispettare i vincoli esterni e ben accolte dai padroni nostrani (ce lo chiede l’Europa), stanno distruggendo il Welfare universale e pubblico attaccando la logica pubblica di tutti i servizi e la fornitura dei beni di base.
La Flat Tax sarà un ulteriore passo in questa direzione di macelleria sociale per i lavoratori e i pensionati. Continuano ad aumentare le morti sul lavoro; è ormai del tutto evidente che servirebbe un piano straordinario di investimenti per garantire la salute dei lavoratori mettendo in reale sicurezza i luoghi di lavoro e il territorio, a partire da un reale rafforzamento degli enti ispettivi e un inasprimento delle sanzioni per i padroni che risparmiano su questo.
Nonostante ciò, con il “Patto per la Fabbrica” il sindacato cerca di lavarsene le mani abbandonando definitivamente un ruolo autonomo e critico sul tema.
I rapporti di lavoro sono sempre più precari. Il Jobs Act è stato confermato, soprattutto nella sua parte che liberalizza i licenziamenti. In Italia, tutti gli assunti a tempo indeterminato dopo il 2015 non hanno più un lavoro stabile, ma sono a loro volta precari.
Il Decreto Dignità, inoltre, si ferma a metà strada e rende solo più articolata le gestione dei vari contratti precari, ma le aziende continuano ad essere libere di ricorrere a tempi determinati senza causali, alle agenzie di somministrazione per evitare una reale sindacalizzazione dei lavoratori oppure a strane forme di collaborazioni senza diritti e sottopagate.
Continuano gli appalti, le esternalizzazioni selvagge, il ricorso alle false cooperative e i prossimi interventi legislativi andranno ancor più a liberalizzare appalti e subappalti, condoni e pace fiscale.
La contrattazione nazionale e integrativa ha sempre più impoverito i lavoratori. Gli aumenti economici sono stati esigui o inesistenti, non solo i Metalmeccanici che, grazie all'indice IPCA, si sono visti riconoscere un aumento di 1,70 € lordi ma in settori come l'Igiene Ambientale l'orario di lavoro è stato aumento in misura più che proporzionale rispetto al salario, oppure la Grande Distribuzione e il commercio che nonostante vari anni di vacanza contrattuale si sono trovati contratti che consentono una flessibilità oraria estrema che deciderà quanto lavori e quanto (non) guadagni.
Quote importantissime di salario sono destinate agli Enti Bilaterali, a fondi speculativi e a forme di Welfare aziendale con due obiettivi: da una parte arricchire i sindacati che cogestiscono con le imprese questi fondi e, dall'altra, mantenere i lavoratori sotto il ricatto che la perdita del posto di lavoro significa anche la perdita delle eventuali prestazioni sanitarie e assistenziali.

I Decreti Sicurezza 1 e 2, oltre alla guerra agli immigrati, hanno l'obiettivo di soffocare il crescente malessere sociale e reprimere i pochi dissenzienti rimasti. Lo dobbiamo dire: sono prima di tutto un attacco dichiarato al sindacalismo di base conflittuale, ai movimenti per la casa e gli spazi sociali. Non è un caso che anche le cariche della polizia durante gli scioperi stiano diventando sempre più ordinarie.
Il tutto condito da una criminalizzazione degli emigranti, finalizzata a garantire clandestini irregolari che potranno più facilmente essere sfruttati in nero dalle aziende.
Il clima di repressione del sindacalismo alternativo è sempre più forte in tutti i paesi e in Italia colpisce un numero sempre maggiore di militanti compresi quelli della Cub.
FCA ha nel mirino Rita, troppo attiva nella difesa dei lavoratori a Cassino, con l’obiettivo di licenziarla, e la questura di Milano, ieri, ha fermato e messo in cella Hazal, responsabile per la Cub Immigrazione, con l’accusa di traffico di esseri umani per aver accompagnato in questura una coppia per il disbrigo di una pratica.
In Francia Gael Quirante, attivista di Solidaires, dopo essere stato licenziato è stato arrestato dalla polizia per la sua militanza conflittuale. 150 postini hanno scioperato ad oltranza da marzo per sostenere il suo reintegro.
Gael è tornato libero solo due giorni fa; Cub esprime solidarietà e completo sostegno a Gael e a Solidaires e assume la difesa dei suoi militanti e la mobilitazione contro la repressione tra i suoi obiettivi prioritari.
Di fronte a questo clima di precarietà, macelleria sociale e repressione del dissenso non possiamo restare con le mani in mano.
Dobbiamo aver chiaro che l'attuale condizione di impoverimento dei lavoratori è dovuta prima di tutto allo squilibrio di rapporti di forza con la classe padronale.
Per questo, per rilanciare il conflitto di classe per contrastare e superare l'attuale sistema capitalistico, dobbiamo lottare nelle aziende e rilanciare “l'internazionalità delle lotte”.
Dobbiamo organizzare e sviluppare rapporti con i sindacati aderenti alla Rete Internazionale di Solidarietà e Lotta per costruire mobilitazioni in grado di scalfire le teste delle filiere produttive transnazionali, l'Unione Europea dei Capitali, i nuovi nazionalismi ultraliberisti e gli imperialismi che sono la causa del dramma delle emigrazioni forzate.
Abbiamo negli ultimi anni, promosso un fronte di lotta che è stato in grado di realizzare i più rilevanti e incisivi scioperi generali nel nostro paese negli ultimi tempi.
Il 16 Giugno 2017 siamo riusciti a bloccare i trasporti, dal nord al sud Italia, facendo impazzire politici e industriali che hanno iniziato a chiamare in loro soccorso i fidi Cgil-Cisl-Uil per trovare un modo per inasprire le regole sullo sciopero e la rappresentanza sindacale.
Dobbiamo ripartire da quelle lotte. Dobbiamo rilanciare la Piattaforma Rivendicativa su cui si è organizzato lo sciopero del 26 Ottobre, perché ad oggi è l'unica piattaforma che rivendica più salario e più diritti per tutti, oltre che più democrazia nei luoghi di lavoro e nella società tutta. Rivendichiamo che i lavoratori “non hanno governi amici” e che i diritti devono essere strappati con la lotta.
Questo governo continua con la politica dei precedenti; si liberalizzano appalti e subappalti e procedure di controllo per le opere pubbliche, e si susseguono condoni e pace fiscale perenne con una condivisione di fatto dell’evasione fiscale e contributiva.
Quella contro l’evasione fiscale e contributiva, e la riduzione delle tasse sui lavoratori e pensionati, deve essere una battaglia da continuare anche per fare investimenti e per garantire una Welfare universale e pubblico.
Le risorse vanno trovate, certo non con la Flat Tax, ma innanzitutto con interventi e leggi severe che in Italia sono assenti. L’evasione fiscale e contributiva vale 200 mld all’anno. Mancano 35 miliardi di incassi Iva e ciò più che una semplice evasione, è un furto perché si tratta di trattenute non versate.
Le risorse vanno trovate con la lotta alla corruzione che ci costa 240 mld/anno.
Va istituita una tassa che, a partire da un certo valore e in modo crescente, tassi i patrimoni immobiliari e mobiliari per ridistribuire le ricchezze.
Rivendichiamo inoltre:
- Aumento dei salari e delle pensioni; reddito garantito a disoccupati e precari.
- Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.
- Sicurezza sui luoghi di lavoro.
- Piano straordinario di investimenti pubblici per la messa in sicurezza del territorio e del patrimonio abitativo.
- Difesa dell’occupazione e lotta alla precarietà.
- Garantire la democrazia in azienda contro l’accordo del 10 gennaio 2014.
- Difesa del diritto di sciopero.
- Diritto allo Ius soli e regolarizzazione per tutti.
- Parità di genere nei luoghi di lavoro.
- Contrasto alle politiche di guerra.
- Tutela occupazionale e integrazione per i lavoratori disabili.
- Investimenti per scuola e ricerca.
Su questi obbiettivi bisogna rilanciare la mobilitazione e la lotta per preparare un momento di sciopero generale nazionale in autunno: non la passeggiata di Cgil Cisl Uil per resuscitare la concertazione ed avere più fondi per welfare aziendale, ma uno sciopero che blocchi veramente il paese.
Nel contempo dobbiamo far diventare la Giornata Sfratti 0, promossa dall'Unione Inquilini, patrimonio dell'intera CUB, mettendo sempre di più in luce come perdere il lavoro, o vivere una condizione lavorativa di costante precarietà, significa anche non riuscire ad avere una situazione abitativa stabile e dignitosa. Il rilancio dell'edilizia pubblica, partendo dal riutilizzo del patrimonio abitativo sfitto, è fondamentale perché significa colpire al cuore il sistema di austerità e rigore economico imposto dal padronato e dai loro politici burattini neoliberisti.
La CUB sta crescendo e le strutture organizzative aziendali e di categoria e confederali devono essere adeguate.
Per questo:
I collettivi aziendali dovranno essere lo strumento per rispondere, con l'organizzazione, alla riduzione degli spazi di democrazia in azienda e al monopolio garantito a Cgil – Cisl – Uil.
Le CUB Provinciali, con l'approvazione del loro statuto, saranno un ulteriore passo in avanti per costruire un'organizzazione sempre più coesa e allo stesso tempo federale e democratica.
La nuova struttura nazionale della CUB decisa oggi è stata costruita dal massimo organismo politico cioè il coordinamento nazionale ed ha coinvolto tutti i 45 componenti divisi in due commissioni che hanno prodotto due documenti: uno sulla politica e uno sull’organizzazione.
E’ stato un lavoro frutto di un confronto importante in diverse riunioni durato più di due mesi. Nella riunione finale il documento politico è stato approvato da tutto il coordinamento con tre astenuti e il documento organizzativo con 5 voti contrari. La proposta di modifica organizzativa prevede l’introduzione di un coordinamento di 45 componenti con potere decisionale sul piano politico e organizzativo.
Esso elegge una segreteria esecutiva, un segretario e un tesoriere. La proposta non rappresenta una ipotesi di centralizzazione perché i poteri veri restano nelle mani delle federazioni di categoria e del coordinamento nazionale.
La condivisione di questo percorso diventa anche il presupposto importante per la confluenza di SGB nella CUB, passaggio che come CUB riteniamo molto importante in quanto si torna a parlare di unità nel mondo del sindacalismo di base e della sinistra.
Con questa scelta CUB e SGB vogliono lanciare un messaggio forte di ricomposizione e unità a tutto il mondo del lavoro e a tutta la classe per aprire insieme una nuova stagione di lotta per la difesa e la riconquista dei propri diritti.
INSIEME SI PUO’!

Milano, 22 Giugno 2019

Scarica il documento finale dell'assemblea in pdf 

 

 

Relazione introduttiva integrale di Marcelo Amendola 1° assemblea organizzativa CUB - 21 giugno 2019 presso la Biblioteca Lambrate (Mi)

 In questo video oltre all'introduzione di Marcelo Amendola  intervengono Sartorio di SGB per la firma del patto di adesione alla CUB, Walter Gelli di CUB Sanità,  Airaghi per i Tessili  e Sostaro per la CUB 

Ibrahim KOULIBALI - CUB -21 giugno 2019

Antony di SUD Commercio - Solidaire 

Contributo Sindacato Solidaire 

Scarica il contributo di Solidaire  in pdf

I responsabili legali Marcelo Amendola (CUB) e Sandro Sartorio (SGB) firmano il Patto di Adesione alla CUB in continuità con il percorso per la futura confluenza - 

 

Antonio Amoroso Cub Trasporti, 

 

Alfredo Comito CUB-Flaica, Laura Boy Unione Inquilini,  Ciccio Taormino  CUB Palermo 

Cosimo Scarinzi CUB SUR Piemonte

 

Contributo scritto di CUB Donne all'assemblea 

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