Video dopo l'incontro di

Bruno Cattoli

Laura Boy

 

PRESIDIO GIOVEDI' 26 APRILE 2018 A PALAZZO MARINO, PIAZZA DELLA SCALA - Ci risiamo, si torna a parlare di sgombero del Residence Sociale "Aldo dice 26 x 1” di via Oglio, perché questa è la sostanza, che si tratti di uno sgombero "manu-militari" con tanto di camionette e famiglie gettate sulla strada o di sgombero "soft" sotto forma di distacco dell'energia elettrica da parte della controllata del Comune A2A. (Nota di Massimo Pasquini)

 

Sono passati oltre 4 mesi da quando tutti gli assessori a vario titolo interessati avevano dato la loro disponibilità ad aprire un confronto con il Comitato di Gestione e l'Unione Inquilini volta a trovare soluzioni condivise alla vicenda, ma i tanti impegni degli assessori hanno impedito di trovare anche solo una data in cui organizzare l'incontro richiesto.
Nel frattempo quella che era stata considerata una esperienza interessante di riuso di uno stabile lasciato par anni al degrado per dare una parziale risposta all'emergenza abitativa  è tornata ad essere solo uno stabile occupato abusivamente, un problema per la città cui, per  bontà loro, l'amministrazione comunale si dovrà occupare dando qualche tipo di ospitalità (quale?) tramite i Servizi Sociali ai soggetti “veramente bisognosi”.
SI SONO PERSI QUALCHE PASSAGGIO.
L'esperienza del Residence sociale, che ospita attualmente 200 persone, tra cui 72 minori e almeno 10 invalidi, è nata per dare una risposta alle famiglie che, sfrattate e in attesa di assegnazione di alloggio popolare, si erano viste sbattere le porte in faccia dal Comune sia rispetto alla possibilità di una assegnazione raccordata con i tempi di esecuzione dello sfratto, sia rispetto alle accoglienze temporanee da parte dei Servizi Sociali.  
E, parlando di numeri, non bisogna considerare solo le famiglie attualmente ospitate, ma anche le decine che hanno lasciato lo stabile dopo aver ottenuto l'assegnazione di un alloggio popolare e quelle già in lista per entrarvi con sfratti programmati nei prossimi giorni o settimane.
Questo è avvenuto con l'occupazione di uno stabile vuoto da otto anni, lasciato al degrado e alla microcriminalità,  con la sua risistemazione dal punto di vista edilizio che ne ha bloccato lo sfascio e senza creare problemi al quartiere circostante, il Corvetto, i cui cittadini si sono mostrati in molte occasioni solidali.
L'Amministrazione Comunale considera però lo sgombero del palazzo inevitabile e urgente e nulla ha fatto per consentire la prosecuzione dell'esperienza, possibilmente in forma legale, in via Oglio o in altro stabile.
Ma, soprattutto, nulla ha fatto per eliminare le cause che hanno determinato la nascita del “Residence Sociale”: ogni giorno e sempre di più le procedure di assegnazione delle case popolari non consentono un passaggio casa a casa alle famiglie sfrattate nemmeno dei casi più socialmente rilevanti e le accoglienze temporanee assicurate dal Comune sono insufficienti, inadeguate in quanto spesso fuori Milano e in condivisione, onerose per la collettività.
Per chiedere il blocco dello sgombero e del distacco della luce, la tutela delle famiglie che vi abitano  e l' apertura di una trattativa volta a consentire la prosecuzione dell'esperienza del Residence sociale finché non siano risolte le cause che ne hanno determinato la nascita

PRESIDIO GIOVEDI' 26 APRILE 2018 A PALAZZO MARINO, PIAZZA DELLA SCALA

COMITATO DI GESTIONE RESIDENCE SOCIALE ALDO DICE 26X1             
UNIONE INQUILINI MILANO

Aldo dice 26x1 Unione Inquilini presidio 26aprile a Palazzo Marino

 

 

Massimo Pasquini - Segretario Nazionale Uniine Inquilini
Aldo dice 26x1 deve essere sgomberato, al Comune progressista ha fatto risparmiare milioni di euro, è stato per conto del comune stesso parte del piano freddo ospitando senza fissa dimora inviati dal comune stesso.
Ora quella esperienza per il comune deve finire perché non è allineata ai cliche' moderni di un terzo settore che riceve valanghe di soldi per "ospitare" famiglie che resteranno a vita precarie perché il comune progressista e la regione moderna attuano politiche abitative di esclusione.
Se Aldo dice 26x1 avesse chiesto un milione di euro all'anno al comune sarebbe stato normale e allineato invece no questi Robin Hood del terzo millennio lo hanno fatto gratis autofinanziandosi.
Questo mentre a Milano sono 150 gli immobili pubblici vuoti e oltre 10.000 case popolari chiuse e lasciate nel degrado appositamente per essere merce di scambio con cooperative sociali e terzo settore unite con regione e comune nell'affossare il diritto alla casa e far diventare la precarietà abitativa un eldorado un business remunerativo.
Milano i cittadini tutti dovrebbero difendere l''esperienza di Aldo dice 26x1 invece assisterà supina a questo scempio civile e sociale.
Alla gente in fondo dagli una isola dei famosi e un vitalizio da abrogare che tutta felice si adegua.
In fondo i veri nemici di noi stessi siamo noi stessi.
In ogni caso grazie Aldo dice 26x1 perché hai dimostrato che un altro mondo è possibile ecco perché devi essere sgomberato non per qualche migliaio di euro di bollette elettriche.
Grazie davvero.

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