La provincia di Sondrio 27 genn04

La vertenza
Oggi al ministero incontro con l’azienda, i sindacati e gli amministratori locali
Caso Alitalia, Lunardi cerca una via d’uscita  

Passaggio difficile I cub denunciano: i confederali trattano con l’azienda

Roma É stata convocata per oggi alle 18.30 dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Pietro Lunardi, la riunione plenaria fra aziende e sindacati di verifica sulla situazione del trasporto aereo e dei vettori in vista della riunione conclusiva fissata per fine mese a palazzo Chigi. La seduta plenaria di oggi, cui sono stati convocati i vertici di aziende e sindacati, riunirà i due tavoli su cui si è lavorato in gennaio, l' uno sulla situazione del trasporto aereo in generale, l' altro sulla crisi dell' Alitalia. Il cda dell' Alitalia, l' 8 gennaio scorso, aveva sospeso sino al 31 gennaio prossimo l' attuazione di decisioni con un impatto sul personale che erano previste nel piano aziendale 2004-2006, proprio nelle more del confronto attivato presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La decisione di sospendere iniziative relative all' occupazione era stata presa nel corso dell' incontro governo-parti sociali del 29 dicembre 2003. All’incontro di oggi sarà presente anche la Regione Lombardia (con l'assessore alla Mobilità Massimo Corsaro). «Come noto - si legge in una nota della Regione - la Lombardia è da tempo è impegnata per trovare soluzioni che favoriscano la crescita armonica del sistema aeroportuale italiano, nella difesa dei livelli occupazionali, per lo sviluppo della compagnia di bandiera». «A giudizio della Regione - prosegue la nota - il problema non è un anacronistico scontro tra Milano e Roma, che finirebbe per non avere vincitori ma solo vinti, ma la capacità di una valutazione realistica delle opportunità di mercato, nelle loro articolazioni». Ma al tavolo dovrebbe sedere anche il Comune di Roma e la Provincia e la Regione che ieri, attraverso il sindaco Veltroni e i presidenti Gasbarra e Storace, hanno dato la disponibilità: «Siamo pronti a partecipare al tavolo della trattativa, come abbiamo già fatto in passato, e a rafforzare il coordinamento interistituzionale sul complesso del problema del trasporto aereo». Un segnale sull’atteggiamento con cui oggi le parti arriveranno al dialogo di oggi, potrebbe venire dalla posizione espressa ieri dal sottosegretario al lavoro Maurizio Sacconi. Per Alitalia, il governo - ha detto Sacconi - è pronto «ad utilizzare strumenti straordinari di accompagnamento degli eventuali esuberi, in modo che l' azienda venga risanata e messa nelle condizioni anche di realizzare le necessarie alleanze internazionali e nello stesso tempo nessun cittadino venga abbandonato a se stesso». Al tavolo i sindacati arriveranno divisi, con i confederali da una parte e i Cobas dall’altra. Secondo il Cub Trasporti di Fiumicino, «Cgil, Cisl e Uil, che si sono opposte alla assemblea aperta, stanno trattando sul piano presentato dall'amministratore delegato di Alitalia, e questo fatto non ci trova assolutamente d'accordo». I Cub hanno annunciato che da oggi verrà costituito un «presidio fisso»

al Leonardo da Vinci.

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Corriere on line 27 genn04  
Scioperi, Maroni prepara la svolta sui Cobas

Il ministro del Lavoro valuta la Possibilità à di aprire un tavolo con le organizzazioni di base

ROMA - Roberto Maroni non ha ancora deciso e sta valutando i pro e i contro. Nei prossimi giorni il governo potrebbe aprire ai Cobas. Dialogare con loro per tentare di arginare l’ondata di scioperi selvaggi nei trasporti. Il ministro del Lavoro procede con cautela. I sindacati confederali gli paiono impacciati e privi di iniziativa, i suoi leader timorosi davanti agli iscritti di Cgil-Cisl- Uil che continuano a scioperare con i Cobas. In più, sono in arrivo altre agitazioni promosse dai comitati di base: venerdì 30 gli autoferrotranvieri promettono di lasciare nuovamente a piedi i cittadini. E un problema di rappresentanza esiste anche nel trasporto aereo, non a causa di uno scavalcamento dei confederali, ma per una esasperata frammentazione delle sigle. Rispetto al rischio che la situazione sfugga di mano, Maroni pensa suo malgrado di agire. Anche perché non ha nessuna voglia di fare la fine del ministro Carlo Bernini, che nell’aprile del 1990, dopo un lunghissimo braccio di ferro, dovette capitolare ai macchinisti delle ferrovie riuniti nel Comu di Ezio Gallori. Il ministro leghista sa che è iniziata una lunga campagna elettorale e il Carroccio punta a intercettare il voto di protesta dei risparmiatori Parmalat e dei ceti colpiti dall’aumento dei prezzi. I Cobas hanno sicuramente un punto di contatto con l’elettorato leghista, si considerano come loro degli outsider e quindi almeno dal punto di vista psicologico sono omogenei. Ma è così anche dal punto di vista politico? In realtà, i Cobas degli autoferrotranvieri costituiscono un impasto abbastanza particolare nel quale convergono contestazioni da sinistra di Cgil-Cisl-Uil e spinte corporative tipiche del sindacalismo autonomo, ideologie anti-sistema e indifferenza alla politica. Molti dei loro leader dichiarano di non votare alle politiche da quando c’è il sistema maggioritario, altri hanno un itinerario politico che viene dall’estrema sinistra. Non a caso Liberazione , il quotidiano di Rifondazione, ha lanciato una sottoscrizione a sostegno degli autoferrotranvieri. Quindi sommare il popolo leghista con gli arrabbiati del tram è un’operazione facile a dirsi sulla carta, tutta da costruire nella realtà. Del resto, il precedente tentativo della Lega di sbarcare nel mondo sindacale con il Sinpa ha avuto risultati modesti.
Allargare l’area dell’elettorato potenziale della Lega non è l’unico obiettivo che Maroni sta valutando. Riconoscere i Cobas equivarrebbe a squadernare davanti all’opinione pubblica la crisi di rappresentanza dei confederali. Ben 24 anni dopo Gallori l’obiettivo dei Cobas di oggi è lo stesso: essere ammessi al tavolo nazionale del contratto, dal quale finora sono stati esclusi. La questione è urgente perché, paradossalmente, il negoziato deve aprirsi nelle prossime settimane, visto che il contratto rinnovato (e contestato) è già scaduto il 31 dicembre.
Cgil-Cisl-Uil temono la mossa di Maroni e in qualche maniera nei giorni scorsi hanno messo le mani avanti. In tv, durante la trasmissione di Marco Taradash Linea Rossa , il leader della Cisl trasporti Claudio Claudiani ha sottolineato che i Cobas complessivamente rappresentano meno del 5% degli autoferrotranvieri. E il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi gli ha dato ragione.
Per legittimare la sua mossa Maroni potrebbe ricordare una scelta che aveva fatto addirittura il governo di centro-sinistra capeggiato da Massimo D’Alema. Che, rinnovando il Cnel, il parlamentino del lavoro, riconobbe un seggio a Pierpaolo Leonardi, fondatore negli anni ’70 delle Rdb e poi dei Cub, una galassia che rivendica 700 mila iscritti, con forti presenze nel pubblico impiego, nei trasporti, nelle municipalizzate. «Il paradosso - dice Leonardi - è che noi non siamo mai stati convocati a un tavolo con il governo a Palazzo Chigi, mentre il Sinpa, un’organizzazione quasi inesistente, viene trattato con i guanti bianchi perché un bel giorno si è ricordato di firmare l’accordo del ’93 sulla politica dei redditi che noi invece contestiamo».
L’eventuale mossa di Maroni pro-Cobas garantirebbe stabilità al sistema delle relazioni sindacali nei trasporti? Il ministro non ne è ancora convinto, teme di legittimare una sorta di Fiom dei trasporti che non gli porterebbe vantaggi politici e per di più irrigidirebbe i negoziati. Un allargamento del ventaglio degli interlocutori, per assicurare governabilità e non solo nuovi posizionamenti elettorali, dovrebbe avvenire in piena trasparenza. Se si cerca un modello può essere utile quello del pubblico impiego, se non altro per le mille affinità. Lì vige la legge sugli scioperi, si vota e il risultato determina chi siede al tavolo e chi no. 

 Dario Di Vico Enrico Marro


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DICHIARAZIONE AL TG3 REGIONALE DEL 26 GENNAIO 2004
DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO ON. F. STORACE

“Io ho espresso preoccupazione per quelli che non sono qua a questo tavolo, tra l’altro l’Azienda minaccia sanzioni verso alcuni lavoratori ed è bene che queste cose non accadano, perché c’è bisogno di pace sociale. Detto questo, stiamo lavorando per tentare di aiutare i lavoratori a non uscire con le ossa rotte da questa vertenza.
Spero che si possa ancora tenere aperto un canale di dialogo.  
La tranquillità della riunione mi preoccupa ancora di più .“

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DICHIARAZIONE AL TG3 REGIONALE DEL 26 GENNAIO 2004 DEL SINDACO DI ROMA ON. W. VELTRONI  

“I sindacati ci hanno presentato un progetto, questo progetto prevede anche un forte insediamento su Fiumicino quindi noi lo seguiamo con attenzione ed abbiamo detto della nostra disponibilità a sederci al tavolo della trattativa di nuovo come abbiamo fatto il 29 dicembre, qualora fosse richiesto. “ 

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