UE: VERTICE varese; IN PIAZZA SOCIAL FORUM E SINDACATI BASE

cub A MINISTRI, CI STATE DERUBANDO DEL FUTURO

(ANSA) - varese, 11 LUG -
Centro presidiato dalle forze dell' ordine con un elicottero che ha sorvolato la zona per tutta la durata della manifestazione e negozi chiusi lungo tutto il percorso. varese temeva la manifestazione del Social Forum, organizzata contro il vertice dei ministri europei del Welfare, ma tutto si e' risolto con un corteo allegro con canti e balli di alcune centinaia di persone.

I negozi del centro e delle vie dove la manifestazione e' passata sono stati chiusi alcune ore prima dell' inizio del corteo e per questo motivo i manifestanti hanno piu' volte gridato lo slogan: ''varese non temere la nostra protesta ma le loro decisioni'' con chiaro riferimento al vertice dei ministri del Welfare europei riuniti da due giorni a varese. Un altro slogan cantato piu' volte dai manifestanti e' stato anche quello per la difesa delle pensioni: ''le pensioni sono un diritto non un regalo''.

Alla manifestazione oltre ai giovani del Social Forum, dell'Arci e di alcuni esponenti dei partiti della sinistra hanno preso parte anche i sindacati di base che gia' questa mattina avevano organizzato una manifestazione a varese e che avevano inviato una lettera aperta ai ministri e, in particolare a quello italiano, Roberto Maroni, nella quale chiedevano esplicitamente di ''non toccare le pensioni''. ''Sapete di non avere il consenso dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani - si legge, fra l'altro, nella lettera firmata dalla Confederazione unitaria di base (Cub) - a cui avete reso la vita impossibile con la precarieta'. Spudoratamente ci state derubando della Possibilità a' di decidere del futuro nostro e dei nostri figli''.(ANSA).

 

Corriere della Sera – Lombardia 12 luglio 2003

No global, corteo dimezzato

Varese, in 300 sfilano contro il vertice dei ministri Ue. Delusi gli organizzatori


VARESE - Ore 17: tutti i negozi del centro, salvo rarissime eccezioni, abbassano le saracinesche, con 90 minuti di anticipo sul passaggio del corteo no global dal quale temono lo scatenarsi di frange violente. Ore 20.30: la manifestazione contro il summit degli euroministri del welfare si conclude, i circa 300 partecipanti lasciano la piazza senza che sia avvenuto il minimo disordine. O meglio: un piccolo parapiglia esplode sul finire della manifestazione, ma viene provocato da sei skin heads che cercano di entrare in contatto con i manifestanti: sono prelevati dalle forze dell'ordine e portati in questura prima ancora che possano nuocere.
La giornata in cui Varese avrebbe dovuto dimostrare il suo senso di ospitalità verso i rappresentanti dei 31 Paesi presenti al vertice si risolve in una sorta di psicosi collettiva: addirittura già dal mattino, alcuni negozianti del centro chiudono i battenti.
La paura, alla fine, si è rivelata esagerata: i 300 partecipanti al corteo non hanno nemmeno imbrattato un muro e il numero di quanti hanno sfilato contro lo smantellamento dello Stato sociale alla fine ha deluso gli stessi organizzatori. «I Social Forum della provincia hanno risposto - commenta Maurizio Fantoni Minnella, uno dei promotori - ma da fuori la partecipazione è stata bassa». Assenti all’appello i partiti della sinistra (tranne Rifondazione), i sindacati, quasi tutto l’associazionismo cattolico. Qualche «rinforzo», ma minimo, è arrivato dai centri sociali di Milano.
Grande lo schieramento di forze dell’ordine, anche se la presenza fastidiosa è stata quello di degli skin heads. Ultimi brividi in chiusura di corteo, quando una decina di manifestanti dei centri sociali ha tentato di sfondare il cordone di polizia per avvicinarsi a Palazzo Estense, dove i ministri europei stavano affluendo per la cena di gala. La frangia è stata bloccata dagli altri componenti del corteo.
In mattinata, sempre nel centro, c’era stata la manifestazione dei Cub e dei Cobas, i sindacati di base intenzionati a raggiungere Villa Ponti, sede del vertice, per consegnare un volantino ai ministri. La polizia lo ha loro impedito, ma in tre hanno beffato i controlli raggiungendo Villa Ponti con un autobus di linea.  

Claudio Del Frate   

.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.

“Il giorno” 12 luglio 2003

VARESE —
Un corteo composto e colorato, che ha smentito i timori e le perplessità della vigilia. Circa 300 persone hanno sfilato ieri pomeriggio nel centro di Varese per la contromanifestazione no-global che ha preceduto la cena di gala a Palazzo Estense coi ministri del Lavoro Ue. Al grido di «dignità globale, più sociale meno capitale», i manifestanti sono partiti alle 18.30 da piazza Monte Grappa e si sono diretti verso le stazioni. Qualche fischio sulle note di «Bella Ciao» di fronte ai negozi di McDonald, ma nessuna tensione lungo il percorso, a parte un tentativo di sfondamento subito bloccato dalle forze dell'ordine a manifestazione ormai conclusa. Dunque, le paure di scontri in città che nelle ultime ore avevano seminato i maggiori sospetti sono state smentite. Tuttavia, già dal primo pomeriggio di ieri Varese viveva in una atmosfera surreale. Negozi e bar chiusi (dopo le 17 quasi tutti quelli dell'isola pedonale), posteggi liberi in tutta la zona a ridosso del centro. «Un allarmismo creato ad arte?», si è chiesto in piazza il presidente dell'Arci, Giuseppe Musolino. Che poi ha tracciato un bilancio dell'incontro. «Non potevamo aspettarci più persone, si tratta di una manifestazione provinciale - ha spiegato -. E poi lo stesso movimento non ha tutto l'interesse a fare manifestazioni-fotocopia: il vertice europeo di Varese non ha avuto nemmeno vasta eco a livello nazionale». Rammarico, comunque, per la chiusura dei negozi. «Dobbiamo avere più dialogo con la città», ha concluso Musolino. Ieri mattina, intanto, un'altra manifestazione organizzata dai Cub ha attraversato le vie del centro contro il summit di Villa Ponti.

 
Alessandro Franzi

Share this post
FaceBook