Il rinnovo dei ccnl tessile abbigliamento calzaturiero dell'industria avviene in una fase di pesante attacco alle condizioni di vita dei lavoratori e dei ceti popolari. Siamo dentro una crisi del modello di sviluppo le cui conseguenze sono ancor più amplificate dalla politica fallimentare dei sindacati confederali.

 

Rivendicazioni che partano dai problemi dei lavoratori.

Aumenti salariali veri

Ridurre l'orario di lavoro per il diritto al lavoro

Garantire i diritti a tutti i lavoratori

Dal 1993 ad oggi i lavoratori hanno perso ben oltre il 20% del potere di acquisto del loro salario reale e ogni giorno che passa fa crescere la perdita in maniera esponenziale. La stessa Banca d'Italia, organo non certo sospettabile di spiccate simpatie per i lavoratori, dichiara che dal 1992 al 2012 le retribuzioni sono diminuite di oltre il 15%.

Nel contempo le ricchezze prodotte sono andate nelle tasche dei padroni e della rendita speculativa. I soldi dunque ci sono e devono essere ridistribuiti.

La responsabilità à di questa crisi, non la si può addebitare ai lavoratori. La speculazione finanziaria è generata dal sistema capitalista che dimostra, ancora una volta, di non poter garantire ai lavoratori una vita dignitosa e realmente libera. Tutto questo si ripercuote anche nel settore tessile e abbigliamento che è ormai in una crisi definitiva da molti padroni irreversibile, mentre il settore calzaturiero ancora tiene, in particolar modo nel prodotto di élite.

Reddito e lavoro devono essere l'asse portante di una piattaforma alternativa a quella di Cgil Cisl Uil per i rinnovi contrattuali.

 

AUMENTO SALARIALE Aumento dei salari nella misura di € 300 mensili uguale per tutti, per difendere e aumentare il potere d'acquisto, per sostenere la domanda interna e avviare un percorso di avvicinamento ai salari europei.

RIDUZIONE ORARIO DI LAVORO Contro il dilagare della disoccupazione è necessario rivendicare la riduzione d'orario di lavoro a parit di salario per ridistribuire il lavoro che c'è. Senza la riduzione dell'orario di lavoro l'occupazione continuer a calare; stante l'attuale caduta della produzione ci vorranno dieci anni per tornare ad un numero di occupati uguale a quello del 2007.

ABOLIZIONE DEL PRECARIATO Abolizione del lavoro precario e trasformare i rapporti precari in rapporti di lavoro a tempo indeterminato per dare lavoro stabile e tutelato superando la contrapposizione tra lavoratori utilizzata dai padroni per sfruttare di più e pagare di meno.

 

Occorre anche prevedere l'assunzione dei lavoratori delle cooperative da parte dell'azienda appaltante, laddove il rapporto intercorrente si configura come un vero e proprio appalto di manodopera.

 

NO ALLO SCIPPO DEL TFR Cgil-cisl e uil, e padroni tentano di rendere obbligatoria l'iscrizione ai fondi pensionistici di categoria e l'utilizzo del TFR come strumento di finanziamento per tali fondi.

Il TFR è salario differito e perciò deve rimanere a disposizione del lavoratore e le pensioni devono essere garantite dallo stato e non da fondi integrativi categoriali

DEMOCRAZIA SINDACALE Va affermata nei contratti una vera democrazia sindacale a partire dal riconoscimento della pari dignit e pari diritti per tutti i sindacati e piena democrazia per tutti i lavoratori. Sulla base di queste considerazioni generali possiamo così schematicamente riassumere i punti della nostra piattaforma per i contratti del settore in scadenza.

 

IL RINNOVO DEL CONTRATTO DI LAVORO VA ACCOMPAGNATO AD UNA BATTAGLIA DA SVILUPPARE ASSIEME AI LAVOTRATORI DELLE ALTRE CATEGORIE PER:

 

  • annullare le leggi che cancellano i diritti e la democrazia nei luoghi di lavoro e il diritto alla contrattazione collettiva (l'art. 8 D.L. 138/2011).
  • approvare una legge sulla rappresentanza, per garantirei requisiti del pluralismo sindacale e della rappresentatività ;
  • ridurre le tasse su salari, stipendi e pensioni e spostare il carico fiscale sui redditi più alti.

 

Cub Tessili

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