Oggi una nutrita delegazione di educatrici comunali aderenti alla Cub è stata ascoltata dalla 5^ COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE Cultura, Istruzione, Sport, Turismo, Tempo Libero, Gioventù convocata sulla situazione della scuola comunale.


L'Assessora Antonietta De Martino e Giuseppe Nota, Direttore della Divisione Servizi Educativi, hanno fornito una quadro complessivamente desolante della situazione.
Con rigore malthusiano, sostengono una politica di mera manutenzione dello stato di cose esistente, fondando la propria azione solo su alcuni dati che la confortano.
Li riassumiamo: invecchiamento della popolazione; riduzione radicale del numero di donne in età fertile; calo complessivo dell'indice di natalità; progressivo invecchiamento del personale della scuola comunale.

Forte di questi indicatori e omettendo accuratamente altre necessarie informazioni, la politica del Comune di Torino si riduce ad accettare la situazione esistente, in spregio alle ripetute dichiarazioni inneggianti alla partecipazione e all'ascolto dei soggetti sociali.
Ci sono tuttavia altri dati che è bene sottolineare e che la CUB ha voluto illustrare alla Commissione consiliare.
L'amministrazione comunale sa bene che il 62,7% dei bambini che avrebbero titolo ad andare in un nido NON ne usufruisce. Ovviamente la scelta dei genitori può avere molte ragioni ma certamente sulla decisione incide l'elevato costo del servizio che, nei fatti, è pagato dall'utenza, mentre l'investimento dell'ente locale è irrilevante.
Solo il 14,8% dei bambini frequenta un nido comunale, mentre il 22,5% delle famiglie si rivolge ai nidi privati a vario titolo, visto che privati sono anche quelli in appalto per il Comune.
La CUB rileva che, nei fatti, l'intero sistema dei nidi o è privato o è fornito a condizioni analoghe a quelle del settore privato.
Basterebbe una politica volta a garantire il diritto al nido comunale per vedere un accrescimento importante del numero di bambini che ne usufruiscono. Quello al nido è un bene collettivo da difendere.

È pertanto necessario garantire un servizio pubblico gratuito o, comunque, a condizioni tali da renderlo frequentabile a tutta la popolazione e, a questo fine, è indispensabile una dotazione di personale in misura adeguata alle necessità. È inconcepibile che, ad oggi, il comune preveda di assumere 1 (solo una) educatrice nell'anno scolastico 2021/22. In questo modo nemmeno la copertura del normale turn-over sarebbe garantita.
Si tratta di una prospettiva che non possiamo accettare, contro la quale la CUB si mobilità con forza e determinazione:
domani, 19 ottobre alle 15,30 saremo numerose in Piazza Palazzo di Città nell'ambito della prevista manifestazione in difesa dei beni comuni venerdì 25 ottobre le educatrici aderiscono alla sciopero indetto dalla CUB (già si prevede la chiusura di diversi nidi), e parteciperanno alla manifestazione che partirà dalle 10 da porta Nuova

Per la CUB Pubblico Impiego
Giulia Bertelli
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