Ci provavano da anniI rettori precedenti non ci erano riusciti. Il Rettore Rizzuto porta a termine il percorso, grazie all’operato del Direttore Generale Scuttari, già protagonista della Fondazione Ca’ Foscari.

Anche per l’Università di Padova la strada è spianata verso la privatizzazione. Le attività più redditizie e remunerative verranno spostate alla Fondazione, seguendo l’esperienza di Venezia Ca’ Foscari.
Con la decisione del CdA di ieri prende forma l’avventura. Già deliberato il primo trasferimento di competenze fuori dall’Università, a favore del nuovo soggetto, la gestione dei Master (Progetto Academy), con conseguente finanziamento di 300.000 euro che escono dalle casse dell’Università per passare alla Fondazione.
E’ solo un assaggio. Arriverà presto il trasferimento della ricerca applicata, la gestione dei brevetti, il conto terzi, cioè tutto ciò che costituisce introito, di fatto privatizzando gli utili e lasciando alla gestione pubblica le spese.
A subirne il danno maggiore sarà il personale universitario che da questa operazione non trarrà alcun beneficio. La ricerca dentro la Fondazione seguirà le direttive del committente privato, mentre nell’Università gli introiti da conto terzi diminuiranno, impoverendo in particolare il personale tecnico-amministravo.
La CUB dice NO alla Fondazione. Manteniamo pubblica l’Università. Tutta la comunità accademica dovrebbe opporsi a queste operazioni dannose per la collettività, che fanno gli interessi dei poteri economici e delle lobby.

Padova, 25.09.2019

CUB-Padova
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