La grave vicenda che ha visto protagonisti il prof. Davide Trotta, docente di lettere nel corso serale dell’Istituto Sommeiller di Torino, e il suo Dirigente scolastico, Giovanni Paciariello, ha toccato provvisoriamente il fondo.

Il dott. Paciariello infatti, non contento di aver in più occasioni interrotto l’attività del giovane collega, di aver tentato di ridicolizzarlo difronte ai suoi studenti, di averlo colmato di “attenzioni” perseguendo il suo personale obiettivo di coglierlo in fallo per punire chi non aveva piegato la testa ma rivendicava i propri diritti e cercava di affermare la propria dignità personale e professionale, ha deciso di sanzionare il docente per ognuno degli addebiti mossigli.

Ricordiamo che quel DS, laureato in giurisprudenza, aveva dapprima contestato al prof. Trotta la sua conoscenza del Boccaccio e poi, di fronte alle rimostranze di questi e assalito evidentemente da smania persecutoria, aveva proceduto con tre ulteriori contestazioni di addebito avviando ben quattro procedimenti disciplinari nei confronti dello stesso docente, nell’arco di appena 12 giorni, per questioni che noi riteniamo di nessun rilievo o addirittura pretestuose.

Per certi versi l’operato del dott. Paciariello somiglia a quello di molti suoi colleghi e cogliamo l’occasione per denunciare l’insostenibile aumento di procedimenti disciplinari, avviati per futili motivi, nelle scuole torinesi.
Egli però vi aggiunge un tocco di originalità.
Per meglio comprendere è utile ricordare che costui non è nuovo all’uso di pratiche persecutorie:come riportato dagli organi di stampa, a fine novembre 2018 il dott. Paciariello è stato infatti condannato in primo grado a un anno di reclusione per stalking ai danni di una religiosa ultrasettantenne.
Ci chiediamo perciò per quale motivo sia ancora consentito l’esercizio di un qualunque potere ad una persona che, evidentemente, non comprende i limiti che separano la legittimità dall’arbitrio e perché l’Amministrazione permetta che un tale modo di intendere la gestione della propria scuola crei scompiglio, distolga le persone dal loro lavoro e ne turbi l’esistenza, getti discredito sull’intera istituzione.

Per quanto ci riguarda, la CUB Scuola Università Ricerca intende la battaglia in difesa del prof. Trotta come imprescindibile difesa della dignità sua e di ogni altro lavoratore, perciò procederemo al suo fianco in ogni sede e con tutti gli strumenti a nostra disposizione.

Torino, 26 aprile 2019 

CUB-Scuola Università Ricerca

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Pier Paolo Pittavino licenziato per ragioni politiche a causa di UNA NORMA CONTRATTUALE SCELLERATA firmata da CGIL CISL UNI GILDA e SNALS.

 

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