Ha molto colpito il fatto che un mese addietro, in occasione della grande manifestazione NO TAV dell'8 dicembre, la CISL non abbia trovato di meglio da fare che chiedere di sanzionare un gruppo di vigili del fuoco che hanno sfilato in divisa anche per affermare il rifiuto di essere utilizzati come polizia ausiliaria contro i cittadini che affermano le proprie ragioni.

Siamo, insomma, in presenza di un "sindacato" che, in luogo di difendere i diritti e le libertà dei lavoratori, pretende il monopolio della "rappresentanza" che lo vogliano o meno.
Evidentemente vi è nella CGIL siciliana chi vuole emulare i comportamenti dei colleghi cisalpini. Per fare un caso, all'Istituto Comprensivo G. Galilei di Grammichele, in provincia di Catania, una "dottoressa" della FLC CGIL, così si definisce, chiede al Dirigente Scolastico della Scuola di non convocare la CUB al tavolo della Contrattazione di Istituto dato che ciò, a suo avviso, "non sarebbe consentito" dal Contratto.
Dimentica, o finge di dimenticare, che la Cub in quella scuola è il sindacato più votato alle elezioni per le Rappresentanze Sindacali Unitarie e che la Cgil, da almeno tre tornate elettorali, non conquista a Grammichele alcuna RSU e che non risulta che in quella scuola ci sia un comitato degli iscritti a quel sindacato.
Allora si fa la scelta della "guardia al bidone", e quando parliamo di bidone ci riferiamo a un contratto che non ha recuperato quanto perso in molti anni dai lavoratori della scuola.
Per questi signori occorre fermare la sovversione, occorre fermare la Cub.
La logica è impeccabile, la Cgil non esiste in quella scuola e, in virtù della sua non esistenza, vuole che la Cub, riconosciuta e votata dai lavoratori, sia tenuta lontana dalle relazioni sindacali.
Il DS balbetta e vorrebbe escludere dall'informazione la Cub.
Se ne stiano tranquilli DS e sconcertati concertativi.
Noi da sempre accompagniamo in sede negoziale le nostre Rsu che ce ne fanno richiesta e continueremo a praticare i nostri diritti, SE NE FACCIANO UNA RAGIONE!


Torino 7 genn. 2019

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