Di fronte alla scelta del governo di concedere ai dirigenti scolastici un aumento retributivo di 440 euro netti mensili e tutti in paga base, mentre al personale ne vengono offerti 85 lordi e dunque intorno ai 50 netti, parte dei quali destinati a finanziare il fondo pensione integrativo della categoria e la parte variabile della retribuzione -quindi non garantita a tutt*- è legittima la domanda se al Ministero dell’Economia e delle Finanze e quello dell’Istruzione, Università e Ricerca non si sia insediato un gruppo di amanti degli scherzi di cattivo gusto.
E’ evidente, infatti, che quando si offre al personale della scuola un contratto che non si può che definire miserabile non è, francamente, elegante premiare i quadri intermedi dell’amministrazione in questo modo.
Ci pare evidente che il governo si propone con questo aumento di consolidare la tradizionale fedeltà dei dirigenti scolastici nel momento in cui devono gestire una scuola attraversata da crescenti tensioni.
La Cub Scuola Università e Ricerca non vuole però assumere una posizione pauperista, riteniamo quindi assolutamente giusto riconoscere gli aumenti di stipendio previsti ai dirigenti scolastici, purché al personale si riconosca quantomeno un incremento di stipendio nell’ordine dei 300 euro netti mensili in paga base.
Come si può ben vedere riconosciamo l’opportunità di un incremento di stipendio maggiore della media ai dirigenti scolastici e ci attendiamo di conseguenza che la nostra richiesta, che alcuni giudicheranno moderata, verrà accolta senza difficoltà dal Governo e dai sindacati amici del Governo.
Torino, 26 OTT 2017
Per la CUB Scuola
Il Coordinatore Nazionale
Cosimo Scarinzi
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