L'anno scolastico 2017/2018 nella scuola secondaria superiore della provincia di Torino l'orario di lavoro di 1500 insegnanti è stato d'improvviso portato da 18 a 20 ore. Com'è avvenuto un cambiamento così rilevante e che coinvolge tanti insegnanti?  Molto semplicemente 3000 ore dei cosiddetti "spezzoni" inferiori alle sei ore sono state spalmate sull'orario di lavoro delle colleghe e dei colleghi coinvolti*.


Sembrerebbe quindi che noi siamo di fronte a una mera operazione tecnica :c'è un certo numero di ore per le quali non sono previsti insegnanti nell'organico della scuola e quindi queste ore vengono distribuite fra personale già presente.
Proviamo però a considerare la cosa con un approccio meno abitudinario, se dividiamo 3000 ore per 18, e cioè per l'orario contrattuale per gli insegnanti, scopriamo che corrispondono a 166 potenziali posti di lavoro.
Sarebbe quindi possibile stabilizzare del personale al fine di garantire tutte le ore di insegnamento, fra l'altro spendendo persino di meno.
Perché allora non si fa così? Proponiamo un'ipotesi: a una categoria che ha perso più del
10% della propria retribuzione negli ultimi anni e per la quale non sono previste risorse per dare aumenti reali col prossimo contratto si offre la possibilità, ovviamente solo ad alcuni, di recuperare - pressappoco - quanto perso in questi anni allungandosi l'orario.

CONTRO QUESTA LOGICA:
- chiediamo alle assemblee sindacali e ai collegi docenti di esprimersi con forza contro questo tipo di operazioni
- ai singoli colleghi di rifiutare le ore aggiuntive, certo non perché ci accontentiamo delle attuali retribuzioni ma proprio perché siamo convinti che col prossimo contratto si debbano conquistare finalmente consistenti aumenti retributivi.

•Cosa sonogli'spezzoni'? Sono leore che avanuno dopo che si sono costituite lecattedre a 18ore. e elle la normativa prevede, quando sooo infetiori a 6 or•,elle vengano offerte al perSOflalt int•mo e, se non sonoaccettate, al personale precario .

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