Quando la maggioranza di una RSU firma un accordo, qualsiasi esso sia, la minoranza che ha sottoscritto il protocollo del 10 gennaio 2014, non potrà più scioperare contro di esso; in caso contrario rischia  sanzioni economiche e disciplinari per il sindacato e i suoi delegati.


Questo è quanto prevede il Testo Unico sulla Rappresentanza siglato il 10 gennaio 2014 tra da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria.
Chi non aderisce al Testo Unico mantiene intatta la libertà di sciopero ma non potrà più far parte delle RSU e perderà, di conseguenza, le cosiddette agibilità sindacali: permessi, possibilità di richiedere assemblee retribuite, bacheca sindacale. Ciò a meno che non abbia la forza di costituire, contro l'azienda e i sindacati della RSU, una RSA.
Contro questo accordo corporativo che mira a limitare i movimenti dei lavoratori e dei loro rappresentanti si è scagliata la sola CUB che si è rifiutata di recarsi a Canossa a piedi scalzi, di passare sotto le Forche Caudine in segno di sottomissione e di consegna delle armi, lo sciopero, senza gridare allo scandalo.
Ovviamente questa scelta, sul piano nazionale, segue quelle diaboliche sulla scuola, sull’università, sulle pensioni, sull’impianto Costituzionale del nostro paese messo in discussione,  ecc,

Poi ci sono i punti dolenti di casa nostra; l’università e la ricerca e in particolare l’Università di Salerno: la didattica che non funziona, gli studenti che sono bistrattati, la mancata distinzione e valorizzazione del personale tecnico che lavora rispetto ai lavativi che, probabilmente, hanno dimenticato cosa sia il lavoro, l’ostinato silenzio del rettore su questi aspetti, il caso Ruggi recentemente balzato alla cronaca.

La CUB dell’ Università di Salerno, settore della  più ampia anima che nella CUB racchiude tutto il Pubblico Impiego vuole rappresentare tutti coloro che vorrebbero migliorare l’Ateneo ma sono costretti al silenzio, tutti coloro che sgobbano ma si trovano sullo stesso piano di chi si impegna, nel migliore dei casi, un’ora al giorno con la complicità silenziosa del proprio capo.

 

La CUB Università è al fianco di coloro che vorrebbero un Ateneo migliore, più vivibile, più umano capace di far conciliare diritti e doveri.

Crediamo  sia giunto il momento di fare una riflessione sugli errori commessi nel passato e non pensare alle proprie sedie o poltrone ma ai lavoratori che sono stanchi di una politica che pensa ai propri interessi personali; tanto che ha eliminato i diritti degli stessi lavoratori.

Per i problemi sopra indicati  vi chiediamo il consenso ma non  l’iscrizione. Almeno per il momento.


Salerno 23 10 2015


CUB SUR Settore Università e Ricerca - Salerno




FaceBook