Cub Sanità - Un’anziana Milanese, incontrata al Bar interno mentre parlava dell’atteso arrivo di Mr. B. diceva a un’altra: “nà fà pùse’ lù che’el Bertold e adess l’è chì cui Giurnalista. S’el ghe fa chi ? Chè parlen dè nùm piuttost, di noster cundisiun, de quei dè la nostra famiglia e di lauradur. Alter che  surpres, ch’el derva un oec!”
*… “ne ha fatte più Lui che Bertoldo e adesso è qui coi Giornalisti. Cosa ci fa qui ? Che parlino di noi piuttosto, delle nostre condizioni, delle nostre famiglie e dei lavoratori. Altro che sorprese, che apra un occhio!”

 
Non se né abbia il nostro mr. B. da buon Lombardo e di grande umore ma come non comprender questo simpatico stupore o chi tra le lavoratrici e i lavoratori la pensa a modo suo, sentendo sulla pelle ciò che sta accadendo nel Settore a causa di quanti si succedono al Governo, de-legiferando sui diritti del lavoro, Welfare, Salute e altro … senza gettar davvero un “occhio” nel Settore ?
 
Qui, nel Socio-Assistenziale, a differenza che nella Sanità (casi S.Raffaele, S. Rita, Maugeri) dove la Stampa ha scritto si sia giocato anche sulla pelle degli ammalati o su rimborsi DRG gonfiati, la sopravvivenza si gioca sul numero dei biscotti per il latte, sul costo della giornata alimentare, sul numero dei lavoratori in turno sia di giorno che la notte … sui costi vivi, essenziali e del lavoro.

Ì lavoratori che hanno scelto anzitutto per passione questa dura Professione, loro si che da tempo si sentono davvero “condannati” e a vita, a lavori socialmente utili, qui in un Settore dove il salario e la salute propria sono in ostaggio tra i costi vivi e del lavoro e i sacrosanti diritti degli ammalati e delle famiglie che pagano caro e di tasca propria ciò che lo Stato non garantisce più.
    
Recenti dati ufficiali affermano che la spesa media Europea di Fondi per la non autosufficienza di anziani e disabili è superiore ben del 31% a quella Italiana.
 
Mr. B. sa bene che dal 2008 al 2011 e in poi i Fondi per le politiche sociali sono stati ridotti c/a del 78%, col quasi azzeramento infine anche di quelli già allora scarsi per le non-autosufficienze, le Leggi Regionali cui lo Stato delega materia, han peggiorato poi la situazione: siamo quindi prossimi all'impossibilità di garantire i livelli minimi di assistenza dei più deboli e bisognosi.

Qui i/le lavoratori/trici, entrano in gioco, sopperendo con la loro pelle alle lacune dello Stato !

Da ASA ISF, in distacco sindacale senza stipendio della Fondazione, a titolo di Segretario CUB posso affermare che in via generale, sul territorio Nazionale l’attività dell’ASA, pesante, ripetitiva per decenni, eseguita mentre necessita vigilare e accogliere le richieste dei numerosi ricoverati compresenti, comporta spesso infortuni, stress e malattie professionali a carico del rachide, al punto tale a volte anche di non far giungere loro alla pensione, quindi con rilevanti successivi costi pur sempre a carico della collettività che dovrà pur farsi carico di queste persone in qualche modo.

E fa sorridere quasi che fosse opera del fato, che l’affidamento all’ISF di mr. B., 4 h la settimana, 16 al mese per i 10,5 mesi previsti faccia 168 ore … 3 in più di quelle mediamente lavorate dalle centinaia di migliaia di Operatori retribuiti 1.327,86 E. lordi al mese (un nuovo assunto ASA) e ciò intendiamoci, qui in Fondazione ISF, fiore all’occhiello del Settore perché altrove, con le Cooperative spurie o meno spurie -qui sì che ha avuto “occhio” Lei oltre che noi- per altri versi è peggio …


… e in questa situazione che pare sur-reale Vi accogliamo e ci attendiamo quale sorpresa, “l’occhio nel piatto”, Suo
e della Stampa per un cambio di rotta nel Settore. 


09/05/2014 

 

CUB Sanità

 

 

 


 

 

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