Lavoratrice e lavoratore se vuoi informarti bene sui rischi e sulle ricadute dell’effetto ombrello sia sul tema premi che

sulla “scadenza CIA” e sulla conseguente prospettiva di applicazione dell’UNEBA base per tutte/i, con pesanti conseguenze sia per gli UNEBA che per gli ARIS, vieni in Assemblea e in quella sede ti diremo anche come CUB intende tentare di impedire lo sfacelo.
Pessima discussione “estiva” quella sul tema premi UNEBA & ARIS Aziendali a cui ha partecipato anche la CUB … che però diversamente a tutti gli altri sindacati non ha firmato poi l’Accordo. Perché?
Presto detto: in ISF esistono 2 Premi, 1 per i lavoratori UNEBA -che necessita davvero di un Accordo sindacale sui criteri per essere erogato- l’altro per chi, assunto prima del 31 Marzo 2008 gode con l’ARIS di alcune “condizioni individuali di miglior favore” e che sul tema Premio, grazie all’Art. 65 CCNL ARIS, per ottenerlo (pieno o decurtato) non necessita di ulteriori Accordi. L’Art. 65 CCNL ARIS, prevede infatti il pagamento del Premio in base alle presenze/assenze e va applicato cosi come è, salvo che un qualche sindacato lo modifichi con un Accordo interno pretendendo poi –sindacati & Azienda- che il nuovo Accordo sia applicato anche ai lavoratori non iscritti ai firmatari dell’Accordo … ovvero anche a coloro che non gli avevano assegnato alcun esplicito mandato a firmare in nome/conto loro.
Ciononostante, in nome di ipotetici -e non certi- sgravi fiscali sui soldi che giungeranno ai lavoratori, ISF ha preteso e ottenuto da delegati e OOSS di: cgil-cisl-uil, fials, adl e cobas pi, ben 2 Accordi, 1 per UNEBA e 1 per ARIS e a CUB pare giusto dovervi dire che mai dalla depubblicizzazione ISF a oggi si era toccato sul piano del metodo sindacale un punto così basso: a dirne 1 per tutte, i lavoratori vengono a conoscenza di quest’Accordo a cose fatte.

QUESTA AZIONE SINDACALE VA BOCCIATA NEL SUO METODO ANCOR PRIMA CHE NEL MERITO: Infatti l’Accordo di per se POTREBBE non essere problema:

1) perche CUB pur non firmando ha contribuito a portarne i contenuti per gli UNEBA al meglio e le penalizzazioni al minimo,
2) perché grazie a CUB i lavoratori ARIS (non iscritti ai sindacati e alle RSU firmatarie) POTRANNO se lo vogliono, scrivere in tempo utile alla Direzione, dicendo NON IN NOME MIO e quindi già in Assemblea VI illustreremo il modulo da leggere, compilare e semmai inviare a Direzione ISF o tramite Raccomandata r.r. o da consegnare all’Ufficio Protocollo copia ricevuta, tenendone una copia da consegnare anche alle RSU CUB: Gabelli E., Costa R., Regina A., Sanna L., Amato F. Vantaggiato F. Marinaro. F..

Da 3 anni la CUB lancia un allarme che pare inascoltato dagli altri sindacati e dai molti lavoratori, che appaiono già vinti o forse confusi dalle 1000 voci, nel mentre ancora oggi circolano deliranti volantini a firma dei “soliti noti” che attribuiscono al sindacato, la responsabilità (inesistente per Legge) del fatto che ISF (in suo diritto) abbia a suo tempo deciso di applicare in Sacra il CCNL UNEBA e/o attribuisce ai firmatari dell’Accordo (ponte come qualcuno lo chiama), la responsabilità del fatto che “a fine 2019 siamo ancora nella medesima condizione di quel famoso fine 2016”.
La CUB afferma: è vero che quella la situazione, oggi si ripropone, ma è anche vero che tutti (i pifferai compresi) già lo sapevano nel 2016 che si sarebbe riproposta poiché l’Accordo voluto e ottenuto dalla CUB, servì allora proprio per impedire che in una settimana si consumasse la stessa tragedia che ora si ripropone ma serviva anche affinché nei 3 anni successivi si potesse giungere preparati tutti, ma proprio tutti, sul piano sindacale, al successivo appuntamento col ricatto a firma ISF.
Inutile oggi quindi tornare sulle le ragioni dell’Accordo che ci ha salvato a poco prezzo per 3 anni, il problema vero semmai è che oggi non sta affatto accadendo un ragionamento sindacale collettivo quasi che nessuno abbia al 1 posto nel suo cuore quegli oltre 1000 lavoratori (per CUB colleghi) vecchi assunti, prova ne è infatti che ancora oggi, circolano solo “chiacchiere” e calunnie non certo utili ai loro interessi.
3 anni fa, la CUB non vide (poiché non esisteva) un diverso modo per venirne fuori in piedi ma in questi 3 anni, la CUB non ci ha dormito sopra e oggi, diversamente da chi ci dorme o ci starnazza ancora, la CUB una qualche buona idea in testa ce la ha.
La CUB da sempre e come sempre se dice una cosa poi la fa o perlomeno poi ci prova e quindi lavoratori invece che piangervi addosso e o dar retta alle solite chiacchiere da Pifferai, meditate, meditate e meditate in modo urgente.
Mai come oggi, la CUB ha necessità di Voi e Voi tutte/i, della CUB poiché … … dopo una pessima fine Estate, l’inizio Autunno sul tema “disdetta CIA” si prospetta ancora peggio.
(ndr) perché ne arriva uno nuovo !
Ma noi di CUB siam quelli che NON MOLLAN MAI.
Nel 1 incontro di trattativa sul rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale Sacra Famiglia ha detto chiaro che:
1) Intende eliminare ARIS e fare un integrativo che abbia come base l’UNEBA base,
2) Ridiscutere (leggi eliminare) la parte normo-economica su malattia, maternità, ferie, infortunio, indennità di presenza, percentuali sui festivi, STR, premi, 36 Ore e Ferie.
3) il passaggio degli ARIS ad UNEBA andrebbe a loro delirante ipotesi, in vigore senza riconoscimento alcuno nemmeno dell’Allegato 2 ovvero senza il salvataggio delle 36 ore, delle ferie in più e degli attuali (4) soldi in più percepiti dagli ARIS rispetto a UNEBA.
Se questa è la posizione e la proposta che ISF porterà ancora al prossimo incontro per il rinnovo del CIA, la CUB dichiara fin d’ora che non ci sta e che lotterà perché i lavoratori mantengano i loro precedenti diritti ed anche gli acquisiti poiché è ora di smetterla di far pagare ai lavoratori i pessimi errori o i pessimi progetti del padrone.


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Milano 18/09/2019

CUB Sanità Italiana
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