I tagli alla spesa pubblica imposti dalla U.E. e dai vari governi succedutisi negli ultimi anni si sono abbattuti con particolare accanimento sulla Sanità Pubblica. A pagarne le conseguenze sono stati i pazienti (con la riduzione dei servizi) e gli operatori del Servizio Sanitario, penalizzati dall'ormai quasi decennale blocco del turnover. Ovviamente, specularmente, ne hanno beneficiato le lobby legate alla Sanità Privata.


In questo già difficile contesto all'Ospedale di Busto Arsizio hanno pensato bene di realizzare ulteriori risparmi di spesa imponendo agli Operatori Socio Sanitari (OSS) la massima flessibilità delle mansioni.
Gli OSS sono una figura professionale di primaria importanza nell'ambito dei servizi sanitari, che dovrebbe essere preposta, sempre sulla base delle indicazioni del personale infermieristico, esclusivamente a mansioni di assistenza diretta al malato e alla cura del suo ambiente di vita, come peraltro ben specificato nella declaratoria contrattuale.
All'Ospedale di Busto questi operatori vengono invece distolti dai reparti e dai pazienti per essere adibiti al lavaggio delle stoviglie (peraltro manuale) e alla pulizia della cucina.
Non è più accettabile che queste risorse professionali di grande importanza per il servizio sanitario pubblico debbano sottrarre tempo prezioso ai pazienti.
Un buon servizio pubblico non si può garantire senza investimenti, scaricando sui lavoratori carenze organizzative di cui non sono certo responsabili.
La dirigenza dell'Ospedale di Busto deve intervenire con urgenza: occorrono nuove assunzioni e un'organizzazione del lavoro che rispetti la professionalità degli Operatori Sociosanitari, nel rispetto del contratto di lavoro, affinché sia garantito effettivamente un efficace servizio ai malati e alle loro famiglie.

CUB Sanità
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