8 anni di blocco dei contratti nazionali hanno causato una perdita stipendiale media di 300 euro al mese ai dipendenti pubblici!

Il Governo ora pensa di mettere sul piatto poche decine di euro di aumento contrattuale che non recupera il potere d'acquisto dei nostri salari. Un'elemosina che avrà decorrenza solo dal 2018, e nessun arretrato. La ministra Madia ha reso più stringenti le regole sulla malattia, permessi Legge 104/92 ed è stata peggiorata la riforma Brunetta introducendo il licenziamento dopo tre giudizi negativi.

Intanto la politica continua a tutelare i propri interessi. L'Azienda Zero voluta da Zaia è un esempio: dietro ai processi di “riorganizzazione dei servizi” si celano tagli di personale e la creazione di nuovi carrozzoni pubblici.

Ancora una volta la lunga mano della politica si insinua nella gestione della pubblica amministrazione “riorganizzando” e creando altri carrozzoni alla cui conduzioni solitamente vengono posti uomini di fiducia, o persone che sono vicine al politico del momento.

La CUB Sanità contesta queste modalità di gestione dei servizi sanitari funzionale solo alla politica, prima che alla salute ai cittadini e ai lavoratori.

Servono assunzioni di personale, investimenti strutturali e un taglio drastico delle poltrone dirigenziali.

Lo sciopero generale del 27 ottobre è stato indetto per:
• rinnovo del contratto nazionale con consistenti aumenti stipendiali che recuperino quanto perso negli ultimi otto anni;
• sblocco totale delle assunzioni
• il diritto alla pensione a 60 anni di età o con 35 anni di contributi
• la democrazia nei posti di lavoro

29 settembre 2017

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